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<title>Sinestesie. 2020.. XIX. Genealogia e morfologia del personaggio strambo</title>
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<title>Premessa</title>
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<description>Premessa
Ajello, Epifanio
Nell’introduzione il curatore del volume definisce la morfologia del personaggio strambo e passa in rassegna alcuni esempi tratti dalla letteratura europea (Sterne, Diderot, Eichendorff, Hawthorne, Poe, Balzac, Dostoevskij, Huysmans, Kafka, Brecht, Beckett, Kosinski, Perec…) e italiana (Baldini, Celati, Malerba, Cavazzoni, Calvino, Volponi, Sanguineti, Zavattini, Landolfi…). Lo strambo è un protagonista partecipe della modernità letteraria, difficile da incasellare in uno statuto (sfugge alle categorie di Genette), come, invece, accade, con relativa semplicità, per il personaggio–folle o il personaggio-stupido. Non è un protagonista ‘ben fatto’ che si impone, affronta, risolve o seduce. Lo strambo con la sua imprevedibilità non si trova a suo agio nella categoria dell’ovvio che quotidianamente ci accoglie, ma consegna una originale possibilità (alternativa e fantasiosa) all’ordine prestabilito delle cose, mettendole a soqquadro e riordinandole di nuovo, straniando un po’ il tutto col vanto di offrire alternative possibili ai comportamenti, alle percezioni, ai sentimenti.
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<dc:date>2020-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Di una (stramba?) lettera di Zavattini a Montale</title>
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<description>Di una (stramba?) lettera di Zavattini a Montale
Contorbia, Franco
Il contributo analizza i rapporti tra Cesare Zavattini ed Eugenio Montale, a partire da documenti finora ignorati dalla critica.
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<dc:date>2020-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Strambo o «farfelu»? Il Ramondès di Alberto Vigevani tra gallofilia e turbe identitarie</title>
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<description>Strambo o «farfelu»? Il Ramondès di Alberto Vigevani tra gallofilia e turbe identitarie
D'Orlando, Vincent
Il contributo propone una duplice riflessione sulla categoria dello «strambo»: in primo luogo tenta di definire le caratteristiche di un personaggio riluttante a ogni classificazione sicura e, secondariamente, si sofferma sulla traduzione in francese del romanzo “Un certo Ramondès” di Alberto Vigevani, il cui protagonista eponimo merita di essere ammesso nella ricca e sfuggente famiglia degli strambi.
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<dc:date>2020-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Caratteri infiammabili. Matrici cineletterarie per i mattoidi celatiani</title>
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<description>Caratteri infiammabili. Matrici cineletterarie per i mattoidi celatiani
Iacoli, Giulio
Il contributo esamina la morfologia e l’articolazione del personaggio strambo nella produzione celatiana a partire dalle opere d’esordio: le narrazioni sregolate e buffe degli anni Settanta, avviate con “Comiche” (1971), e assegnate a voci protagoniste abnormi e inaffidabili, io confusi o assediati, come i narratori dello stesso “Comiche” e del successivo “Le avventure di Guizzardi” (1973); o ancora: creature còlte nel loro evolvere difficile, alla ricerca di fuga e liberazione da un presente oppressivo, come il ragazzino Garibaldi di “La banda dei sospiri” (1975) e il Giovanni alle soglie del mondo adulto, emigrato nella Germania di “Lunario del paradiso” (1978).
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