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http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/178
Titolo: | L'etica della risolutezza: le radici luterane dell'analitica esistenziale |
Autore: | Racinaro, Roberto Nuzzo, Enrico Ruoppo, Anna Pia |
Parole chiave: | Heidegger;Lutero;Etica |
Data: | 5-apr-2011 |
Abstract: | Con la pubblicazione di Essere e Tempo nel 1927 Heidegger si poneva l’obiettivo di riproporre la questione del senso dell’essere passando per l’esposizione preliminare delle strutture d’essere di un ente particolare, l’Esserci, la cui essenza veniva individuata nella capacità di autocomprendersi. Egli assumeva come filo conduttore dell’analisi una definizione formale di tale esserci espressa nei termini che seguono: L’Esserci è un ente che, comprendendosi nel suo essere si rapporta a questo essere.[…]. L’esserci è inoltre l’ente che io stesso sempre sono. L’essere-sempre-mio appartiene all’Esserci esistente come condizione della possibilità dell’autenticità e dell’inautenticità. L’Esserci esiste sempre in uno di questi modi o nell’indifferenza modale rispetto ad essi. Esplicitamente, nei paragrafi metodologici posti all’inizio di Essere e Tempo, Heidegger individuava il compito dell’analitica dell’esistenza in una “comprensione esistenziale”, ovverosia in una comprensione dell’ esistenzialità dell’esistenza, e cioè di ciò che costituisce l’esistenza ontologicamente nella sua struttura. Nello stesso contesto, egli distingueva altrettanto esplicitamente, tale comprensione da “una comprensione esistentiva”, intesa come “la comprensione di se stesso che fa da guida all’esistenza”. Solo quest’ultima riguarda “il problema dell’esistenza”, che è da intendersi come “un ‘affare’ ontico dell’esserci" il quale “non richiede la trasparenza teoretica della struttura ontologica dell’esistenza”. Il tema dell’analitica esistenziale invece era la comprensione esistenziale e non esistentiva, quindi l’ontologia e non l’etica. Nonostante le sue dichiarazioni programmatiche, però, l’attenzione da Heidegger dedicata alla dimensione concreta dell’esistenza e i toni con cui tale esistenza veniva descritta fecero subito pensare ai suoi lettori ad un’opera dai forti connotati pratici. Tant’è che già nel 1928, Eberhard Grisebach, nel suo testo Gegenwart. Eine Kritische Ethik, assumeva l’analitica esistenziale come modello di una filosofia morale e, nello stesso anno, Herbert Marcuse, dopo essersi allontanato da Friburgo per lavorare in una libreria di Berlino, vi ritornò per studiare e lavorare fianco a fianco con Heidegger, avendo colto in Essere e Tempo un vero e proprio ritorno della filosofia al concreto e alla prassi. Anche il primo interprete francese, Georges Gurtvitch – presentando in un corso sulle tendenze attuali della filosofia tedesca, tenuto alla Sorbonne nel 1928, Heidegger come “il filosofo più ascoltato al giorno d’oggi”, metteva in evidenza la forte preoccupazione etica del suo pensiero, in grado di “deformarne l’ontologia generale”. Ed è per la saggezza, l’eroismo, addirittura, per una sorta di santità che permetteva di resistere agli eventi intravisti in questa filosofia che Sartre si era interessato ad essa, comportandosi - secondo quanto egli stesso, nel 1940, annota nei Cahier de la drole de guerre – “come gli Ateniesi, i quali, dopo la morte di Alessandro, si allontanavano dalla dottrina di Aristotele per avvicinarsi alle dottrine ‘più brutali’, ma ‘più totalitarie’ degli Stoici o degli Epicurei dai quali apprendere l’arte del vivere”. Heidegger stesso racconta come, dopo la pubblicazione di Essere e Tempo, un giovane studioso gli avesse chiesto quando avrebbe pubblicato un’etica. Non solo l’immediata recezione di Heidegger, ma anche l’impatto esercitato dal suo pensiero sul più lungo periodo forniscono la prova della tensione pratica in esso presente: alla filosofia di Heidegger si fa anche risalire quella riabilitazione della filosofia pratica che ha giocato un ruolo fondamentale nel panorama filosofico tedesco negli anni Sessanta e Settanta del Novecento. .. [introduzione a cura dell'Autore] |
Descrizione: | 2009 - 2010 |
URI: | http://hdl.handle.net/10556/178 |
È visualizzato nelle collezioni: | Etica e filosofia politico-giuridica |
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