Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1329
Titolo: Il corpo aumentato: le interfacce naturali come strategia semplesse di interazione uomo-macchina. Implicazioni didattiche e linee di ricerca
Autore: Minichiello, Giuliano
Sibilio, Maurizio
Di Tore, Stefano
Parole chiave: Natural users interfaces;Semplessità;Tecnologia
Data: 30-apr-2013
Abstract: The concepts of body and corporeality have been, over the past few decades, the focus of a attention that has led them to be the place of theoretical meeting between different disciplines and different trajectories of scientific research. From philosophy to medicine, from neuroscience to anthropology, the disciplines that place man as the subject of their investigation have claimed all, each by its own peculiar epistemic point of view, the centrality of the body. Within studies on cognition and learning, adjectives such as "situated", "embodied", "distributed", began to accompany the concept of knowledge in the scientific literature This new perspective no longer considers the body as a simple "worker of thought" (M. Sibilio, 2002), but acknowledges that "most of the knowledge, especially those vital, are expressed in the very structure of the body" (Longo, 1995) , which is no longer considered as a simple mediator between the brain and external reality, but as the "main device through which, realizing experiences, we develop and produce learning knowledge" (Rivoltella, 2012). The role of technology, in the broadest sense, is not alien to the processes that have led to this reversal of perspectives. The idea that technology is not neutral in the process of knowledge production is not new. Several lines in this area, overlap in an almost inextricable way: the idea of the media as an extension of men (McLuhan, 2001), the "place of innovation and extension of technologies of power" (Chignola, 2007) identified from the concept of biopolitics as claimed by Focault, the explicit (albeit outdated) analogy between mind and computer postulated by cognitive science, design and development of intelligent prosthesis, the design of brain-computer interfaces. .. [edited by Author]
I concetti di corpo e di corporeità sono stati oggetto, nel corso degli ultimi decenni, di una attenzione che li ha condotti ad essere il luogo teorico di incontro (e di scontro) tra diversi saperi e diverse traiettorie di ricerca scientifica. Dalla filosofia alla medicina, dalle neuroscienze all'antropologia, dal diritto alla pedagogia, le discipline che pongono l'uomo come oggetto della propria indagine hanno rivendicato tutte, ognuna da un proprio peculiare punto di vista epistemico, la centralità del corpo. Nell'ambito degli studi sulla cognizione e sull'apprendimento, spinte provenienti da direzioni e tradizioni diverse hanno messo in crisi una visione che postulava una idea di conoscenza astratta, basata su regole formali, indipendente sia dagli aspetti biologici che dal contesto socioculturale; conseguentemente, aggettivi quali “situato”, “embodied”, “sociale”, “distribuito”, hanno cominciato ad accompagnare il concetto di cognizione nella letteratura scientifica Questa nuova prospettiva non considera più il corpo come semplice “operaio del pensiero” (M. Sibilio, 2002), ma riconosce che “la maggior parte delle conoscenze, specie quelle vitali, sono espresse nella struttura stessa del corpo”(Longo, 1995), il quale non è più considerato come un semplice mediatore tra il nostro cervello e la realtà esterna, ma come il "dispositivo principale attraverso il quale, realizzando esperienze, sviluppiamo apprendimento e produciamo conoscenza" (Rivoltella, 2012). In tale ottica "l'astrazione e le generalizzazioni possono produrre utilmente apprendimento solo se sono state costruite a partire dall'esperienza corporea del mondo"(Rivoltella, 2012) ed il corpo diviene cosi “macchina della conoscenza”(F. Varela, 1990). Il ruolo della tecnologia, nell'accezione più ampia, non è alieno ai processi che hanno determinato questo rovesciamento di prospettive. L'idea della non neutralità delle tecnologie rispetto alle forme di produzione della conoscenza non è certo una novità. Pure, va segnalata un'accelerazione, un aumento vertiginoso del dato quantitativo: le sollecitazioni tecnologiche all'idea di corpo e all'idea di conoscenza sono numerose ed incessanti, e oggetto di riflessione da più parti. Diverse linee, in quest'ambito, si sovrappongono in modo quasi inestricabile: l'idea dei media come estensione delle facoltà umane (McLuhan, 2001), il “luogo di innovazione e di estensione delle tecnologie del potere” (Chignola, 2007)individuato dal concetto di biopolitica nell'accezione focaultiana, l'esplicita (pur se obsoleta) analogia tra mente e calcolatore postulata dal cognitivismo, la progettazione e l'evoluzione di protesi intelligenti, il design di brain-computer interfaces. .. [a cura dell'Autore]
Descrizione: 2011 - 2012
URI: http://hdl.handle.net/10556/1329
http://dx.doi.org/10.14273/unisa-207
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