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<title>Sinestesieonline. Anno 13, no. 43 (Settembre 2024)</title>
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<title>Introduzione</title>
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<description>Introduzione
Giulio, Rosa; Montella, Luigi
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<dc:date>2024-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Conflittualità, onore e potere in età barocca</title>
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<description>Conflittualità, onore e potere in età barocca
Balestra, Davide
L’immagine tradizionale del Seicento italiano come un’età di stagnazione politica e di decadenza culturale, segnata dal malgoverno spagnolo, è stata oramai superata dalla storiografia grazie a un rinnovato e ancora vivo interesse per le dinamiche politiche e sociali dell’epoca. Linee di indagine più o meno recenti hanno riconsiderato il rapporto Italia-Spagna in età barocca e i motivi della sua lunga durata individuando, tra i fattori che permisero il perdurare della presenza iberica nella penisola, anche l’ampio utilizzo, da parte della Monarquía, del proprio sistema degli onori per premiare vecchie e nuove fedeltà. Tra le onorificenze simboliche del sovrano cattolico più ambite dalle élite italiane vi furono gli abiti degli Ordini militari castigliani che nel presente studio vengono esaminati per mostrare come l’accesso a questi Ordini potesse trasformarsi in un terreno di scontro e competizione, influenzato da relazioni personali, gelosie e rivalità familiari e politiche.; Historiography has overcome the view of seventeenth-century Italy as an era of political stagnation and cultural decadence, marked by Spanish misrule, due to a renewed and still lively interest in the political and social dynamics of the period. More or less recent research have reconsidered the Italy-Spain relationship in the Baroque age and the reasons for its long duration. One of the factors that allowed the persistence of the Iberian presence on the Peninsula was the strategic use of the honours system by the Spanish Monarchy to reward old and new loyalties. Among the Catholic sovereign’s symbolic honours most coveted by the Italian elites were the crosses of the Castilian Military Orders. The paper exposes how access to these Orders could turn into a field of confrontation and competition, influenced by personal relationships, jealousies and family and political rivalries.
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<title>Il poema che non c’è: La Primavera di Giovanni Botero</title>
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<description>Il poema che non c’è: La Primavera di Giovanni Botero
Boggione, Valter
Il contributo studia il poema La Primavera di Giovanni Botero, collocandolo all’interno del contesto culturale della corte di Carlo Emanuele I e ponendo a confronto le tre redazioni superstiti. L’opera costituisce un ponte tra la cultura tardo cinquecentesca e quella barocca: Botero coglie acutamente la nuova sensibilità e le nuove istanze ideologiche, ma le rifiuta alla luce del moralismo cristiano. La scelta della digressione come principio fondante dell’opera, tuttavia, mette in discussione lo statuto stesso del poema, con soluzioni arditamente sperimentali, quali neppure lo stesso Marino avrà il coraggio di adottare.; The paper studies the poem La Primavera by Giovanni Botero, placing it within the cultural context of the court of Carlo Emanuele I and comparing the three surviving redactions. La Primavera constitutes a bridge between late sixteenth-century and baroque culture: Botero acutely captures the new atmosphere and new ideological aspirations, but rejects them in the light of Christian moralism. The choice of digression as the founding principle of the work, however, calls into question the status of the poem, with boldly experimental solutions, which not even Marino himself will have the courage to adopt.
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<dc:date>2024-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>La vera grandezza della pittura. Giorgio de Chirico, il Barocco e l’arte sacra</title>
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<description>La vera grandezza della pittura. Giorgio de Chirico, il Barocco e l’arte sacra
Canova, Lorenzo
Il saggio prende in esame la nascita del cosiddetto periodo barocco di Giorgio de Chirico nel suo esplicito collegamento con l’interesse per la tecnica pittorica dei grandi maestri del passato, riferimento centrale nella poetica dell’artista. Lo scritto analizza in modo particolare la connessione del primo periodo “barocco” dechirichiano con il suo approdo all’arte sacra tra la fine degli anni Trenta e i primi anni Quaranta. Lo studio si sofferma così su un quadro come Il buon samaritano, e sulle opere dedicate alle crocifissioni, alle deposizioni e alla Pietà realizzate dal 1939 al 1945, nel loro legame con gli scritti di de Chirico dedicati all’arte sacra, in cui il pittore denuncia il depauperamento dell’arte insieme agli orrori della guerra e ai crimini nazisti. Si conclude con La salita al Calvario, capolavoro della produzione sacra di de Chirico, nel suo dialogo “teatrale” tra la figura di Cristo e la presenza di San Francesco in preghiera, e con il Cristo e la Tempesta, quasi un ex voto per la fine della tragedia bellica e dei crimini della Shoah che de Chirico descrive con parole di lucida e drammatica coscienza civile.; The essay examines the birth of Giorgio de Chirico’s so-called Baroque period in its explicit connection with his interest in the painting technique of the great masters of the past, a central reference in the artist’s poetics. The paper particularly analyses the connection of the early “baroque” period with de Chirico’s move into sacred art between the late 1930s and early 1940s. The study thus dwells on a painting such as The Good Samaritan, and on the works dedicated to Crucifixions, Depositions and Pietà made from 1939 to 1945, in their connection with de Chirico’s writings dedicated to sacred art, in which the painter denounces the impoverishment of art along with the horrors of World War II and Nazi crimes. The essay concludes with The Ascent to Calvary, the masterpiece of de Chirico’s sacred production, in its dialogue “theatrical” dialogue between the figure of Christ and the presence of St. Francis in prayer, and with Christ and the Storm, almost an ex-voto for the end of the tragedy of war and the crimes of the Shoah, which de Chirico describes with words of lucid and dramatic civil conscience.
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