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<title>Tesi di dottorato / Doctoral dissertations</title>
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<dc:date>2026-04-14T15:59:33Z</dc:date>
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<title>Il Caso Predappio: tra Storia, Public History e Social Network</title>
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<description>Il Caso Predappio: tra Storia, Public History e Social Network
Künzi, Alessandra Antonia
La Public History rappresenta un nuovo modo d’intendere e raccontare la storia. Nel corso degli anni gli storici si sono spesso rinchiusi all’interno dell’ambiente accademico promuovendo e pubblicando una storia prevalentemente per un pubblico i gli storici si sono spesso rinchiusi all’interno dell’ambiente accademico promuovendo e pubblicando una storia prevalentemente per un pubblico specialistico. Il vuoto lasciato dall’assenza della figura dello storico nel dibattito pubblico è stato colmato da altre figure professionali che hanno contribuito, più o meno consapevolmente, ad una strumentalizzazione o ad una banalizzazione della storia. La nuova figura del public historian in questo contesto deve, attraverso un’approfondita conoscenza dei nuovi metodi di comunicazione come ad esempio i social, riconquistare un ruolo sociale per lo storico. In questa ricerca viene studiato il caso di Progetto Predappio che presenta aspetti e peculiarità che si inseriscono in un contesto molto più ampio che non riguarda soltanto l’Italia ma tutti i paesi occidentali. Con la continua a veloce affermazione di un nuovo nazionalismo di destra, i gruppi neofascisti di molti paesi occidentali hanno trovato nei social un valido strumento di coesione e di diffusione delle proprie idee. Per questo motivo la proposta di un Centro di Documentazione e Ricerca sul Ventennio fascista a Predappio potrebbe rappresentare un’occasione per gli storici, e le istituzioni, di offrire al pubblico interessato una nuova ed inedita narrazione di un luogo simbolico. Figura chiave di questo processo dovrebbe essere il public historian che con l’ausilio dei nuovi metodi di comunicazione propone risposte storiche alle domande del grande pubblico promuovendo una conoscenza storica critica e consapevole per una cittadinanza migliore.
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<dc:date>2020-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>C'è in gioco la libertà! Fare public history sulla Repubblica di Montefiorino con un board game collaborativo</title>
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<description>C'è in gioco la libertà! Fare public history sulla Repubblica di Montefiorino con un board game collaborativo
Asti, Chiara
La public history in Italia è una disciplina non ancora formalizzata, praticamente ignorata a livello accademico, anche se negli ultimi anni alcuni storici hanno iniziato a ragionare su questa materia. Sul mercato, invece, esistono varie esperienze di quella che oltreoceano è definita come public history: i vari musei d'impresa che vogliono valorizzare il proprio marchio; le iniziative degli Istituti storici con le Pubbliche amministrazioni, le associazioni e le scuole del territorio, come ad esempio i viaggi della memoria; le raccolte di fonti con la partecipazione attiva dei privati. In Italia ci sono anche esempi di aziende che lavorano dichiaratamente nel campo della public history, come “Cliomedia Officina”. La mancanza di un ragionamento teorico e di una formalizzazione accademica non hanno quindi impedito lo sviluppo e la diffusione di pratiche attive di public history. Uno dei settori di sua pertinenza è rappresentato indubbiamente dai musei. Molti musei infatti si preoccupano di coinvolgere il pubblico, modulando l'offerta a seconda dei possibili destinatari. Inoltre escono sul territorio e fanno la storia delle comunità coinvolgendole. I programmi e i siti dei musei, anche in Italia, mostrano ormai la chiara intenzione di superare un ruolo esclusivamente conservativo per concentrarsi sulle pratiche di valorizzazione e promozione culturale. Nell'attività didattica e divulgativa i musei ricorrono sempre più spesso a pratiche ludiche. Il gioco è una modalità di apprendimento attiva e partecipata, che quindi risponde perfettamente ai canoni della public history. Non solo i giocatori rappresentano un audience preferenziale per la storia, ma il gioco stesso è uno strumento ideale per fare storia “in” e “con” il pubblico.
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<dc:date>2016-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>National museums and the mobilization of history: commemorative exhibitions of Anglo-Irish conflicts in Ireland and Northern Ireland (1921-2006)</title>
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<description>National museums and the mobilization of history: commemorative exhibitions of Anglo-Irish conflicts in Ireland and Northern Ireland (1921-2006)
Cauvin, Thomas &lt;Colorado State University, United States&gt;
Through the study of commemorative exhibitions arranged at the National Museum of Ireland (Ireland) and at the Ulster Museum (Northern Ireland), this thesis compares the changing representations of three historical conflicts (the 1690 Battle of the Boyne, the 1798 Rebellion, and the 1916 Easter Rising). Beginning with Partition and ending with new permanent military exhibitions in the twenty-first century, the research explores the ways in which the changing representations of these conflicts staged by the two museums have correlated with broader processes of mobilization of history designed to fit the needs of the present. In doing so, the complex relationships between museums and national identity are explored in the two parts of the island. The dissertation reveals how, at first, the two national museums participated in the construction of opposed official narratives, based on Nationalist and Unionist interpretations of the past in Ireland and Northern Ireland. It demonstrates how these initial interpretations of the three conflicts were gradually reassessed in response to changes in Anglo-Irish relations, especially in connection with the Northern Irish conflict and the politics of reconciliation. But the dissertation also explores how the new remit attributed to the two national museums has been shaped by the demands of cultural tourism, marketing strategy, and the new links with audiences, in a way that has served to detach the representations of the three conflicts from the political relations between the island of Ireland and Britain in the narrow sense. The dissertation explores the role of state actors, but is equally concerned with role played by …
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<dc:date>2012-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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