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http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/2677
Titolo: | Il Peccato dell’Angelo. I dibattiti scolastici tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo |
Autore: | D'Onofrio, Giulio D'Onofrio, Giulio D'Ercole, Angela Federica |
Parole chiave: | Peccato angelico;Lucifero;Demonologia;Scolastica medievale;Angelic sin;Lucyfer, Lucyfer’s fall;Angelic regret;The moment of the angelic fall;Intellectualist;Voluntarist;Thomas of Aquinas;Richard of Middleton;Peter John Olivi;Scholastic demonology;Demonology;Scholastic philosophy |
Data: | 4-lug-2017 |
Abstract: | In the broad setting of the medioeval Scholasticism, between the 13th and the beginning of the 14th
centuries, few theologians put the focus on one question: the angelic sin.
That is: how is it possible that, according to Aristotle, a perfectly intellectual creature can make an
error of judgement and so to fall in sin? This is the most relevant aspect for the authors we have
picked in exam, wich, rather than investigate the role and the participation of Lucyfer in human
matters, they have an obsession with the possibility itself in the angelic sin. They consider the matter
a real enigma to be solved.
In fact, Lucyfer is a real exception (almost impossible to be demonstrated) in a universe where the
relationship between the retional and the good seems to be undeniable. Furthermore, the fact the an
intellectually perfect creature can make a mistake and chose the evil come to be impossible.
Ultimately, the question is: how is it possible to an angel to turn into a demon? That is, how is it
possible for the Devil to rise?
This is the thorny question that the scholastic theologians are trying to answer and in this work we
tried to reconstruct the debate upon the matter by a historycal-phylosophical view.
The question is particularly intersting in relation with the “Psychology of action” of aristothelic mould
and it is linked with the debate between “intellectualists” and “voluntarists”, which found it outburst
between the end of the 13th and the beginning of the 14th centuries.
This work is based particularly on the analysis of three doctrinal opinions: on one hand the Thomas
of Aquinas’ one, on the other hand Richard of Middleton and Peter John Olivi’s ones. Nevertheless,
there are many reasons for this choise, but there is one of them particularly worth of notice: in the
play of the three mentioned authors we can retrace three threaties or, it would be better to say three
sections of vaster plays, which seem to be the only ones that could be defined as “threaties of
demonology” in the period between the end of the 13th and the beginning of the 14th centuries.
In these texts the question of the angelic sin is directly faced: we are referring to q. 16 of the
Quaestiones disputatae de malo of Thomas of Aquinas, to qq. 23-31 of the Quaestiones disputatae of
Richard of Middleton (1290-1330) and to qq. 40-48 of the Summa of Peter John Olivi (1288-1295).
The attempt was to analyse in detail, starting from a careful study of the texts, the theories of these
authors, opportunely comparing them with the theories of the other interlocutors of the debate upon
the angelic sin and placing them in their very intellectual context. [edited by Author] Nel più ampio contesto della Scolastica medievale, precisamente tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, alcuni teologi scolastici tornano a interrogarsi su di una particolare questione: il peccato dell’angelo. Vale a dire, come può essere possibile, in termini strettamente aristotelici, che una creatura pienamente intellettuale, e dunque intellettualmente perfetta, possa commettere un errore di valutazione e quindi peccare? Quest'ultimo è l'aspetto più rilevante per gli autori presi in considerazione, i quali, più che occuparsi del ruolo o dell'intervento di Lucifero nelle questioni umane, sono per così dire “ossessionati” dalla stessa possibilità del peccato angelico ed effettivamente considerano la questione un vero e proprio enigma da risolvere. Infatti, Lucifero va a costituire un'eccezione (quasi impossibile da dimostrare) in un universo in cui sembrerebbe essere innegabile il rapporto strettissimo tra razionalità e bene e nella misura in cui risulta essere impossibile che una creatura intellettualmente perfetta possa errare e scegliere il male. In ultima analisi essi dunque si chiedono: com'è possibile che un angelo possa trasformarsi in diavolo? Ovvero, com'è possibile l'insorgere stesso del diavolo? È questo lo spinoso interrogativo a cui i teologi scolastici tentano di rispondere e, in questo contesto, si cerca di riscostruire dal punto di vista storico-filosofico il dibattito sulla questione. Il problema suscita infatti un notevole interesse in relazione alla psicologia dell’agire di stampo aristotelico, e ha evidentemente a che fare con il dibattito tra “intellettualisti” e “volontaristi” accesosi proprio tra la fine del Duecento e gli inizi del Trecento. La nostra ricerca prende le mosse innanzitutto dall’analisi di tre posizioni dottrinali in particolare: quella di Tommaso d’Aquino e quelle di Riccardo di Mediavilla e Pietro di Giovanni Olivi. Tuttavia, le ragioni di questa scelta sono molteplici, ma ve ne è una particolarmente degna di nota: nell’opera dei primi tre succitati autori sono rintracciabili tre trattati (o meglio tre sezioni all’interno di opere più estese), i quali, a parere di molti, sembrano essere gli unici testi definibili “demonologici” all’interno della produzione scolastica nel periodo compreso tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo, e nei quali il tema del peccato dell’angelo viene direttamente affrontato: ci riferiamo alla q. 16 delle Quaestiones disputatae de malo di Tommaso d’Aquino, alle qq. 23-31 delle Quaestiones disputatae di Riccardo di Mediavilla (1290-1330) e alle qq. 40-48 della Summa di Pietro di Giovanni Olivi (1288-1295). Il tentativo è quello di analizzare dettagliatamente, a partire da uno studio attento dei testi, le tesi di questi maestri scolastici, mettendole opportunamente a confronto con gli altri interlocutori del dibattito sul problema del peccato angelico e calandole neL loro preciso contesto intellettuale. [a cura dell'Autore] |
Descrizione: | 2015 - 2016 |
URI: | http://hdl.handle.net/10556/2677 http://dx.doi.org/10.14273/unisa-1030 |
È visualizzato nelle collezioni: | Filosofia, scienze e cultura dell'età tardo-antica, medievale e umanistica |
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abstract in inglese A. F. D'Ercole.pdf | abstract in inglese a cura dell'autore | 117,07 kB | Adobe PDF | Visualizza/apri |
abstract in italiano A. F. D'Ercole.pdf | abstract in italiano a cura dell'autore | 199,04 kB | Adobe PDF | Visualizza/apri |
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