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<title>Marketing e comunicazione</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/81</link>
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<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:01:09 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-04-20T10:01:09Z</dc:date>
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<title>Smart city e sviluppo del territorio.  Matera 2019: un'esperienza di successo</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6347</link>
<description>Smart city e sviluppo del territorio.  Matera 2019: un'esperienza di successo
D'Alessio, Enrico
The research is focused on smart cities as an evolution of territorial marketing and has the aim of analyse the 
specific role within the process of local development. 
Focus is on urban dimension as a functional level to realize innovation, knowledge and relational economy 
to generate value, increase life quality of citizens and competitiveness of urban contexts.
The first chapter focuses on literature analysis relating to Territorial Marketing, with a focus on the path that 
moves through the different theories (relational, services, industrial, etc.), toward territorial marketing, and 
territorial Smart marketing.
The second chapter analyse the evolution of the smart city focusing on factors that impact on its construction
such as hard and soft technological infrastructure (connectivity, enabling platforms, sensors, services, IOT), 
human resources (digital skills, knowledge network), and social cooperation (intellectual and social capital).
The third chapter concerns Smart Ecosystems and their classification, the analysis of different domains that 
represent the main areas of investigation in order to measure the city smartness and from which to start for 
the development of a smart economy.
The fourth chapter investigate models of Smart city evolution, defining the different development phases of 
the Smart city in all its components in order to identify a common methodology for analysing the 
phenomenon and create interpretative grid to be applied to real cases.
The fifth chapter studies "Matera 2019 European Capital of Culture" case, applying the analytic grid to verify 
whether the development project carried out could be traced back to the Smart paradigm. 
We investigated processes, governance, strategies, actors, etc. ..., all in order to discover the existence or not 
of a Smart development logic. Finally, we have tried to give some suggestions in support the in-progress 
development process with the aim of promoting its effectiveness and efficiency, and smart maintenance. [edited by Author]; Il lavoro di ricerca affronta il tema delle smart city quale evoluzione del marketing territoriale, con l’intento di comprenderne le specificità e descriverne il ruolo entro il processo di valorizzazione dei territori. Particolare attenzione è posta alla dimensione urbana ed all’idea di marketing orientato allo sviluppo delle città intelligenti quale centro di sviluppo di innovazione, conoscenza diffusa ed economia relazionale quali basi valoriali a garanzia della qualità della vita dei cittadini e punto necessario di partenza per la competitività dei contesti urbani. Il primo capitolo si incentra su un’analisi della letteratura inerente il Marketing Territoriale, con focus sul percorso che muove attraverso le numerose teorie del marketing (relazionale, dei servizi, industriale, ecc..), proiettando elementi essenziali alla composizione del puzzle che definisce il marketing del territorio, i suoi possibili mix operativi, fino a giungere al concetto di Smart marketing territoriale. Nel secondo capitolo si osserva il tema della smart city quale momento di evoluzione del marketing territoriale con focus sull’insieme organico di fattori che impattano sullo sviluppo di una città smart quali l’infrastrutturazione materiale e tecnologica sia hard che soft (connettività, piattaforme abilitanti, sensoristica, servizi, IOT), la componente umana (competenze digitali, rete di conoscenze), gli aspetti inerenti la partecipazione (capitale intellettuale e sociale). Il terzo capitolo affronta il tema degli Ecosistemi Smart e della loro classificazione, concentrando l’analisi sui diversi domini che rappresentano le principali aree di indagine al fine di misurare il grado di smartness di un territorio e da cui partire per lo sviluppo di una smart economy, ponendo l’attenzione sull’importante aspetto della misurazione e degli indicatori di dominio. Il quarto capitolo indaga i possibili modelli di evoluzione della Smart city, preconizzando le diversi fasi di sviluppo della stessa in tutte le sue componenti (infrastrutture, attori, capitale umano), al fine di identificare una metodologia comune di analisi del fenomeno ed una griglia interpretativa da applicare empiricamente a casi concreti di sviluppo locale. Il quinto capitolo si focalizza sul caso “Matera 2019 Capitale Europea della Cultura”, applicando gli strumenti metodologici sviluppati con il fine di verificare se il progetto di sviluppo realizzato potesse essere riconducibile al paradigma Smart. Si è indagato, a tal proposito, su governance di processo, strategie, grado di coinvolgimento degli attori, ecc.…, il tutto al fine di appurare l’esistenza o meno di una logica di sviluppo Smart, per poi applicare la matrice evolutiva delle smart-city al fine di riscontrare lo stadio di sviluppo del progetto. Infine, si è provato a dare qualche suggerimento a sostegno di un processo di sviluppo in-progress con l’obbiettivo di favorirne efficacia ed efficienza garantendo, al contempo, adeguata attenzione alla smart maintenance. [a cura dell'Autore]
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<pubDate>Thu, 18 Jun 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2020-06-18T00:00:00Z</dc:date>
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<title>L’impatto reputazionale nelle società private in controllo pubblico: il caso dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/2562</link>
<description>L’impatto reputazionale nelle società private in controllo pubblico: il caso dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
Santaniello, Rossella
In tempi recenti, l’importanza degli intangible asset in generale ed il
rilievo da assegnare alla corporate reputation hanno ottenuto un plebiscito
generalizzato da parte della comunità scientifica e delle organizzazioni
imprenditoriali in quanto riconosciuti di vitale importanza per creare barriere
all’ingresso nei mercati, per assicurarsi la fedeltà e la conservazione nel
tempo della clientela, e, non ultimo, per conseguire stabili vantaggi
competitivi. La reputazione rappresenta, in verità, uno degli indicatori di
successo del modello di governance adottato da un’impresa perché nasce da,
ed evolve attraverso, la qualità delle relazioni dell’impresa con i suoi portatori
di interesse. La reputazione di cui gode un’organizzazione consiste, dunque,
in un giudizio diffuso e sedimentato nel tempo che i diversi interlocutori
danno della credibilità delle affermazioni di un’impresa, della qualità e
affidabilità dei suoi prodotti e della responsabilità delle sue azioni. In altre
parole, la reputazione di un’impresa riguarda la sua capacità di mantenere nel
tempo le sue promesse. In un mercato altamente competitivo quale quello
odierno, il pericolo derivante dalla perdita di reputazione assume
un’importanza fondamentale e strategica, dal momento che quest’ultima
emerge come elemento essenziale nel definire le scelte di condotta e le
strategie aziendali.
Il presente lavoro di tesi muove dall’intento di analizzare il ruolo e
l’importanza della reputazione aziendale all’interno di una peculiare tipologia
di impresa, rappresentata dalle società in controllo pubblico, «soggetti dalla
natura anfibia e dal profilo bifronte che, seppure in forma privatistica,
costituiscono strumenti di azione della pubblica amministrazione che ne è
socia», ed oggetto di vivo interesse specie in seguito alla entrata in vigore, in
data 23 settembre 2016, del Decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175,
recante “Testo unico in materia di società a partecipazione pubblica”. In
proposito è opportuno precisare in premessa che la locuzione “società private
in controllo pubblico” adottata come titolo del presente lavoro di tesi è
volutamente impropria in quanto la locuzione corretta è quella di “società in controllo pubblico”, ma è stata impiegata per evocare un ossimoro (il profilo
bifronte appena richiamato) alla luce dell’ampia formula adottata dal
legislatore e dall’ANAC nelle Linee guida per l’attuazione della normativa
in materia di prevenzione della corruzione e trasparenza che include nel
novero dei destinatari della disciplina in commento tutte le società e gli enti
di diritto privato controllati e partecipati dalle pubbliche amministrazioni
e dagli enti pubblici economici. L’attenzione si è incentrata, in particolare,
sull’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.a. che, com’è noto, svolge, in
via esclusiva, attività di rilievo che coinvolgono interessi primari dello Stato,
dalla sicurezza alla tutela della salute, dall’anticontraffazione alla
predisposizione di metodologie e strumenti per essenziali attività di vigilanza
e controllo. Mission dell’Istituto è quella di garantire la tutela degli interessi
primari dello Stato-Comunità attraverso prodotti e servizi ad elevato valore
intrinseco e di rappresentare un efficace strumento operativo a supporto della
Pubblica Amministrazione per l'ammodernamento e la digitalizzazione dei
processi interni e dei servizi erogati. Venendo, dunque, in rilievo attività di
interesse pubblico, non possono certo essere trascurati i possibili danni
all’immagine e alla reputazione aziendale derivanti da fenomeni di corruzione
o da altre condotte penalmente rilevanti da parte dei soggetti operanti per
conto o nell’interesse dell’organizzazione o a danno della stessa. Al riguardo,
sotto il profilo della normativa in vigore, vengono in considerazione sia le
misure per limitare il verificarsi di fenomeni corruttivi di cui alla legge
190/2012 (e, in quest’ottica, il Piano di prevenzione della corruzione
rappresenta il documento fondamentale per la definizione della strategia di
prevenzione della corruzione all’interno di IPZS), sia il Modello di
organizzazione, gestione e controllo previsto dal D.Lgs.231/2001 adottato ed
aggiornato dall’Istituto quale atto di responsabilità sociale nei confronti dei
propri stakeholder. Se è vero, dunque, che la reputazione è una delle
condizioni essenziali per preservare la vita stessa dell’azienda, è vero anche
che le imprese devono impegnarsi al fine di tutelare e difendere la propria reputazione da tutti quegli eventi sfavorevoli che potrebbero intaccarla. Ciò fa
porre l’accento sull’ottica, più recente, che conduce il concetto di
reputazione ad una contestualizzazione più vicina alla gestione dei rischi,
evidenziando una particolare e specifica categoria di rischio, che prende il
nome di rischio reputazionale. Quest’ultimo può essere inteso come il rischio
per un’impresa di subire conseguenze economiche sfavorevoli e dannose,
dovute ad un peggioramento dei rapporti con i propri stakeholder, a seguito di
eventi che incidono negativamente sulla fiducia e credibilità dell’impresa
presso i pubblici di riferimento, suoi diretti o indiretti interlocutori. Tra gli
eventi in questione vanno considerati le condotte errate da parte
dell’organizzazione sia verso i pubblici interni che verso l’esterno, quali
episodi di mismanagement, frodi o casi di mancata compliance normativa,
ecc., tutti in buona sostanza coincidenti con le fattispecie contemplate, sia
pure con gli opportuni elementi di differenziazione, nella normativa
anticorruzione ed in quella del Dlgs. 231/2001. La consapevolezza da parte
del management circa il rilievo assunto dal capitale reputazionale dovrebbe
trovare conferma attraverso il riconoscimento della sua criticità, in termini di
difesa del patrimonio reputazionale da eventi critici, attraverso la creazione di
vere e proprie riserve reputazionali, e della centralità della sua misurazione,
specie in un’epoca, come quella odierna, contraddistinta dall’emersione di un
paradigma economico alternativo, noto come “economia della reputazione”, a
testimonianza dell’attenzione riservata a nuove modalità relazionali, fondate
essenzialmente sul credito (invece che sull’immagine) attribuito
reciprocamente ai protagonisti dell’interazione, in grado di generare valore. [a cura dell'Autore]; This thesis focused on the role and importance of corporate reputation 
 within a peculiar type of enterprise, represented by public controlled 
 societies, subject with a dual profile but of intense interest, especially 
 following the entry into force on 23 September 2016 of Legislative Decree 19 
 August 2016, n. 175. In that regard, it should be noted that the term "private 
 companies in public control" adopted as the title of this dissertation is 
 deliberately improper. The correct locus is that of a "public-controlled 
 company" but has been employed in order to evoke the broad formula 
 adopted by the Italian legislator and ANAC in the Guidelines for the 
 Implementation of Corruption and Transparency Prevention Regulations. 
 The focus was on the Polygraphic Institute (IPZS), which, as is well-known, 
 exclusively engages in important activities involving the primary interests of 
 the State, from security to health protection, from anti-money laundering to 
 the preparation of methodologies and tools for essential vigilance and control 
 activities. The issue of corporate reputation for a firm’s success is widely 
 accepted as a strategic, intangible asset capable of generating returns and 
 competitive advantage. In the context of this conceptual framework, the thesis 
 examines the process of measuring corporate reputation both from a 
 multistakeholder perspective and from a perspective of Corruption and 
 Trasparency Prevention Regulations adopted by IPZS. According to a 
 stakeholder engagement approach, such actors can be classified on the basis 
 of the extent/degree of interest nourished towards the organization – 
 relational attitude –, with reference to the support provided to carrying out the 
 firm’s activities, or to the role played by those part of the relational network. 
 Therefore, from the perspective of the latter representing opportunities or 
 threats and in consideration of attitudes which are either helpful or otherwise, 
 potentially four sub-groups of stakeholders can be delineated. If the onus is 
 on governance to create a balance between the needs of the various 
 stakeholders in order to continue to produce and distribute wealth, a relevant 
 issue in this study is that of the way to detect critical interlocutors (in terms of 
 5 
 
 relevance and number) from a corporate reputation perspective. The most 
 evident advantage is that of proposing a theoretical model of analysis of 
 corporate reputation providing precise indications of management and an 
 operative measuring tool capable of grasping the different impressions 
 perceived by the various stakeholders. [edited by Author]
2014 - 2015
</description>
<pubDate>Tue, 23 May 2017 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/2562</guid>
<dc:date>2017-05-23T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Approccio relazionale e co-creazione di valore in sanità: il caso dell’Assistenza Domiciliare Integrata</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/2362</link>
<description>Approccio relazionale e co-creazione di valore in sanità: il caso dell’Assistenza Domiciliare Integrata
Caputo, Francesco
The work aims to analyse the National Heath Care Service (NHCS) in order to trace
pathways and evolutions that have produced its actual configuration. It highlights limitations of
traditional managerial models in health care in order to define new approaches built on the
tradition but oriented to a new vision of health service. The aim is to point out some relevant
variable for the survival of National Heath Care Service that, in the last years, have been
neglected. The purpose is to propose possible actions to focus the attention on the patient in the
perspective of relational approach and value co-creation. In order to achieve this aim, an empirical
investigation on the satisfaction produced by Integrated Home Care (IHC) in the Salerno province
is proposed. The work offers an analysis of the National Heath Care Service’ evolution and
of the relationship among providers and users in health context. The increasing dissatisfaction in
the health context is analysed through a Systematic Literature Review focused on the topics of
knowledge management, information asymmetry and cognitive distance. Evidences of literature
are analysed using a conceptual framework based on the Viable Systems Approach and on the
Service Dominant Logic. Proposed hypothesis are verified trough an empirical investigation on
the satisfaction produced by Integrated Home Care in the Salerno province. Specifically, the
pathway of research is based on the collection and elaboration of direct data, through a survey,
and indirect data, extracted from medical records of patients and analysed with a structural
equation model. The investigation aims to measure the satisfaction of patients produced by IHC
in the Salerno province and its evolution along the time in order to verify the validity of the
hypothesis on which the work is based. .. [edited by Author]; Il lavoro mira ad analizzare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) al fine di tracciare
dinamiche evolutive e percorsi di sviluppo che ne hanno prodotto l’attuale configurazione.
Attraverso la rilettura critica dei modelli manageriali prevalenti in sanità la stesura intende
evidenziarne lacune e limiti attuativi al fine di delineare nuovi possibili approcci di gestione che,
basandosi sulla tradizione, siano orientati ad una rinnovata visione del servizio sanitario. La
finalità ultima del lavoro è di evidenziare alcune variabili fondamentali per la sopravvivenza del
Servizio Sanitario Nazionale che, nel corso del tempo e a cause degli stringenti limiti di contesto,
sono state fortemente trascurate. L’intenzione, quindi, è di delineare possibili interventi correttivi
volti a recuperare la centralità del paziente in sanità attraverso l’elaborazione di approcci
relazionali basati sul coinvolgimento e sulla co-creazione di valore con l’utente. A tal fine
un’indagine empirica è proposta con l’obiettivo di valutare le potenzialità dell’Assistenza
Domiciliare Integrata (ADI) di generare soddisfazione presso gli utenti agendo sulla dimensione
relazionale per recuperare le condizioni di allineamento in sanità. Il lavoro offre una rilettura dell’evoluzione del Servizio Sanitario Nazionale e
un’analisi dell’attuale configurazione dei rapporti tra utente e sanità. L’emersione di livelli di
insoddisfazione crescenti è analizzata attraverso una Systematic Literature Review che focalizza
l’attenzione sui temi della gestione della conoscenza, dell’asimmetria informativa e della distanza
cognitiva in sanità. Le evidenze della letteratura sono interpretata alla luce di un framework
teorico basato sull’Approccio Sistemico Vitale e sulla Service Dominant Logic e le ipotesi
formulate sono verificate attraverso l’elaborazione di uno studio empirico sulla soddisfazione
generata dall’Assistenza Domiciliare Integrata nella provincia di Salerno. Il percorso di ricerca,
in particolare, è basato sulla raccolta ed elaborazione di dati primari, attraverso la
somministrazione diretta di questionari, e di dati secondari, estratti dalle cartelle cliniche dei
pazienti e analizzati attraverso l’elaborazione di un modello di equazioni strutturali. L’indagine
empirica mira a verificare le condizioni di soddisfazione degli utenti rispetto al servizio di
Assistenza Domiciliare Integrata nella provincia di Salerno e ad analizzarne l’evoluzione nel
corso del tempo al fine di determinare se l’ADI, quale modalità ‘alternativa’ basata su una più
intensa relazione con l’utente, possa essere un percorso efficace, efficiente e sostenibile su cui
basare un possibile ripensamento del SSN. .. [a cura dell'Autore]
2014 - 2015
</description>
<pubDate>Tue, 11 Oct 2016 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/2362</guid>
<dc:date>2016-10-11T00:00:00Z</dc:date>
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<item>
<title>L'altra "P" del marketing : il Public engagement come leva del marketing nell'era 2.0</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/2348</link>
<description>L'altra "P" del marketing : il Public engagement come leva del marketing nell'era 2.0
Lo Presti, Letizia
Il ruolo dell’università negli ultimi anni sta cambiando verso una visione più proattiva e utilitaristica in cui
l’università viene sempre più vista come un’altra elica che, insieme allo Stato e alle Imprese, può contribuire
allo sviluppo sociale ed economico del territorio all’interno del quale vive ed opera. In questo senso attività
che coinvolgono gli stakeholder universitari possono avere ripercussioni positive sulla possibilità di creare
relazioni durature che concretizzano di fatto la terza missione universitaria. Il public engagement, e cioè le
miriade di possibilità con le quali le università possono condividere le proprie attività di ricerca e di
didattica, può essere considerato uno strumento utile per adottare un nuovo approccio verso il trasferimento
della conoscenza scientifica oltre i confini accademici e, in un’ottica di marketing, un’altra “P” del mix
universitario può contribuire a migliorare le relazioni con gli stakeholder. Proprio in virtù dell’importanza
del coinvolgimento degli stakeholder universitari la comunicazione online risulta indispensabile per
coinvolgere maggiormente i pubblici e veicolare le attività in essa contenute. Eppure nonostante le
potenzialità della comunicazione online, ancora non esistono studi in grado di investigare il public
engagement online e misurare quali aspetti del costrutto emergono di più nella comunicazione digitale.
Inoltre poco è stato ancora investigato su quali forme di comunicazione usate sui social hanno una maggiore
capacità di coinvolgimento. Pertanto dopo una disamina che inquadra gli studi del public engagement in
ambito manageriale, il focus della tesi si concentra sul public engagement universitario in cui si cerca di
presentare gli attuali costrutti del public engagement. Successivamente attraverso lo studio sulla
comunicazione dei social media e l’analisi dei siti web di un campione di università straniere che si sono
distinte per la particolare attenzione al costrutto del public engagement è stato possibile far emergere le
caratteristiche della comunicazione universitaria finalizzata a coinvolgere gli stakeholder sui social e gli
approcci di comunicazione del public engagement online. La tesi si conclude con una descrizione delle
caratteristiche del public engagement e i benefici del costrutto per le università community-oriented e si
delineano le sue potenzialità come leva del marketing universitario. [a cura dell'Autore]; The role of universities in recent years is changing towards a proactive and utilitarian vision. Universities, State and Industry form a triple helix with the potential for economic and social development of the community. In this sense, activities involving the university stakeholders can have an impact on relationships that can favor the accomplishment of the third mission of the university. Since public engagement entails the myriad of ways in which activities and benefits of higher education and research can be shared with the public, it can be considered a useful tool for adopting a new approach toward knowledge-transfer beyond the academic boundaries. In a marketing point of view, public engagement is another “P” in the higher education marketing mix by contributing to the strengthening of the relations with the stakeholders. To accomplish this mission, online communication seems to be a valuable channel for engaging better the public and divulging university activities on the Internet. Despite the potential of online communication, yet there are no studies that have investigated the public engagement online and measured such aspects of the construct emerge more in digital communication. Moreover little has been investigated about which forms of communication used on the social networks have a greater capacity for involvement. For this reason, after a deep examination of former studies in management about public engagement, this thesis focuses on the different constructs of University public engagement. By studying communication on social media and analyzing the websites of a sample of foreign universities (50 European universities and 86 US/UK universities), this thesis identifies the characteristics of communication in online public engagement that might successfully engage the stakeholders, and investigates the communication approaches currently adopted in online public engagement. The thesis concludes by claiming that public engagement is another “P” in the higher education marketing mix, and by highlighting characteristics, benefits and consequences of the public engagement construct for community-oriented Universities. [edited by Author]
2014 - 2015
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<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2016-07-20T00:00:00Z</dc:date>
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