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<title>Iura &amp; Legal Systems. Volume--12, n. 2 (Aprile - Giugno 2025)</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/8306</link>
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<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:54:24 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-04-20T10:54:24Z</dc:date>
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<title>Strategic compliance in University PIAOs: balancing legal requirements and public value</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/8303</link>
<description>Strategic compliance in University PIAOs: balancing legal requirements and public value
Aversano, N.; Lucchese, M.; Adinolfi, R.; Solimene, S.
Il Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) è uno strumento di pianificazione volto a garantire la qualità e la trasparenza del lavoro amministrativo ed è obbligatorio per tutte le Pubbliche Amministrazioni (PA) ai sensi dell'articolo 1, paragrafo 2 del decreto legislativo 165/2001, con l'esplicita esclusione di tutte le scuole e altri istituti scolastici. Per ovviare alla mancanza di legislazione e letteratura su come identificare e rappresentare gli obiettivi strategici e le dimensioni del Valore Pubblico (VP), lo studio si concentra su come le PA definiscono le dimensioni del VP e se e come sono collegate all'utilizzo degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs). Il concetto di VP implica l’allineamento con i 17 SDG ed i relativi 169 target definiti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. La metodologia adottata è l'analisi qualitativa dei documenti (QDA), applicata ad un campione di 61 università italiane. I risultati evidenziano che gli Atenei italiani che strutturano i propri PIAO integrando esplicitamente le dimensioni del VP, ed in particolare facendo riferimento agli SDGs, manifestano una maggiore attenzione all’efficacia, all’efficienza e alla responsabilità sociale delle proprie azioni. Lo studio arricchisce il dibattito esistente in letteratura sul ruolo degli SDGs nei processi decisionali di compliance strategica all'interno delle Università, evidenziando come l’integrazione di tali obiettivi nei PIAO possa rappresentare un’opportunità concreta per rafforzare il contributo delle PA alla creazione di VP.; The Integrated Plan of Activities and Organization (PIAO) is a planning tool that aims to ensure the quality and transparency of administrative work and is mandatory for all Public Administrations (PA), according to Article 1(2) of Legislative Decree 165/2001, with the explicit exclusion of all schools and other educational institutions. To address the lack of legislation and literature on how strategic objectives and Public Value (PV) dimensions can be identified and represented, the study focuses on how PAs define PV dimensions and whether and how they are linked to utilising the Sustainable Development Goals (SDGs). The PV concept implies alignment with the 17 SDGs and their 169 targets defined by the United Nations 2030 Agenda. The methodology employed is qualitative document analysis (QDA), applied to a sample of 61 Italian universities. The results show that Italian universities that structure their PIAOs by explicitly integrating PV dimensions, and in particular by referring to the SDGs, manifest greater attention to the effectiveness, efficiency and social responsibility of their actions. The study enriches the existing debate in the literature on the role of the SDGs in strategic compliance decision-making processes within universities, highlighting how the integration of these goals in PIAOs can represent a concrete opportunity to strengthen the contribution of PAs to PV creation.
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<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2025-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Il minore e l'illecito in Età Imperiale. Riflessioni giurisprudenziali e tracce normative</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/8302</link>
<description>Il minore e l'illecito in Età Imperiale. Riflessioni giurisprudenziali e tracce normative
Sandirocco, Luigi
In quali termini e misura l’impubere è chiamato a rispondere delle conseguenze di atti illeciti è oggetto di riflessione giuridica sin da epoca risalente ed è una tematica contrassegnata da profili complessi e non rigidi. Il diritto romano contempla gradi sempre crescenti di consapevolezza nell’agire e per l’effetto stima differentemente, dalla nascita alla pubertà, la manifestazione della volontà ai fini dell’imputazione dell’illecito. Questo anche in ragione della peculiare natura del crimine consumato. L’adulterio, per le implicazioni con l’essenza stessa della romanità tutelata dal sistema giuridico e per i caratteri biologici imprescindibili dalla consumazione, si staglia dagli altri illeciti quoniam tale crimen post pubertatem incipit.; In what terms and to what extent the prepubescent is called to answer for the consequences of illicit acts has been the subject of legal reflection since ancient times and is a theme marked by complex and non rigid profiles. Roman law contemplates ever increasing degrees of awareness in acting and for the effect it estimates differently, from birth to puberty, the manifestation of will for the purposes of imputation of the illicit act. This is also due to the peculiar nature of the crime committed. Adultery, due to the implications with the very essence of Romanity protected by the legal system and due to the biological characteristics essential for the consummation, stands out from other illicit acts quoniam tale crimen post pubertatem incipit.
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<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2025-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Diritti sotto assedio. L'interruzione volontaria di gravidanza come battaglia politica</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/8301</link>
<description>Diritti sotto assedio. L'interruzione volontaria di gravidanza come battaglia politica
Esposito, Sabrina
La pronuncia della Corte Suprema in Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization, che ha revocato il fondamento giurisprudenziale di Roe v. Wade, ha manifestato, con brutale evidenza, la precarietà dei diritti fondamentali, retrocedendo conquiste decennali al rango di mere aspirazioni contingenti. Sebbene argomentata nel lessico della neutralità procedurale e della sovranità popolare, la sentenza Dobbs ha generato una veemente contestazione per la sua percepita natura politico-ideologica. La contesa per i diritti riproduttivi femminili si delinea oggi come un terreno di scontro ineludibile, ove l’istanza di emancipazione femminile si contrappone a un ordine patriarcale intento a perpetuare il controllo biopolitico sul corpo della donna.; The Supreme Court’s ruling in Dobbs v. Jackson Women’s Health Organization, which overturned the jurisprudential foundation of Roe v. Wade, brutally exposed the precariousness of fundamental rights, regressing decades of progress to the status of mere contingent aspirations. Although argued within the lexicon of procedural neutrality and popular sovereignty, the Dobbs decision generated vehement opposition due to its perceived political-ideological nature. The contention over women’s reproductive rights is now emerging as an unavoidable battleground, where the demand for female emancipation clashes with a patriarchal order intent on perpetuating biopolitical control over women’s bodies.
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<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2025-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Accoglienza senza confini: l'integrazione dello straniero anche oltre la vita. Il meccanismo della professio iuris in materia di successioni trasfrontaliere alla luce del regolamento UE 650/2012</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/8300</link>
<description>Accoglienza senza confini: l'integrazione dello straniero anche oltre la vita. Il meccanismo della professio iuris in materia di successioni trasfrontaliere alla luce del regolamento UE 650/2012
Di Franco, Enrico Maria
Il presente contributo approfondisce il tema delle successioni transfrontaliere alla luce del Regolamento (UE) n. 650/2012, analizzando in particolare il ruolo della professio iuris come strumento di autonomia privata in un contesto europeo caratterizzato da pluralismo giuridico e mobilità dei cittadini. L’indagine si apre con un inquadramento storico-normativo del fenomeno, a partire dal celebre caso Forgo, considerato la prima espressione giurisprudenziale moderna delle difficoltà connesse alla scelta della legge applicabile nelle successioni internazionali. L’evoluzione normativa culmina nell’adozione del Regolamento 650/2012, che introduce una serie di innovazioni sistematiche: l’unificazione della legge applicabile a tutta la successione (successione unitaria), la rilevanza centrale della residenza abituale del de cuius, l’introduzione del principio di prevedibilità giuridica e la possibilità per il testatore di scegliere la legge nazionale regolatrice della propria successione (professio iuris), purché esista un collegamento effettivo con l’ordinamento prescelto. Vengono messi in evidenza i conflitti tra sistemi di civil law e common law. Lo studio affronta anche i meccanismi di giurisdizione stabiliti dal Regolamento, con attenzione all’articolazione tra giurisdizione principale e criteri sussidiari (artt. 4, 10 e 12), e al principio di simmetria tra foro competente e legge applicabile. Attraverso l’analisi di un recente caso sottoposto alla Corte di Giustizia dell’UE, concernente un de cuius con doppia cittadinanza deceduto in Stato terzo, si esplora l’interpretazione dell’art. 10, par. 1, con riferimento al momento determinante per l’accertamento della presenza di beni ereditari nello Stato membro. Il lavoro si conclude proponendo una riflessione critica sul bilanciamento tra certezza del diritto e rispetto delle tradizioni normative nazionali, evidenziando l’importanza di una formazione giuridica transnazionale e di un continuo dialogo tra le Corti per garantire una applicazione armonizzata del diritto successorio europeo.; This paper offers an in-depth analysis of cross-border successions under Regulation (EU) No 650/2012, focusing on the role of profession iuris as an instrument of party autonomy within a European legal framework marked by diversity and increasing citizen mobility. The study begins with a historical and legal overview of the issue, starting from the landmark Forgo case, as the first modern judicial expression of the challenges in determining applicable law in international successions. The normative evolution culminates in the adoption of Regulation 650/2012, which introduces several structural innovations: the unification of the applicable law to the entire succession (unitary succession), the centrality of the habitual residence of the deceased, the promotion of legal certainty and predictability, and the possibility for the testator to choose the applicable national law (professio iuris), provided a genuine link with the chosen legal system exists. The essay highlights the major conflicts between civil law and common law jurisdictions, especially concerning the protection of heirs, testamentary freedom, and the treatment of lifetime dispositions (claw-back). The work also examines the jurisdictional mechanisms established by the Regulation, with particular attention to the interaction between general and subsidiary jurisdiction, and to the principle of alignment between forum and applicable law. Through the analysis of a recent case brought before the Court of Justice of the European Union – involving a deceased person with dual nationality who died in a third country while owning assets in a Member State – the paper explores the interpretation of Article 10(1) and the temporal criteria relevant to determining the jurisdiction based on asset location. The study concludes with a critical reflection on the delicate balance between legal certainty and the respect for national legal traditions. It underscores the need for enhanced cross-border legal training and continuous judicial dialogue to ensure a coherent and effective implementation of European succession law.
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<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2025-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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