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  <updated>2026-10-23T14:22:46Z</updated>
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    <title>I «barbari» di Anna Banti, i longobardi di Alessandro Manzoni e il razzismo imperial-fascista</title>
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      <name>Bertolio, Johnny L.</name>
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    <updated>2026-10-22T10:35:34Z</updated>
    <published>2026-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: I «barbari» di Anna Banti, i longobardi di Alessandro Manzoni e il razzismo imperial-fascista
Authors: Bertolio, Johnny L.
Abstract: Nei	 suoi	 scritti	 critici	 e	letterari,	 Anna	 Banti	intesse	 un	 dialogo	 costante	 con	 l’opera	 manzoniana,	 tanto	 con	I	 promessi	 sposi,	 quintessenza	&#xD;
italiana	del	romanzo	storico	e	del	canone,	quanto	&#xD;
con	le	 tragedie,	in	 particolare	l’Adelchi.	 I	 personaggi	e	le	comunità	femminili,	le	avvenute	o	mancate	ibridazioni	culturali,	l’esperienza	della	fuga	e	&#xD;
dei	conflitti	sanguinosi,	l’intreccio	tra	paganesimo	&#xD;
e	cristianesimo	alimentano	in	Banti	una	scrittura	&#xD;
originale	 e	 raffinatissima,	 soprattutto	 nei	 cosiddetti	 racconti	 «barbari»,	 pubblicati	 in	 rivista	 e	&#xD;
non	sempre	editi	in	raccolta.	La	dominazione	longobarda,	su	cui	Manzoni	riflette	nel	Discorso	allegato	all’edizione	del	1822	dell’Adelchi,	è	rivisitata	&#xD;
da	Banti	alla	luce	dell’esperienza	della	dittatura	&#xD;
fascista	 e	 della	 Seconda	 guerra	 mondiale,	 nel	&#xD;
corso	 della	 quale	 si	 teorizzò	 l’esistenza	 di	 una	&#xD;
«razza	italiana»	immune	da	contaminazioni	allotrie	 e	 si	 celebrò	 con	 enfasi	 retorica	l’Impero	 romano.; In	 her	 critical	 and	literary	 writings,	 Anna	 Banti	&#xD;
engages	 in a	 constant	 dialogue	 with	 Manzoni’s	&#xD;
work,	addressing	both	The	Betrothed – the	quintessential	 Italian	 historical	 novel	 and	 a	 cornerstone	of	the	canon – and	the	tragedies,	especially	&#xD;
Adelchi.	 Female	 characters	 and	 communities,	&#xD;
both	realized	and	unrealized	forms	of	cultural	hybridity,	the	experience	of	exile	and	violent	conflict,	&#xD;
and	the	interplay	between	paganism	and	Christianity	all	inform	Banti’s	original	and	highly	refined	&#xD;
narrative	voice, particularly	in	the	so-called	“barbarian”	 tales,	 published	 in	 journals	 and	 not	 always	collected	in	book	form.	The	Lombard	domination,	 on	 which	 Manzoni	 reflects	 in	 the	 Discourse appended	to	the	1822	edition	of	Adelchi,	&#xD;
is	revisited	by	Banti	in	light	of	 the	experience	of	&#xD;
the	 Fascist	 dictatorship	 and	 the	 Second	 World	&#xD;
War,	 during	 which	 the	 existence	 of	 an	 “Italian	&#xD;
race,”	supposedly	immune	to	foreign	contamination,	 was	 theorized,	 and	 the	former	 Roman	 Empire	rhetorically	celebrated.</summary>
    <dc:date>2026-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>Appunti sull'opera nascosta di Fabrizio De André: testi per altri e scritti estravaganti</title>
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    <author>
      <name>Carbone, Rosario</name>
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    <updated>2026-10-22T10:35:11Z</updated>
    <published>2026-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Appunti sull'opera nascosta di Fabrizio De André: testi per altri e scritti estravaganti
Authors: Carbone, Rosario
Abstract: Negli	ultimi	anni,	gli	studi	sulla	canzone	italiana	&#xD;
hanno	riconosciuto	il	valore	letterario	dei	testi	dei	&#xD;
grandi	cantautori.	Tra	questi,	Fabrizio	De	André	&#xD;
occupa	 un	 posto	 centrale	 nel	 canone	 della	 canzone	d’autore	(Talanca,	2021),	eppure	una	parte	&#xD;
della	 sua	produzione	 rimane	ancora	poco	esplorata:	testi	giovanili,	canzoni	scritte	per	altri	interpreti,	poesie,	un	romanzo	e	progetti	abbozzati	di	&#xD;
cui	restano	solo	appunti	e	testimonianze.	Questo	&#xD;
contributo	si	propone	di	analizzare	tali	opere minori,	spesso	trascurate	dalla	critica,	al	fine	di	individuarne	 i	 nuclei	 tematici	 e	 stilistici,	 ed	 evidenziarne	le	connessioni	con	la	produzione	più	nota.	&#xD;
Attraverso	 un’analisi	 critica,	 si	 metterà	 in	 luce	&#xD;
come	 questi	 testi,	 lungi	 dall’essere	 considerati	&#xD;
mere	curiosità,	possano	essere	invece	espressione	&#xD;
di	una	coerente	poetica	autoriale.	Lo	studio	di	tali	&#xD;
materiali	consente	non	solo	di	arricchire	la	comprensione	dell’opera	deandreiana,	ma	anche	di	ridefinire	 i	 confini	 della	 sua	 eredità	 artistica,	 offrendo	nuovi	strumenti	per analizzare	e	interpretare	la	produzione di	uno	dei	più	influenti	cantautori	del	Novecento	italiano.; In recent years, studies on Italian song have increasingly acknowledged the literary value of the&#xD;
lyrics produced by major cantautori. Among them,&#xD;
Fabrizio De André holds a central place in the&#xD;
canon of Canzone d’autore (Talanca, 2021). Nevertheless, a portion of his production remains&#xD;
largely unexplored: youthful writings, songs composed for other performers, poems, a novel, and unfinished projects of which only notes and testimonies survive. This contribution aims to examine&#xD;
these minor works, often overlooked by scholarly&#xD;
criticism, in order to identify their thematic and stylistic nuclei and to highlight their connections with&#xD;
De André’s better-known production. Through critical analysis, the study will show how these texts,&#xD;
far from being mere curiosities, can instead be regarded as expressions of a coherent authorial poetics. Investigating this material not only enriches our&#xD;
understanding of De André’s work but also reshapes the boundaries of his artistic legacy, offering new tools for analysing and interpreting the&#xD;
works of one of the most influential cantautori of&#xD;
twentieth-century Italy.</summary>
    <dc:date>2026-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>Ursula Caporali. Il viaggio di una compositrice</title>
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    <author>
      <name>Garofalo, Maria Pia</name>
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    <updated>2026-10-22T10:34:49Z</updated>
    <published>2026-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Ursula Caporali. Il viaggio di una compositrice
Authors: Garofalo, Maria Pia
Abstract: Questo	studio	è	dedicato	alla	memoria	della	compositrice	Ursula	Caporali	(1971-2022)	ed	esplora	&#xD;
la	sua	opera	An	Italian	in	Ethiopia (Un	italiano	in	&#xD;
Etiopia),	 attraverso	 un’analisi	 critica	 complessiva.	 L’opera	 è	 stata	 anche	 argomento	 della	 sua	&#xD;
tesi	 di	 dottorato	 in	 filosofia,	 intitolata	 Deconstructing	 the	Structure	(Decostruendo	la	Struttura),	 discussa	 presso	 l’Università	 di	 Sydney	 nel	&#xD;
2013.; This	study	is	dedicated	to	the	memory	of	composer	&#xD;
Ursula	 Caporali	 (1971–2022)	 and	 explores	 her	&#xD;
opera	 An	 Italian	 in	 Ethiopia through	 a	&#xD;
comprehensive	 critical	 analysis.	 The	 opera	 was	&#xD;
also	 the	 subject	 of	 her	 PhD	 thesis	in	 philosophy,	&#xD;
entitled	Deconstructing	the	Structure,	which	she	&#xD;
defended	at	the	University	of	Sydney	in	2013.</summary>
    <dc:date>2026-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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    <title>La costruzione dell'ultimo Tasso. Religione, politica e poetica nella genesi di una nuova identità</title>
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      <name>Giulio, Rosa</name>
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    <updated>2026-10-22T10:34:24Z</updated>
    <published>2026-01-01T00:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: La costruzione dell'ultimo Tasso. Religione, politica e poetica nella genesi di una nuova identità
Authors: Giulio, Rosa
Abstract: Il	saggio	muove	dall’ipotesi	che	l’evoluzione	religiosa,	politica	e	poetica	dell’ultimo	Tasso	non	costituisca	una	serie	di	percorsi	autonomi,	ma	rappresenti	le	diverse	manifestazioni	di	un	unico	processo	 di	 ridefinizione	ideologica.	 Assunta	 questa	&#xD;
prospettiva	unitaria,	risulta	necessario	riconsiderarne	anche	la	cronologia.	Attraverso	una	lettura	&#xD;
integrata	delle	opere,	dell’epistolario	e	della	documentazione	 biografica,	 il	 contributo	 mostra	 infatti	che	i	primi	segnali	di	tale	processo	emergono	&#xD;
già	 nel	 1581,	 anno	 tradizionalmente	 ricondotto	&#xD;
alla	sola	pubblicazione	della	Gerusalemme	liberata e	 finora	 non	 riconosciuto	 come	 momento	&#xD;
inaugurale	 della	 trasformazione	 dell’ultimo	&#xD;
Tasso.	Il	1581	si	configura	invece	come	la	fase	genetica	di	una	progressiva	riorganizzazione	del	sistema	 di	 pensiero	 tassiano,	 destinata	 a	 trovare	&#xD;
piena	 espressione	 negli	 anni	 successivi:	 il	 rapporto	 con	 il	 sacro	 si	 fa	 più	 interiorizzato,	 muta	&#xD;
l’atteggiamento	verso	l’autorità	ecclesiastica	e	inquisitoriale,	si	ridefiniscono	gli	orientamenti	politici	e	 si	consolida	l’adesione	 a	una	 poetica	maggiormente	 conforme	 ai	 principi	 aristotelici.	 La	&#xD;
principale	 novità	 interpretativa	 del	 contributo	&#xD;
consiste	pertanto	nel	sostituire	a	una	lettura	settoriale	e	scandita	da	cesure	cronologiche	una	ricostruzione	 unitaria	 e	 processuale	 dell’ultimo	&#xD;
Tasso,	nella	quale	religione,	politica	e	poetica appaiono	 come	 dimensioni	 reciprocamente	 connesse	 di	 una	 medesima	 ristrutturazione	 ideologica,	il	 cui	 avvio	 diviene	 storicamente	 riconoscibile	già	nel	1581.; This	essay	proceeds	from	the	hypothesis	that	the	&#xD;
religious,	 political,	 and	 poetic	 evolution	 of	 the	&#xD;
later	Torquato	Tasso	does	not	constitute	a	series	&#xD;
of	independent	trajectories,	but	rather	represents	&#xD;
various	 manifestations	 of	 a	 single	 process	 of	&#xD;
ideological	 redefinition.	 Adopting	 this	 unified	&#xD;
perspective	necessitates	a	reconsideration	of	 the	&#xD;
chronology	 involved.	 Through	 an	 integrated	&#xD;
reading	 of	 his	 works,	 correspondence,	 and	&#xD;
biographical	records,	the	study	demonstrates	that	&#xD;
the	initial	signs	of	this	process emerged	as	early	as	&#xD;
1581,	 a	year	 traditionally	 associated	 solely	with	&#xD;
the	 publication	 of	 Gerusalemme	 liberata and	&#xD;
hitherto	unrecognized	as	the	starting	point	of	the	&#xD;
later	Tasso’s	transformation.	Instead,	1581	marks	&#xD;
the	 genesis	 of	 a	 progressive	 reorganization	 of	&#xD;
Tasso’s	system	of	thought,	one	destined	to	find	full	&#xD;
expression	 in	 the	 years	 that	 followed:	 his	&#xD;
relationship	 with	 the	 sacred	 became	 more	&#xD;
internalized,	 his	 attitude	 toward	 ecclesiastical	&#xD;
and	 inquisitorial	 authority	 shifted,	 his	 political	&#xD;
stances	 were	 redefined,	 and	 his	 adherence	 to	 a	&#xD;
poetics	 more	 closely	 aligned	 with	 Aristotelian	&#xD;
principles	was	consolidated.	The	study’s	primary	&#xD;
interpretive	 contribution	 lies,	 therefore,	 in	&#xD;
replacing	a	fragmented	reading,	marked	by	sharp	&#xD;
chronological	 breaks,	 with	 a	 unified,	 processoriented	reconstruction	of	the	later	Tasso;	in	this	&#xD;
view,	 religion,	 politics,	 and	 poetics	 emerge	 as	&#xD;
interconnected	dimensions	of	a	single	ideological	&#xD;
restructuring,	 the	 onset	 of	 which	 can	 be	&#xD;
historically	traced	back	to	1581.</summary>
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