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Titolo: Lo Pseudo Dionigi Aeropagita: dalla Hierarchia alla Theologia
Autore: D'Onofrio, Giulio
Abbate, Michele
D'Onofrio, Giulio
Tavolaro, Angelo
Parole chiave: Corpus dionysianum;Teologia;Rispetto
Data: 20-apr-2015
Abstract: Convened by emperor Justinian (527-565) in 532 was held in Constantinople a meeting between neocalcedonians and monophysite bishops to agree on the christological disputes that continued to rage in the big cities of the East. In fact, in the first half of the V century, Eutyches, the archimandrite of Constantinople monastery was professing the unique and divine nature of Christ after the incarnation. This doctrine affected the real humanity assumed by God through His Son at the moment of the Incarnation for the orthodox theologians. This doctrine was defined 'Monophysitism ' and was condemned as heretical by the Council of Chalcedon (451). Despite the council, the fracture remained unfixable and was made up in two parties: the so-called 'Chalcedonian' (Orthodox and 'duofisits') who adopted the complete doctrine of the dual nature of Christ decided by the council, and the 'Monophysites' or anticalcedonians, who continued to support the doctrines of Eutyches . This second faction was present mainly in the eastern cities which Antioch was the center among and whose charismatic leaderr was bishop Severus. In Constantinople, the center of political and religious power, the emperors who expressed interest in theological disputes were very high. To summarize, after the Council of Chalcedon the emperor Zeno (425-491) issued the so-called Henotikon (482) , ‘conciliation tool' made to appease Monophysites and orthodoxes factions. This was not enough. This slight line was overtaken by the emperor Justin I ( 518-527 ), who repealed Henotikon ( in 519, by the excommunication of Patriarch Acacius, who had planned it) and especially by his nephew and successor Justinian (527-565) , who called the meeting, which just go down in history as Collatio cum Severianis (532). Before the meeting, the Monophysite bishops, who gathered around the figure of Severus of Antioch, anticipated their reasons to the Emperor in a letter, putting their faith in the unique divine nature of Christ relying on the testimony of Dionysius the Areopagite . The representatives of the opposing faction accused them of being Apollinarists and, through the speech of their leader Hypatius of Ephesus, questioned the veracity of this source as well. .. [edited by Author]
Il titolo del presente lavoro non rende giustizia al suo contenuto in quanto, per questioni burocratiche relative al rapporto di co-tutela tra l’università di Salerno e quella di Madrid, si è dovuto mantenere il titolo Lo pseudo Dionigi Areopagita: dalla hierarchia alla theologia stabilito tre anni or sono. Pur avendo, tanto nella gerarchia quanto nella teologia, una parte sostanziosa della propria argomentazione, il lavoro si occupa più direttamente della concezione ‘estetica’ quale emerge dalle opere di questo sconosciuto autore. Così, il titolo più adeguato sarebbe Nascita della teologia dell’icona: dall’immagine procliana all’icona cristiana. L’idea del lavoro nasce da due constatazioni: la prima (evidente) vede una marcata presenza, nei quattro trattati che compongono il Corpus, di un interesse specifico per i simboli e le immagini della Sacra Scrittura e della liturgia sacramentale; la seconda prende atto del fatto che, a dispetto di alcuni, ed eruditi, contributi che nel secolo scorso hanno messo in rilievo la presenza di queste immagini, nessuno si è interrogato sul motivo di questo interesse da parte dell’autore, sull’origine di queste immagini e, data la sicura derivazione neoplatonica, sul nuovo significato che esse acquisiscono in ambito cristiano. L’impressione è che, come per il complesso delle altre problematiche che da sempre hanno accompagnato il Corpus Dionysianum, anche rispetto alla sua componente immaginale sia stata seguita una linea di ricerca orientata più alla Wirkungsgeschichte che al contesto della sua genesi, più al significato che nel tempo quest’insieme di scritti ha assunto che ai propositi del suo (o i suoi?) autore(i). Poggiando sulle nuove acquisizioni storiografiche che hanno riportato la genesi del Corpus all’area bizantina e all’eterogenea situazione cristologica post-calcedonese, nonché ad una (nemmeno troppo) celata polemica nei riguardi del riottoso mondo monastico siro-palestinese che vide l’infuriare della seconda controversia origenista, si è cercato di analizzare la genesi storicodottrinale di quella teologia dell’immagine tanto marcata all’interno degli scritti, da essere ripresa circa due secoli dopo, allo scoppiare della disputa iconoclasta, sia dai sostenitori della venerazione delle immagini sia dai suoi detrattori. .. [a cura dell'Autore]
Descrizione: 2012 - 2013
URI: http://hdl.handle.net/10556/1918
È visualizzato nelle collezioni:Filosofia, scienze e cultura dell'età tardo-antica, medievale e umanistica

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