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Titolo: La Santa Sede e la questione palestinese: gli anni del mandato britannico (1920-1948)
Autore: Mazzetti, Massimo
Viscardi, Giuseppe Maria
Russo, Lucia
Parole chiave: Santa Sede;Palestina;Sionismo
Data: 28-giu-2012
Abstract: The objective of this work is the reconstruction of the Holy See's position with respect to the Palestinian issue, during the years of the British Mandate. The line of argument on the issues analysed has been structured on the basis of the following questions: How was the relationship between the Holy See and the Zionist project, and how much weight did it have in determining the attitude of the theological factor? How did the Vatican react after the Conference of San Remo when a Mandate was conferred on Great Britain for Palestine and to what extent did it influence the Vatican's position and its relations with the British government? Great Britain was a supporter of Zionism and the Protestant and schismatic, but they also had to consider the views of the Arab-Catholic communities of the Holy Land. What was the reaction against the rise of Arab nationalism in Palestine on the one hand and anti-Semitism in the heart of Christian Europe on the other? What attitude was assumed by the Vatican before the British withdrawal, which reopened the international debate on the future political territory of the Holy Land? The involvement of the Apostolic See in Middle Eastern Affairs and her presence in the Holy Land of Christian minorities, (descendants of the first groups of believers) and the interest in the protection of Jerusalem and the Holy Places is little known. Lack of studies to date on the organic position of the Holy See with respect to the Palestinian issue during the British Mandate is due in part to the inaccessibility to the Vatican archival sources, subsequent to January 22, 1922. The reconstruction of this historical period has been analyzed in several archival collections that are rich in resources, although they are largely unknown and poorly studied. One of the most debated and controversial question for historians is related to the incidence of the theological factor on the Vatican's attitude with respect to Zionism. The analysis of archival sources has shown that in regards to the years of the British Mandate and the Vatican's anti-Zionist arguments, the principal theological dissertation on the killers of Christ was virtually absent, and this leads to a dismissal of the theory of a direct link between anti-Zionism and anti-Semitism. The Holy See was absolutely not averse to the Zionist ideal whose aim was to build a Jewish homeland in Palestine on an equal footing with the existing population. However, the real face of Zionism that took over the Mandate was above all due to British policy, sacrificed on the altar of the Balfour Declaration and the rights of Palestinians. As the aspirations of the Vatican precluded an Arab or Jewish sovereignty they did not oppose the division of Palestine, provided it guaranteed the protection of Jerusalem and its surroundings. As for the political-territorial Holy Land, the Vatican's attitude was idealistic and pragmatic despite their desire for a clear preference for a unitary solution that would include guarantees for other Holy Places of Christianity spread throughout Palestine. [edited by Author]
L’obiettivo del presente lavoro è la ricostruzione della posizione della Santa Sede rispetto alla questione palestinese, durante gli anni del mandato britannico. Il percorso argomentativo della tematica analizzata si è strutturato sulla base delle seguenti domande: come si rapportò la Santa Sede al progetto sionista e quale peso ebbe, nel determinarne l’atteggiamento, il fattore teologico? Come reagì quando, nel corso della Conferenza di San Remo, fu affidato il mandato palestinese alla Gran Bretagna, grande sostenitrice del sionismo, da un lato, e delle Chiese protestanti e scismatiche, dall’altro? In che misura influì, sulla posizione vaticana, e sulle sue relazioni con il governo britannico, il punto di vista delle comunità arabo-cattoliche di Terra Santa? Quali reazioni vi furono di fronte all’ascesa del nazionalismo arabo in Palestina, da un lato, e dell’antisemitismo nel cuore dell’Europa cristiana, dall’altro? Quale atteggiamento assunse il Vaticano di fronte al disimpegno britannico, che riaprì il dibattito internazionale sul futuro assetto politico-territoriale della Terra Santa? Il coinvolgimento della Sede Apostolica nelle vicende mediorientali, a causa della presenza, in Terra Santa, di minoranze cristiane, discendenti dai primi gruppi di credenti e dell’interesse alla tutela di Gerusalemme e dei Luoghi Santi è poco conosciuto e mancano finora studi organici sulla posizione della Santa Sede rispetto alla questione palestinese per il periodo del mandato britannico, anche a causa dell’inaccessibilità, fino al mese di settembre del 2006, delle fonti archivistiche vaticane successive al 22 gennaio del 1922. Per ricostruire questo periodo storico sono stati analizzati diversi fondi archivistici, ricchi di fonti in gran parte inedite o poco studiate. Una delle questioni più dibattute e controverse fra gli studiosi è relativa all’incidenza del fattore teologico nell’atteggiamento vaticano rispetto al sionismo. L’analisi delle fonti archivistiche ha dimostrato che, per quanto riguarda gli anni del mandato britannico sulla Palestina, nelle argomentazioni antisioniste vaticane, il fattore teologico, relativo alla tesi del «popolo deicida», era praticamente assente e questo porta ad escludere la tesi di un legame diretto fra antisionismo ed antisemitismo. La Santa Sede non avversava in modo assoluto l’ideale sionista, finalizzato alla creazione di un «focolare» nazionale ebraico in Palestina, su un piano di parità con la popolazione preesistente, ma il volto concreto che il sionismo assunse nel corso del mandato anche, e soprattutto, a causa della politica britannica, che non esitava a sacrificare, sull’altare della «dichiarazione di Balfour», i diritti dei palestinesi. Per quanto riguarda l’assetto politico-territoriale della Terra Santa, l’atteggiamento vaticano fu idealista e pragmatico al tempo stesso. Nonostante una netta preferenza per una soluzione unitaria, che escludesse una sovranità totalmente araba o ebraica, la Sede Apostolica non si oppose ai progetti di divisione della Palestina, purché fosse garantita la salvaguardia di Gerusalemme e dintorni, attraverso un’internazionalizzazione territoriale e fosse previsto un adeguato sistema di garanzie per gli altri Luoghi sacri della Cristianità, disseminati sull’intero territorio palestinese. [a cura dell'autore]
Descrizione: 2010 - 2011
URI: http://hdl.handle.net/10556/1295
http://dx.doi.org/10.14273/unisa-173
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