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<title>Management and Information Technology</title>
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<title>Supporting the Intelligence Analysis stages with Approximate Reasoning: Methods and Tools based on Granular Computing</title>
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<description>Supporting the Intelligence Analysis stages with Approximate Reasoning: Methods and Tools based on Granular Computing
Gaeta, Angelo
Le attuali minacce, come il terrorismo e il cyber-terrorismo, pongono nuove sfide alle comunità della
sicurezza e della difesa. Appare cruciale la capacità di ragionare con diverse prospettive e di rilevare
connessioni tra fatti, relazioni ed eventi. A tal fine, è utile un approccio meno procedurale e meno normato,
in grado di fare leva sulle attuali tecnologie di intelligenza computazionale e artificiale per rilevare minacce e
proteggere i sistemi fisici e cyber-fisici. Ciò solleva un forte interesse delle summenzionate comunità per la
definizione e l’adozione di nuovi metodi e tecniche che, in una certa misura, siano tali da replicare, o almeno
supportare, i processi cognitivi umani. Se consideriamo la "creatività" alla base di alcuni recenti attacchi,
come quello del 11/09/2001, possiamo comprendere la necessità di ripensare la sicurezza in termini
situazionali più che procedurali, e questo ha un’importante implicazione che aiuta a inquadrare il nostro
problema e gli obiettivi di ricerca. Questa implicazione è un passaggio dall'essere consapevoli di ciò che
dobbiamo prevenire (e delle relative norme e procedure a tal fine) all’acquisire maggiore consapevolezza di
ciò che potrebbe accadere. Da qui emerge l’utilità di metodi e strumenti che supportano i decisori nella loro
capacità di effettuare analisi di tipo speculativo che permettono di ipotizzare differenti scenari di minaccia, e
ragionare sulle dinamiche di evoluzione di tali scenari. Questo è, sostanzialmente, l’obiettivo principale delle
cosiddette attività di intelligence.
Il problema di ricerca affrontato in questi tre anni di studio è come migliorare la consapevolezza degli analisti
e dei decisori nelle prime fasi di un’analisi di intelligence per prevenire attacchi intenzionali (terrorismo) e gli
obiettivi specifici riguardano la definizione e validazione di metodi di reasoning approssimato basati sul
Granular Computing (GrC) a tal fine. .. [a cura dell'Autore]; Current threats, such as terrorism and cyber-terrorism, pose new challenges to security and defence 
communities, and the ability to reason with different perspectives and detecting connections between facts, 
relationships and events becomes crucial to address these challenges. To this purpose, a less procedural and 
standardized approach is useful, able to leverage current computational and artificial intelligence 
technologies to detect threats and protect physical and cyber-physical systems. This raises a strong interest 
in defining and adopting new methods and techniques that, to a certain extent, are such as to replicate, or 
at least to support, human cognitive processes. If we consider the "creativity" behind some recent attacks, 
such as that one of 09/11/2001, we can understand the need to rethink security in situational rather than 
procedural terms, and this has an important implication that helps to frame the problem and research 
objectives of this thesis. This implication is a shift from being aware of what we need to prevent (and the 
related rules and procedures to that end) to gaining greater awareness of what might happen. From this 
consideration, it emerges the need of methods and tools that support decision makers in their ability to carry 
out analyses that allow to hypothesize different threat scenarios, and to reason about their evolutions. This 
is, essentially, the main objective of the so-called intelligence activities. 
The research problem investigated in the Ph.D period is how to improve the awareness of analysts and 
decision makers in the early stages of an intelligence analysis to prevent intentional attacks, and the specific 
objectives concern the definition and validation of reasoning methods based on Granular Computing (GrC) 
for this purpose. .. [edited by Author]
2018 - 2019
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<dc:date>2021-05-10T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Il territorio come sistema complesso adattivo: un  modello di interazione tra P.A. e cittadinanza</title>
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<description>Il territorio come sistema complesso adattivo: un  modello di interazione tra P.A. e cittadinanza
Capolupo, Nicola
Il presente lavoro di ricerca si pone l’obiettivo di leggere ed analizzare i territori in chiave
organizzativa, concentrandosi sulle istanze e le sfide che essi, quotidianamente, sono chiamati ad
affrontare. In particolare, l’analisi intende focalizzarsi su ciò che rappresenta il paradigma per
eccellenza della Teoria dei Sistemi Sociali di Niklas Luhmann, vale a dire la comunicazione: tutti i
sistemi sociali sono organizzazioni - macchine decisionali - che elaborano e processano informazioni
sempre nuove e diverse, a prescindere dalla propria polarità. Attraverso l’atto comunicativo, ogni
organizzazione riproduce le proprie scelte strategiche e/o l’ambiente, all’interno del quale
l’organizzazione vive e si riproduce (la società come sistema complesso). L’autopoiesi organizzativa
luhmanniana viene, di fatto, garantita dalla capacità dell’organizzazione di comunicare sé stessa
all’esterno, ed è proprio in questo senso che la comunicazione assume un ruolo fondamentale per
l’organizzazione (e, nel caso specifico, per il territorio e la creazione della sua Destination Image).
La metodologia di ricerca scelta per analizzare e dimostrare questi fenomeni sarà, pertanto, divisa in
più momenti: inizialmente, vedrà la promozione di un questionario agli studenti dell’Università di
Salerno, al fine misurare la predisposizione dei target di riferimento all’uso dei social media per
finalità di promozione e di segnalazione di problematiche relative al territorio; successivamente, la
sperimentazione di un modello comunicativo basato sullo studio della codifica del linguaggio
digitale, in partnership con il personale di alcune Pubbliche Amministrazioni campane, tra
enti/territori e cittadinanza; infine, l’organizzazione di un focus group diviso in due momenti, per
comprendere l’utilità del suddetto modello e di una sua specifica applicazione per ogni ente.
Gli obiettivi della sua costruzione sono, di fatto, orientati all’abbattimento delle barriere comunicative
tra P.A. e cittadinanza, e al settaggio di un sistema interattivo dove tutti gli attori possano interagire
allo stesso livello e co-produrre valore. [a cura dell'Autore]; This research aims to read and examine territories from an organizational point of view, focusing on 
the demands and challenges that they daily face and are called to face. In particular, it intends to focus 
on what represents the pivotal concept of Niklas Luhmann's Theory of Social Systems, i.e. 
communication: organizations are social systems (decision-making machines) that process 
information, which is always new and different, despite their polarity. Through the communicative 
act, each organization reproduces its strategic choices and / or the environment, within which the 
organization lives and reproduces itself (the society as a complex system). The luhmannian 
organizational autopoiesis is, in fact, allowed by the organization's capability to communicate itself 
externally; in this sense communication assumes a fundamental role for the organization (and, in this 
case, for the territory and the creation of its Destination Image). The research methodology chosen to 
analyze and demonstrate these phenomena will therefore be divided into several moments: initially, 
it consists on a survey including the opinion of students from the University of Salerno, measuring 
the target’s predisposition to use social media to promote and reporting security issues relating to the 
territory; in addition, the experimentation of a communication model based on the study of digital 
language coding, in collaboration with the personnel of selected Campania Public Administrations, 
between institutions / territories and citizenship; finally, the organization of a focus group divided 
into two stages, to understand the efficacy of the aforementioned model and its specific application 
for each entity. The aims of its development are, in fact, oriented to eliminate communication 
boundaries between P.A. and citizenship, and the establishment of an interactive system where all 
actors interact at the same level and co-produce value. [edited by Author]
2018 - 2019
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<dc:date>2021-03-02T00:00:00Z</dc:date>
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<item rdf:about="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/4507">
<title>Open Government Data to improve Public Service Quality: an empirical validation through a Structural Equation Model</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/4507</link>
<description>Open Government Data to improve Public Service Quality: an empirical validation through a Structural Equation Model
Maione, Gennaro
The thesis focuses on the concept of Open Government Data (OGD) as a new approach to the management of
public administrations (Pereira et al., 2017; Wang and Lo, 2016; Zuiderwijk and Janssen, 2014; Attard et al., 2015; Chan,
2013), based on the use of technologies for data treatment capable of favoring the affirmation of logics characterized by
transparency, citizens’ involvement and participation in the processes, activities and services of the public sector (Dawes
et al., 2016; Gonzalez-Zapata and Heeks, 2015; Ubaldi, 2013; Shadbolt et al., 2012). In particular, the objective of the work
is to deepen the aspects and conditions enabling the management of Public Administration (PA) according to the OGD, as
well as the impact of this approach on the quality of the public service provided to the community. The choice to carry out
this study arises from the consideration according to which in literature, to date, there is no organic nucleus of empirical
research aimed at investigating the stimulating factors of the ODG and the concrete effects on the public service quality
resulting from the implementation of such an approach in public administrations. The work starts from the analysis of the state of the art dedicated to the methods of conducting public
administrations. Specifically, through a chronological excursus, the main approaches to the management of the PA (such
as the Bureaucratic Model, New Public Management, New Public Governance, New Public Service, Open Government)
were analyzed to represent the paradigmatic evolution leading to the affirmation of the OGD. The most important aspects
(constructs) emerging from the analysis of the literature were further investigated to verify the existence of possible relations
of influence between them. To this end, for each of the identified constructs, several items were selected for the construction
of a questionnaire, administered to a sample of 567 Italian citizens. The results emerged from the answers provided by the
citizens allowed defining and testing a Structural Equation Model (SEM), aimed at providing empirical evidences about the
facilitating aspects of the OGD and the effects of its adoption within the PA in terms of public service quality for the
community. .. [edited by Author]; La tesi s’incentra sul concetto di Open Government Data (OGD) quale nuovo approccio alla conduzione delle
amministrazioni pubbliche (Pereira et al., 2017; Wang and Lo, 2016; Zuiderwijk and Janssen, 2014; Attard et al., 2015;
Chan, 2013), basato sull’impiego di tecnologie di gestione dei dati capaci di favorire l’affermazione di logiche caratterizzate
da trasparenza, coinvolgimento e partecipazione dei cittadini nei processi, nelle attività e nei servizi del pubblico settore
(Dawes et al., 2016; Gonzalez-Zapata and Heeks, 2015; Ubaldi, 2013; Shadbolt et al., 2012). In particolare, l’obiettivo del
lavoro consiste nell’approfondire gli aspetti abilitanti e le condizioni agevolanti la gestione della Pubblica Amministrazione
(PA) secondo l’OGD, nonché l’impatto che tale approccio ha sulla qualità del servizio pubblico erogato alla comunità. La
scelta di realizzare questo studio nasce dalla considerazione secondo la quale in letteratura, ad oggi, manca un nucleo
organico di ricerche empiriche tese a investigare i fattori di stimolo dell’ODG e gli effetti concreti sulla qualità del servizio
pubblico scaturenti dall’implementazione di tale approccio nelle amministrazioni pubbliche.
Il lavoro parte dall’analisi dello stato dell’arte dedicato alle modalità di conduzione delle pubbliche
amministrazioni. Nello specifico, attraverso un excursus cronologico saranno approfonditi i principali approcci alla gestione
della PA (quali, il modello burocratico, il New Public Management, la New Public Governance, il New Public Service,
l’Open Government) per rappresentare l’evoluzione paradigmatica che ha condotto all’affermazione dell’OGD. Gli aspetti
(costrutti) di maggiore rilievo emersi dall’analisi della letteratura sono stati ulteriormente indagati per verificare possibili
relazioni di influenza tra essi. A tal fine, per ciascuno dei costrutti identificati sono stati selezionati gli items da impiegare
per la costruzione di un questionario, somministrato a un campione di 567 cittadini fruitori del servizio pubblico italiano. I
risultati emersi dalla risposte fornite dai cittadini hanno permesso di definire e testare un Modello di Equazioni Strutturali
(MES) volto a fornire evidenze empiriche circa le gli aspetti agevolanti dell’OGD e gli effetti della sua adozione nella PA
in termini di qualità del servizio pubblico erogato alla comunità. .. [a cura dell'Autore]
2017 - 2018
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<dc:date>2019-06-28T00:00:00Z</dc:date>
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<item rdf:about="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/4505">
<title>La co-creazione del valore come costrutto multidimensionale. Epistemologia e misurazione</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/4505</link>
<description>La co-creazione del valore come costrutto multidimensionale. Epistemologia e misurazione
Grimaldi, Mara
Il lavoro propone l’adozione di una visione di sintesi allo studio della cocreazione del valore in un’ottica “meta” - ecosistemica che “assecondi” la
complessità teorico-epistemologica del costrutto tramite la proposta di un
framework atto a esplorare in profondità la generazione dei processi dinamici
di co-creazione mediante l’introduzione di una sua categorizzazione
semantico-concettuale.
Dopo aver enucleato la “questione epistemologica”, dunque le possibilità
e i limiti derivanti da una potenziale operativizzazione, il fenomeno “cocreazione del valore” è suddiviso in tre sotto-processi, Value-in-exchange,
Value- in-use, Value-in-context, connessi rispettivamente ai tre livelli di
contesto identificati nella ricerca sugli ecosistemi, Micro, Meso e Macro.
All’interno di ciascuna di tali dimensioni composite sono proposti tre criteri
o sotto-dimensioni che specifichino le variazioni della co-creazione nei vari
tipi di contesti: 1) attività; 2) modalità relazionali; 3) oggetto dello scambio.
Il framework è poi validato da un campione di esperti tramite la tecnica
Delphi, grazie alla cui applicazione si ottiene l’eliminazione o sostituzione di
alcune delle sotto-dimensioni previste. Tra le modifiche sostanziali apportate
è possibile identificare: 1) l’associazione tra i tre parametri di classificazione
(attività, modalità relazionali e oggetti di scambio) e il meta-livello; 2) la
sostituzione della categoria “oggetti di scambio” in favore della più
comunemente accettata categoria delle “risorse”; 3) la specificazione
concettuale della co- delivery (livello meso) e del significato (livello macro).
L’introduzione di un framework che specifichi le diverse attività di cocreazione messe in campo dagli utenti nei vari contesti ecosistemici può
produrre un avanzamento all’interno della ricerca di marketing e services
management all’interno della quale gli studi precedenti sul tema affrontano la
complessa questione solo da un punto di vista teorico. Inoltre, una
classificazione delle modalità di manifestazione che rendano la co-creation
osservabile può aiutare i manager a comprendere come gestire
strategicamente il processo sin dalle prime fasi dell’erogazione (co-design),
come stimolare il coinvolgimento e la collaborazione in ciascuno step
successivo (co-delivery e post-delivery) e come monitorare eventuali
problemi nell’erogazione o prevenire possibili comportamenti di codistruzione. [a cura dell'Autore]; The study proposes the adoption of a synthesis view to the exploration of value co-creation according to a “meta”- ecosystems perspective that takes into account the theoretical and epistemological complexity of the construct. A conceptual framework is proposed to investigate the generation of the deep mechanisms of co-creation through the introduction of its semantic categorization. After a discussion on the epistemological issues (the possibilities and limitations of an operationalization of value co-creation), the concept is subdivided into three sub-processes, Value-in-exchange, Value-in-use, Value -in-context, connected respectively to the three contexts identified in ecosystems research, Micro, Meso and Macro. For each dimension, three criteria or sub-dimensions are proposed to specify the variations of co-creation in the different contexts: 1) activity; 2) relational modalities; 3) object of the exchange. Then, the framework is validated conceptually by a sample of experts through the Delphi technique. Some sub-dimensions were eliminated or replaced with “labels” that have been considered more suitable. The most relevant changes in the framework are: 1) the association between the three classification criteria (activities, relational modalities and object of exchange) and the meta-level; 2) the replacing of the category “objects of exchange”, with the most common category of “resources”; 3) the conceptual specification of co-delivery (meso-level) and meaning (macro-level). The introduction of a framework that classifies the potential co-creation activities performed by users in the various ecosystem contexts can produce advancements in marketing and service management research in which previous studies address the complex issue only from a theoretical point of view. Furthermore, a classification of the various manifestations that make co-creation observable can help managers understand: 1) how to manage the process strategically from the early stages of delivery (co-design); 2) how to stimulate involvement and collaboration in each step (co-delivery and post-delivery); 3) how to monitor any problems in service delivery or prevent possible co-destruction behaviors. [edited by Author]
2017 - 2018
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