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<title>Sinestesieonline. Anno 11, no. 34 (Gennaio 2022)</title>
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<title>Un romanzo giallo sotto il segno dell'inferno</title>
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<description>Un romanzo giallo sotto il segno dell'inferno
Cotugno, Anna Maria
Nel saggio l’autrice conduce un’indagine intertestuale che evidenzia i termini del “dialogo”
tra antico e moderno in cui la Commedia dantesca torna prepotentemente a costituire la
fonte, sempre viva e attuale, a cui Sergio Conca
Bonizzoni, attinge copiosamente per la stesura
del romanzo I delitti di Dante.
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<dc:date>2022-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>L’esame del cursus dantesco in una nuova applicazione</title>
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<description>L’esame del cursus dantesco in una nuova applicazione
Di Patre, Patrizia
Nel presente articolo si descrivono le modalità
di esecuzione del cursus dantesco, obbedienti
sempre a schemi di una rigida simmetria. Tali
lineamenti, assolutamente peculiari di Dante, si
possono riscontrare anche nella cosiddetta Epistola XIV, tradizionalmente attribuita a Cangrande della Scala. Ciò induce senz’altro a cambiare la paternità dell’epistola, che andrà
ascritta al corpus epistolare dantesco.
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<title>Federico De Roberto: la guerra in controluce, tra Storia e antistoria</title>
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<description>Federico De Roberto: la guerra in controluce, tra Storia e antistoria
Raffaele, Ferdinando
L’articolo ha come oggetto la rappresentazione
del primo conflitto mondiale negli scritti di Federico De Roberto. L’autore, dopo l’entrata in guerra
dell’Italia, partecipa alle attività di propaganda a
sostegno del fronte interno con una serie di articoli pubblicati su vari quotidiani, successivamente
raccolti in volume. Egli sostiene, con argomentazioni che si fondano su una filosofia della storia di
matrice positivista, la necessità della partecipazione dell’Italia a fianco degli stati che incarnano
il progresso. Conclusa la guerra, tuttavia, De Roberto, in alcune novelle, revoca in dubbio le precedenti certezze, mettendo in scena le tragiche vicende dei soldati che vi hanno partecipato in
prima persona. Così, superando gli schematismi
imposti dall’ideologia positivista, scopre le vite degli uomini reali che sono stati coinvolti negli
eventi bellici.
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<title>Il ‘Ritratto di Frate Ludovico Marra’ nella Basilica di Santa Fara a Bari</title>
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<description>Il ‘Ritratto di Frate Ludovico Marra’ nella Basilica di Santa Fara a Bari
Sica, Riccardo
Il saggio attribuisce a Donato Piperno o a Paolo
De Matteisil Ritratto di Frate Ludovico Marra che
è nella Basilica di Santa Fara a Bari. La duplice
ipotesi attributiva è il risultato di un’analisi dettagliata,stilistica ed iconografica del dipinto, che rivela aspetti anche inediti del personaggio, nonché
di una complessa ricostruzione storica di appartenenza che evidenzia il ruolo svolto dal cardinale
Scipione della Tolfa e del cardinale Orsini (futuro
Papa Benedetto XIII) nella vicenda dell’attribuzione e della destinazione dell’opera.
PAROLE CHIAVE: duchi di Guardia dei Lombardi;
Chiesa di Santa Fara a Bari; frate cappuccino Ludovico Marra; Donato Piperno; Paolo De Matteis;
cardinale Scipione della Tolfa; cardinale Orsini
(Papa Benedetto XIII); fazioni contrapposte “della
rosa bianca” e “della rosa rossa” a Benevento;
pace 1530
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