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<title>Sinestesieonline. Anno 10, no. 33 (Settembre 2021)</title>
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<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 11:30:37 GMT</pubDate>
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<title>Destino e libertà nei ‘Dialoghi con Leucò’ di Cesare Pavese: ‘I ciechi’, ‘La strada’</title>
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<description>Destino e libertà nei ‘Dialoghi con Leucò’ di Cesare Pavese: ‘I ciechi’, ‘La strada’
Borchetta, Sabrina
Nei Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese il tema
del rapporto tra uomini, dèi e destino costituisce uno dei concetti-chiave dell’opera, ma lega
in particolare i dialoghi I ciechi e La strada, che
hanno come protagonista Edipo, il mitico re di
Tebe inconsapevole assassino del padre e sposo
della propria madre. Nel primo, l’indovino cieco
Tiresia predice al giovane e ignaro sovrano ciò
che sta per accadere, ma la sua profezia ambigua cade nel vuoto. Nel secondo Edipo, accecatosi per sfuggire l’orrore della propria mostruosa condizione, lamenta di aver subito il destino senza nessuna possibilità di scelta, ma il
suo interlocutore, un mendicante, gli rammenta che tale sorte accomuna tutti gli uomini.
Un individuo, con le sue azioni e i suoi discorsi,
può però cambiare il futuro degli altri. Gli dèi, il
destino, gli uomini, i discorsi sono quindi interconnessi, ma l’autonomia umana consiste proprio nella facoltà di ricordare, raccontare e fare
poesia, la forma più alta di libertà possibile.; The relationship between men, gods and destiny is one of the main subjects of Cesate Pavese’s Dialoghi con Leucò. Particularly, this
idea links the dialogues I ciechi and La strada,
whose protagonist is Oedipus, the mytical king
of Thebes, inconscious murderer of his father
and husband of his mother. In the first dialogue,
the blind seer Tiresias predicts to the young and
inconscious king the incoming fate, but his ambiguous prediction comes to nothing. In the second Oedipus, who has blinded himself because
the horror of his monstruos condition, says that
he never chose his destiny, but his interlocutor
remind to him that all the man have the same
destiny, but somebody can change another
man’s life with his speech and his acts. Therefore, men, gods, destiny and words are connected, but human autonomy is based on the
skill of remember, tell the stories and make
verses, the best shape of human freedom.
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<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>L'”orecchio” di Calvino. Su una congettura del labirinto sonoro</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/5939</link>
<description>L'”orecchio” di Calvino. Su una congettura del labirinto sonoro
De Rosa, Nicola
Il contributo è volto a indagare le funzioni di alcune “figure sonore” – legate dunque a un immaginario musicale – nella letteratura di Calvino. Si
riscontra la persistenza tematica di alcuni motivi
testuali legati all’ascolto, disseminati dagli scritti
autobiografici di Passaggi obbligati fino alla raccolta de I cinque sensi, passando per le Cosmicomiche e per alcuni capitali contributi critici come
I livelli della realtà in letteratura. L’immaginario
sonoro appare fittamente connesso ad alcuni elementi cardine della parabola letteraria di Calvino,
quali la prospettiva congetturale, le memorie familiari e di guerra, i mondi possibili e invisibili, la
sfida al labirinto.; The aim of the essay is to examines the functions
of some “sonorous figures” – therefore linked to a
musical imagination – in Calvino’s literature. The
thematic persistence of some textual motifs related to listening is to be found in the autobiographical narratives of Passaggi obbligati, as in
the collection of I cinque sensi, or Cosmicomiche
and some important critical contribution as I
livelli della realtà in letteratura. The sonorous imaginary appears closely connected to some key elements of Calvino’s literature, such as conjectural
perspective, family and war memories, possible
and invisible worlds, the challenge to the labyrinth.
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<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Ricognizione sull’opera di Antonio Freiles dalle ‘Chartae’ al libro d’artista</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/5938</link>
<description>Ricognizione sull’opera di Antonio Freiles dalle ‘Chartae’ al libro d’artista
Freiles, Silvia
L’attività artistica di Antonio Freiles, nato e vissuto in Sicilia, si inserisce in un fitto contesto di
relazioni nazionali e internazionali. Espone i
suoi lavori nelle maggiori biennali, musei e gallerie del mondo, tra cui la White Chapel Gallery
e la Tate Gallery a Londra e il Centre Pompidou
a Parigi, indagando il nesso tra architettura e
colore, segno e spazio, confini e libertà espressiva. Le direttrici della sua opera sono tre: la
passione per la cellulosa, lavorata a mano nelle
Chartae, la collezione di libri d’arte ed edizioni
rare ed infine l’editoria attraverso la rivista bilingue «Carte d’Arte Internazionale».; Born in Sicily, Antonio Freiles has exhibited his
artworks in major European Biennials and in
the most important private and public museums in the world, including the Tate Gallery, the
White Chapel in London and the Center Georges
Pompidou in Paris. His paintings explore the
connection between space and sign, architecture and light, borders and expressive freedom.
Three activities can be recognized through the
course of Freiles’ career: the series of paintings
executed on handmade paper made of cellulose,
called Chartae; a large art book collection and
the «Carte d’Arte Internazionale» magazine of
wich he was the editor.
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<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Studi ed ipotesi di attribuzione. Tra “memento mori” e “Surgite mortui et venite ad iudicium!”. Il ‘Trionfo della Morte’ negli affreschi rinvenuti a Monteforte Irpino</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/5937</link>
<description>Studi ed ipotesi di attribuzione. Tra “memento mori” e “Surgite mortui et venite ad iudicium!”. Il ‘Trionfo della Morte’ negli affreschi rinvenuti a Monteforte Irpino
Sica, Riccardo
Il saggio conduce un’attenta disamina iconografica e stilistica degli affreschi recentemente scoperti nella cripta della chiesa di Santa Margherita
d’Antiochia a Monteforte Irpino, comparandoli
con quelli di altri noti Trionfi della Morte diffusi
nelI’Italia meridionale e ricostruisce il contesto
storico e culturale di loro appartenenza, suggerendone l’attribuzione al pittore Belisario Corenzio (o alla sua scuola).; The current study conducts an iconographic and
stylistic examination of the frescoes recently discovered in the crypt of the church of Santa Margherita d’Antiochia in Monteforte Irpino, comparing them with those of other known Triumphs of
Death widespread especially in southern Italy.
Furthermore, it reconstructs the historical and
cultural context to which they belong, attributing
these pictorial works to the painter Belisario Corenzio (or to his school).
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<pubDate>Fri, 01 Jan 2021 00:00:00 GMT</pubDate>
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