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<title>Ricerche e Studi sull’Antichità, il Medioevo e l’Umanesimo, Salerno (RAMUS)</title>
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<updated>2026-04-20T19:00:44Z</updated>
<dc:date>2026-04-20T19:00:44Z</dc:date>
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<title>Analisi metrica delle sezioni liriche dell’Alcesti di Euripide</title>
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<name>Tenore, Alessandra</name>
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<updated>2025-04-30T18:19:45Z</updated>
<published>2018-01-01T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Analisi metrica delle sezioni liriche dell’Alcesti di Euripide
Tenore, Alessandra
L’elaborato fornisce un’analisi dei cantica dell’Alcesti di Euripide sulla base della colometria antica, ricostruita tramite la collazione dei manoscritti Vat. gr. 909 (V),Par.gr.2713(B), Laur. plut. 31,10 (O), Laur. plut. 31,15 (D), Laur. gr. 32,2 (L) e Vat. Pal. gr. 287 (P), partendo dall’assunto che la tradizione manoscritta medievale riproduca, in maniera più o meno fedele, la colometria stabilita dai grammatici alessandrini. Benché sia ancora in corso un ampio dibattito sulla validità della colometria antica è indubbio che essa costituisca lo stadio più antico della tradizione a cui è possibile risalire e che essa rappresenti il punto di partenza per un’analisi colometrica e ilo presupposto per un’interpretazione non arbitraria del testo. Per la descrizione e l’interpretazione delle sequenze metriche, pertanto, si è tenuto presente in primo luogo la teoria metrica antica (Efestione, Aristide Quintiliano, gli scolii metrici a Pindaro e ad Aristofane), nonché i risultati della ricerca metrica contemporanea. Ogni sezione dei cantica è corredata da un sintetico apparato critico negativo, nel quale sono registrate le varianti e le congetture metricamente rilevanti, e da un apparato colometrico, dove si dà conto delle divergenze dei codici rispetto alla colometria adottata. Nei due apparati, inoltre, sono segnalati con le sigle Trn (=niger) e Trf (=fuscus) gli interventi e le annotazioni marginali di natura metrico-prosodica apportati da Demetrio Triclinio sul testo del Laur. gr. 32,2 (L). Le due tipologie di inchiostro utilizzato, infatti, corrispondono a differenti fasi di correzione del testo, collocabili l’una intorno al 1310-1315, l’altra al 1320 circa. Alla constitutio textus segue il commento delle varie sezioni in cui sono discussi i problemi metrici ed i problemi testuali rilevanti ai fini metrici, soprattutto ove il testo tràdito appare corrotto e difficilmente emendabile.  .. [a cura dell'Autore]; The aim of this thesis is to provide an analysis of cantica from Euripide’s Alcestis, based on the
ancient colometry, reconstructed through the collation of the manuscripts Vat. gr. 909 (V), Par. gr.
2713 (B), Laur. plut. 31,10 (O), Laur. plut. 31,15 (D), Laur. gr. 32,2 (L) e Vat. Pal. gr. 287 (P). The
medieval manuscript tradition reproduces, faithfully, the colometry established by the Alexandrian
grammar scholars and, although there is still a large debate on the validity of ancient colometry, there
is no doubt that it constitutes the oldest stage of the tradition and that it represents the starting point
for a non-arbitrary colometric analysis.
The description and interpretation of the metric sequences in based on the ancient metric theory
(Hephaestion, Aristide Quintilian, the metric scholia in Pindar and Aristophanes) as well as the results
of contemporary metric research.
Each section of the cantica is accompanied by a synthetic negative critical apparatus, in which the
metrically relevant variants and conjectures are recorded, and by a colometric apparatus, which takes
account of the divergences of the codes with respect to the adopted colometry.
Are, also, reported the interventions and marginal annotations of a metric-prosodic nature made by
Demetrio Triclinio on the text of the Laur. gr. 32,2 (L), with Trn (=niger) e Trf (=fuscus).
The constitutio textus is followed by the commentary of sections in which are discussed metrical
problems and textual problems relevant to metrical purposes, above all where the betrayed text
appears corrupt and difficult to amend.  [edited by Author]
2015 - 2016
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<dc:date>2018-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Società, Poteri e dialettica di confine nella Langobardia meridionale (secolo X)</title>
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<name>Tagliente, Antonio</name>
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<updated>2025-04-30T18:19:36Z</updated>
<published>2017-01-01T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Società, Poteri e dialettica di confine nella Langobardia meridionale (secolo X)
Tagliente, Antonio
La presente tesi ha per oggetto le vicende politiche delle due consorterie principesche di Benevento-Capua e
di Salerno nel periodo compreso tra l’887, data dell’ascesa al comitato capuano di Atenolfo I, e il 981, anno di
morte del principe Pandolfo Capodiferro. Il lavoro è articolato in sezioni tematiche, che si concentrano sui
principali passaggi dinastici avvenuti nel Meridione longobardo del X secolo (la scalata al potere di Atenolfo
I, le età di Landolfo I, Landolfo II e Pandolfo Capodiferro, i principati di Guaimario I, II e di Gisulfo I), sulle
vicende dei due monasteri di Montecassino e di S. Vincenzo al Volturno e sull’evoluzione della maglia
diocesana del territorio longobardo fino alla costituzione di Capua, Benevento e Salerno in arcidiocesi.
Nel corso della tesi è concesso ampio rilievo sia alle fonti di area greca (le agiografie, le lettere dei patriarchi
costantinopolitani, la produzione dell’età di Costantino Porfirogenito, la storiografia dei secoli XI-XII) sia a
quelle di area latina, non solo di area meridionale (annali e historiae, cronache-cartulario, documenti
d’archivio, lettere papali, necrologi, oltre a opere di carattere apologetico o encomiastico).
L’interazione e l’esegesi di questi materiali centrati sulle vicende della Langobardia meridionale del X secolo
ha permesso di mettere in evidenza le complesse relazioni esistenti tra l’Italia meridionale e le altre aree della
penisola e del Mediterraneo, ma anche di donare un più corretto rilievo alle esperienze politiche di alcuni
profili principeschi dell’altomedioevo meridionale fino ad ora meno indagati. [a cura dell'Autore]; This thesis focuses on the political events of the two princely families of Benevento-Capua and Salerno in the
period between 887, when Atenulf obtained the Capuan county, and 981, the year of death of prince Pandulf
Ironhead. The work is divided into thematic sections, which are focused on the dynastic changes in the Lombard South Italy during the X century (the rise to power of Atenulf I, the ages of Landulf I, II and Pandulf
Ironhead, the rule of the princes Guaimar I, II and Gisulf I), on the history of the two monasteries of Monte
Cassino and S. Vincenzo al Volturno and on the evolution of the diocesan network of the Lombard area, up to
the rise to archdioceses of Capua, Benevento and Salerno.
In this thesis, ample space has been dedicated both to the exegesis of Greek texts (the hagiographies, the letters
of the Constantinopolitan patriarchs, the literary production of the age of Constantine VII, the historiography
of the XI-XII centuries) and to those in Latin, not only of southern Italy (annals and historiae, cartulary-chronicles, archival documents, papal privileges and letters, obituaries, as well as works of an apologetic or encomiastic nature).
The research carried out on the events of Langobardia in the 10th century has made it possible to highlight the
relationships existing between southern Italy and the other areas of the Mediterranean sea, but also to give the
right space to some princes of Lombard age. [edited by Author]
2015 - 2016
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<dc:date>2017-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Lo zoo di Ipponatte</title>
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<name>Giubilo, Barbara</name>
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<updated>2025-04-30T17:44:19Z</updated>
<published>2023-06-20T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Lo zoo di Ipponatte
Giubilo, Barbara
La tesi ha per oggetto lo studio del mondo animale in Ipponatte. Essa è suddivisa in quattro capitoli, 
in cui sono rispettivamente presi in esame la funzione svolta dagli animali nelle credenze popolari, 
nelle superstizioni e nei riti magici; le metafore e le similitudini uomo-bestia; il ruolo degli animali 
nelle immagini erotiche; i lemmi zoologici, ossia quei frammenti che consistono in una singola parola, 
coincidente con il nome di un animale. Ai suddetti capitoli, fanno da corollario tre appendici. Nella 
prima sono analizzati alcuni frammenti in cui compaiono riferimenti ad animali mitici; nella seconda, 
il ruolo degli animali nella gastronomia; nella terza, infine, i nomi del maiale in Ipponatte. [a cura dell'Autore]; The dissertation focuses on the animal realm in the writings of Hipponax. It is broken down into four 
chapters, each of which examines the function of animals in popular beliefs, superstition and 
ceremonial magic; the man-beast metaphors and similes; the role of animals in erotic imagery; in 
zoologic lemmata, namely fragments consisting of a single word that corresponds to the name of an 
animal. The above-mentioned chapters are accompanied by three addendums. The first is an analysis 
of fragments with references to mythical beasts; the second looks into the role of animals in 
gastronomy; the third features the names of the hog in Hipponax’s writings. [edited by Author]
2021 - 2022
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<dc:date>2023-06-20T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Un’indagine intorno alla negazione nelle opere di Giovanni Duns Scoto</title>
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<name>Maserati, Matteo</name>
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<updated>2025-04-30T17:42:07Z</updated>
<published>2023-07-20T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Un’indagine intorno alla negazione nelle opere di Giovanni Duns Scoto
Maserati, Matteo
Lo scopo di questo lavoro è proporre una prima panoramica generale dedicata al tema della
negazione nel contesto delle opere di Giovanni Duns Scoto. La ricerca è stata impostata
tenendo conto tanto di esigenze storico-critiche quanto di linee di indagine teoretiche. Il
lavoro è strutturato in due sezioni, la prima delle quali presenta un’ampia analisi del tema
nel contesto dei Parva Logicalia, ricostruendone le vicende storiografiche, testuali nonché la
cornice logico-epistemologica da essi presentata (cap. I); si procede dunque a sviluppare
una mappatura della sintassi e della semantica delle espressioni negative (cap. II) ed
un’indagine circa la negazione come istanza di relazione (cap. III). Nella seconda sezione, la
ricerca viene estesa ad un insieme di testi seriori rispetto ai precedenti (commenti alla
Metafisica di Aristotele ed ai Libri Sententiarum di Pier Lombardo etc.). Essa risulta inoltre
orientata in funzione del concetto metateorico di ‘asimmetricalismo’ e coinvolge due
specifici casi di indagine, uno di natura teologica ed epistemologica (cap. IV), l’altro di
natura eminentemente ontologica (V), trattando rispettivamente i temi della conoscenza
negativa e della classe degli enti fittizi. Le conclusioni raggiunte evidenziano alcune criticità
interne al sistema presentato da Duns Scoto, quali ad esempio la tematica della restrizione
semantica in riferimento alla negazione infinitante, e permettono soprattutto di identificare
il ruolo cruciale giocato dal concetto di repugnantia, ad un tempo imprescindibile e
problematico. [a cura dell'Autore]; This work aims at developing a first in-depth analysis about the topic of negation within the
philosophical and theological production of John Duns Scotus. This research has been
carried out resorting to two different approaches: (i) keeping a rigorous historical and
critical analysis of the writings while (ii) deploying recent conceptual tools, unbound to the
medieval speculation. The thesis is structured in two sections and five chapters according
to a chronological and thematic criterion, hence the first section is devoted to Scotus’ Parva
logicalia. (I) The first chapter displays both the historiographical and conceptual frame which
upholds the following analyses. (II) The topics of syntax and semantics of negative
expressions are then explored, endorsing a compositional approach over the complexity of
the linguistic items involved; (III) the understanding of negation as an instance of relation
is then addressed, specifically dealing with the concept of ‘opposition’. The second section
is instead concerned with some latter writings, such as the commentaries on the Metaphysics
and on the Libri Sententiarum, and pivots around the metatheoretical criterion of
‘asimmetricalism’. The specific instances of (IV) negative knowledge and (V) fictitious
beings are in fact developed in the last chapters, showing both the limits and the power of
Scotus’ asymmetricalistic claims. In conclusion, the work shows how negation is involved
in several crucial aspects of Scotus’ philosophical and theological system, sometimes
leading to inconsistencies. The concept of repugnantia, in particular, plays a fundamental
role although being more than often highly problematic. [edited by Author]
2021 - 2022
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<dc:date>2023-07-20T00:00:00Z</dc:date>
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