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Titolo: | (Erzählte) Zeit des Wartens - Semantiken und Narrative eines temporalen Phänomens |
Autore: | Perrone Capano, Lucia Perrone Capano, Lucia Öhlschläger, Claudia Benz, Nadine |
Parole chiave: | Narratologia;L'attesa;Il tempo |
Data: | 4-mar-2013 |
Abstract: | L’attesa è un fenomeno tipico della cultura occidentale. Sono poche le persone che non hanno mai
vissuto una tale situazione. L’attesa è un elemento costante nella vita di ognuno, ed è sorprendente
che finora abbia ricevuto scarsa attenzione dal mondo della ricerca.
Questo lavoro si propone come un'analisi del fenomeno da una prospettiva innovativa, da un punto
di visto filosofico, fenomenologico e soprattutto letterario che porti a nuove interpretazioni di
questo evento temporale. L'analisi è stata condotta partendo dalla fenomenologia di Husserl e dal
suo concetto di ‚epoché‘. Il fenomeno dell’attesa appartiene al mondo vivente, ma non viene
accettato come tale. Questa prospettiva viene poi integrata con uno sguardo all'approccio a tale
fenomeno di Paul Ricoeur, che individua fenomeni vitali nelle funzioni linguistiche, e quindi anche
nella letteratura, attuate con il metodo della “voie longue” (Ricoeur).
Pertanto, l'approccio fenomenologico alla vita mondana, viene esteso guardando alla componente
ermeneutica, parte essenziale della letteratura che può offrire un’interpretazione dei testi verbali del
“mondo delle opere” contribuendo al rilevamento della percezione umana del tempo. L’esperienza
letteraria quindi si orienta e si estende anche alla vita reale.
Grazie alle sue opzioni poetiche e ludiche, attraverso l'uso di espressioni linguistiche, tempi verbali,
licenze poetiche, esperienze di lettura può offrire all’opera letteraria una chiara esperienza
temporale, che va ben oltre gli studi fenomenologici ed empirico- sociologici. La configurazione
narrativa nelle opere ha una sua autonomia e “gioca con il tempo”, cosa che non può essere fatta al
di fuori del testo letterario. Il compito (storicamente) non puramente mimetico della letteratura,
rimanda al concetto di rappresentazione del tempo in chiave critica, estendendo il suo campo
temporale, approfondendo la sua convenzionalità e le possibilità di un suo utilizzo ludico. Il testo
letterario può consentire esperienze temporali in modi non necessariamente lineari e continui. Il
testo struttura e scandisce il tempo, dando la possibilità di un'esperienza di tempo ricettiva che non
può essere rappresentata in studi empirici. .. [a cura dell'Autore] Das Warten ist Menschen vornehmlich westlicher Kulturen ein vertrautes Phänomen. Kaum ein Mensch kann von sich behaupten, noch nie in einer Wartesituation gewesen zu sein. Stellt das Warten also einen der Lebenswelt des Menschen zugehörigen, vertrauten Zeitzustand dar, ist umso auffälliger, dass es in der Forschung bisher wenig Beachtung fand. Diese Arbeit will einen Beitrag dazu leisten, das Warten nicht einfach unbefragt hinzunehmen, sondern möchte aus einer philosophisch-phänomenologischen und insbesondere einer literaturwissenschaftlichen Perspektive nähere Erkenntnisse zu diesem temporalen Phänomen erlangen. Dafür bietet sich, zugunsten eines übergeordneten Schemas, eine an die Phänomenologie Husserl’scher Prägung angelehnte und diese erweiternde Analyseweise an: Sie orientiert sich zunächst an Husserls Konzept der ‚epoché‘; jener phänomenologischen Einstellung, die generell vermeintlich vertraute Gewissheiten des alltäglichen Welterlebens, zu denen auch das Phänomen des Wartens in der Lebenswelt gehören, eben nicht als solche hinnimmt. Vielmehr klammert sie jegliche Seinssetzung, die Generalthesis, ein und beschreibt die Phänomene des Bewusstseins in Akten einer unvoreingenommenen Analyse. Sodann wird diese Perspektive durch Bezugnahme auf Paul Ricoeur ergänzt, der in seinem Vorgehen die Erfassung lebensweltlicher Phänomene an die Sprachäußerungen, und somit auch an die Literatur, knüpft. Dies geschieht mittels der Methode des ‚voie longue’ (Ricoeur). Damit wird ein lebensweltphänomenologischer Ansatz um die hermeneutische Komponente erweitert, die ein unabdingbarer Bestandteil der Literaturwissenschaft ist und in der Interpretation sprachlicher Texte der „Welt des Werkes“1 einen Beitrag zur Erfassung von menschlicher Zeiterfahrung leisten kann. Die literarische Zeiterfahrung orientiert sich somit zwar an der lebensweltlichen. Sie kann jedoch im literarischen Werk aufgrund seiner poietischen Möglichkeiten des spielerischen Umgangs mit sprachlichen Ausdrucksformen, Verbalzeiten und dichterischer Freiheit, sowie aufgrund der sich im Lese- und Interpretationsakt aktualisierenden Erfahrungsmöglichkeiten eine Anschaulichkeit von Zeiterfahrung stiften, die über diejenige phänomenologischer sowie empirischsoziologischer Studien hinausgeht. .. [bearbeitet von der Autorin] |
Descrizione: | 2010 - 2011 |
URI: | http://hdl.handle.net/10556/860 |
È visualizzato nelle collezioni: | Studi letterari e linguistici |
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