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<title>Economia del settore pubblico</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/119</link>
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<pubDate>Fri, 24 Apr 2026 11:34:13 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-04-24T11:34:13Z</dc:date>
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<title>Impacts of Social Spending, Economic Freedom and Institutional Factors on Poverty in Latin American Countries. Impact analysis of Free School Policy in Colombia</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7893</link>
<description>Impacts of Social Spending, Economic Freedom and Institutional Factors on Poverty in Latin American Countries. Impact analysis of Free School Policy in Colombia
Rodriguez Torres, Monica Consuelo
The end of poverty by the year 2030 is the first goal of sustainable development, however in Latin America a significant portion of people are still in poverty and therefore this paper focuses on the issue of poverty in Latin America and is inspired by all families in the region who live on the bare minimum of $6.85 per day or less. This paper studies the relationship between poverty and other variables of interest such as public social spending, economic freedom, economic growth, welfare and education. Most of the data is taken from the World Bank and ELAC which are reliable sources of information and allow comparison between countries. At the level of Latin America, it takes a sample of 15 countries: Mexico in North America; Costa Rica, Dominican Republic, El Salvador, Honduras, and Panama of Central America; and Argentina, Bolivia, Brazil, Chile, Colombia, Ecuador, Paraguay, Peru, and Uruguay in South America. The selection of these is given by the availability of information. .. [edited by Author]; La fine della povertà entro l'anno 2030 è il primo obiettivo dello sviluppo sostenibile, ma in America Latina una parte significativa delle persone è ancora in condizioni di povertà; pertanto, il presente documento si concentra sulla questione della povertà in America Latina e si ispira a tutte le famiglie della regione che vivono con il minimo indispensabile di 6,85 dollari al giorno o meno. Questo documento studia la relazione tra la povertà e altre variabili di interesse come la spesa sociale pubblica, la libertà economica, la crescita economica, il benessere e l'istruzione. La maggior parte dei dati è tratta dalla Banca Mondiale e dall'Elac, che sono fonti di informazione affidabili e consentono un confronto tra i Paesi. A livello di America Latina, viene preso in considerazione un campione di 15 Paesi: Messico in Nord America; Costa Rica, Repubblica Dominicana, El Salvador, Honduras e Panama in America centrale; e Argentina, Bolivia, Brasile, Cile, Colombia, Ecuador, Paraguay, Perù e Uruguay in Sud America, la cui selezione è dovuta alla disponibilità di informazioni. .. [a cura dell'Autore]
2021 - 2022
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<pubDate>Tue, 17 Oct 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2023-10-17T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Exploring the interaction between ICT, innovation, and Green Productivity</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7888</link>
<description>Exploring the interaction between ICT, innovation, and Green Productivity
Sergio, Ivan
The aim of this dissertation is to gain a deeper understanding of the relationship between the ICT sector and
various aspects of economic performance, including innovation, productivity, and growth. ICT industry is a
broad field of research that encompasses all technologies used to manage, collect, process, store, and transmit
data and information. In the first chapter, we analyse the innovative performance of more than 169 regions in
19 OECD countries in terms of high-tech patent applications, focusing on ICT agglomeration and intraregional technology branching dynamic. The aim of this chapter is to contribute to the literature by identifying
what elements, and how, facilitate new technological specialization, identifying ICT technologies as playing a
key role in enabling regions to have a better innovative performance and to acquire new technological
specializations that enable them to “survive” in present-day global competition controlling for both the aspect
of technological proximity between sectors and the spatial dimension. In the second chapter, the focus is on
investigating the relationship between ICT agglomeration and Green Total Factor Productivity (GTFP) growth
in Europe. This chapter uses a sample of 95 large regions from 10 European countries from 2000 to 2010. The
results of this chapter indicate that ICT agglomeration is an important indicator of a region's capacity to
increase green productivity. In the third chapter the focus is on examining the contribution of R&amp;D to the
growth performance of ICT firms, considering the moderating effects of size, age, and persistence in the firms'
growth process. This approach allows us to analyse ICT enterprises in depth. Hence, moving from a sample of
367 ICT firms from EU large countries (Germany, Sweden, Great Britain), for the period 2011-2019 (the
resulting dataset contains 1141 observations), this paper aims to disentangle the sensitiveness of firms’
performance, measured as total assets growth to R&amp;D investments, looking at how heterogeneity in size, age
and sectors have a moderating impact on R&amp;D investment, controlling for growth persistence, capital structure,
profitability and other financial variables. [edited by Author]; L'obiettivo di questa tesi è approfondire la comprensione della relazione tra il settore delle tecnologie 
dell'informazione e della comunicazione (ICT) e vari aspetti delle performance economiche, tra cui 
l'innovazione, la produttività e la crescita. Il settore ICT è un campo di ricerca ampio che comprende tutte le 
tecnologie utilizzate per gestire, raccogliere, elaborare, conservare e trasmettere dati e informazioni. Nel primo 
capitolo, analizziamo le performance innovative di oltre 169 regioni in 19 paesi dell'OCSE in termini di 
domande di brevetti ad alta tecnologia, concentrandoci sulla concentrazione dell'ICT e sulla dinamica di 
sviluppo tecnologico intra-regionale. L'obiettivo di questo capitolo è contribuire alla letteratura identificando 
quali elementi e come facilitano la nuova specializzazione tecnologica, individuando le tecnologie ICT come 
elemento chiave nel consentire alle regioni di avere una migliore performance innovativa e acquisire nuove 
specializzazioni tecnologiche che consentano loro di "sopravvivere" nella competizione globale odierna, 
tenendo conto sia dell'aspetto della prossimità tecnologica tra settori sia della dimensione spaziale. Nel secondo 
capitolo, ci concentriamo sull'indagine della relazione tra concentrazione dell'ICT e crescita della produttività 
totale dei fattori verdi (GTFP) in Europa. Questo capitolo utilizza un campione di 95 grandi regioni provenienti 
da 10 paesi europei dal 2000 al 2010. I risultati di questo capitolo indicano che la concentrazione dell'ICT è 
un importante indicatore della capacità di una regione di aumentare la produttività verde. Nel terzo capitolo, 
ci concentriamo sull'esaminare il contributo della R&amp;S alle performance di crescita delle aziende ICT, 
considerando gli effetti moderatori di dimensione, età e persistenza nel processo di crescita delle aziende. 
Questo approccio ci permette di analizzare in profondità le imprese ICT. Pertanto, partendo da un campione 
di 367 aziende ICT provenienti dai grandi paesi dell'UE (Germania, Svezia, Gran Bretagna), per il periodo 
2011-2019 (il dataset risultante contiene 1141 osservazioni), questo studio mira a analizzare l'influenza delle 
caratteristiche specifiche delle aziende sull'effetto degli investimenti in R&amp;S sulla crescita delle aziende ICT, 
prendendo in considerazione la persistenza della crescita, la struttura del capitale, la redditività e altre variabili 
finanziarie. [a cura dell'Autore]
2021 - 2022
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<pubDate>Mon, 11 Sep 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2023-09-11T00:00:00Z</dc:date>
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<title>I questionari di gradimento-autovalutazione: uno strumento per il miglioramento delle scuole</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7292</link>
<description>I questionari di gradimento-autovalutazione: uno strumento per il miglioramento delle scuole
Salsano, Marilena
Le differenze organizzative, sociali, economiche e territoriali delle singole scuole
influenzano i risultati formativi degli studenti. La situazione di svantaggio di alcune
istituzioni scolastiche, in termini di digital device, di livelli di scolarizzazione e di
marcate differenze territoriali è stata confermata anche dalla pandemia, rendendo
necessarie scelte di policy finanziate con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza
(PNRR) e dal Programma operativo nazionale PON “Per la Scuola” 2014-2020 – Fondo
europeo per lo sviluppo regionale.
Tali risorse devono supportare un sistema di istruzione che ha visto la trasposizione
sempre più marcata di termini e concetti derivanti principalmente dall’ambito aziendale
con un accento chiaro e netto sull’importanza del miglioramento qualitativo e
sull’ampliamento quantitativo dei servizi di istruzione e formazione.
La richiesta di misurazione e valutazione dell'efficacia sia dei sistemi di istruzione che
delle singole scuole, accompagnata da una accountability, ha portato alla concessione
dell’autonomia
alle istituzioni scolastiche.
Alle scuole sono stati dati strumenti di supporto per aiutarle a definire vision, mission,
scelte strategiche, piani di miglioramento, analisi dei risultati per il miglioramento continuo al fine di incidere positivamente sul rendimento degli alunni e diventare più
resilienti e preparate a rispondere in maniera più efficiente alle situazioni contingenti.
Avendo i fattori di efficacia educativa come riferimento, le scuole possono lavorare
sull’inefficacia, comprendere come “fare meglio”, auto valutarsi per poter poi
progettare percorsi di miglioramento. La scuola vista come pubblico servizio con
capacità di progettualità autonoma, deve tendere all'efficacia educativa, nel caso
manchino tali strumenti provare a crearli e verificarli sul campo.
Per autovalutarsi è necessario comprendere quali sono gli standard da raggiungere e
quali sono i fattori che rendono le scuole migliori e in che modo la propria scuola si
trova rispetto ad essi.
In seguito all’introduzione del Sistema Nazionale di Valutazione è diventata
obbligatoria per le scuole la stesura di documenti strategici quali il Rapporto di
Autovalutazione (RAV), il Piano di Miglioramento (PdM) e il Piano dell'Offerta
Formativa (PTOF). La fase di autovalutazione, principio di tutto il processo, è
fondamentale per la sua riuscita.
Le istituzioni scolastiche in ossequio al dettato normativo effettuano l’autovalutazione
mediante il Rapporto di Autovalutazione che viene fornito loro da Invalsi e che viene
caricato sul portale Scuole in Chiaro, utilizzato in fase di iscrizione dalle famiglie per
scegliere l’offerta formativa e quindi la scuola per i loro figli. Le scuole ricevono ogni
tre anni una serie di indicatori per stilare il Rapporto di Autovalutazione e di
conseguenza il Piano di Miglioramento che sarà poi inserito nel Piano Triennale
dell’Offerta formativa di ogni singola scuola.
Gli indicatori dovrebbero servire a dare elementi di riflessione in chiave autovalutativa
per il RAV, ad analizzare la totalità dei fattori di efficacia ed a promuovere una
riflessione autodiagnostica collettiva nell'organizzazione scolastica.
Essi comprendono:
➢ dati rielaborati e restituiti da INVALSI alla scuola sulla base delle sue risposte
al questionario scuola;
➢ dati desunti dalla stessa Amministrazione e dal sistema Sidi;
➢ dati di provenienza statistica (ISTAT, ministero Interno...);
➢ dati provenienti dagli esiti delle rilevazioni standard sui livelli di apprendimento
effettuati da INVALSI;
➢ possibile riserva di dati (indicatori) proposti e rielaborati dalla scuola stessa.
A questi indicatori “esterni” le scuole non aggiungono indicatori propri che tengano
conto del giudizio espresso dalla componente alunni, genitori, docenti ed ATA, dei
risultati ottenuti dagli studenti; dei risultati osservabili nella realizzazione di specifici
progetti.
Gli indicatori elaborati autonomamente dalla scuola hanno pochissimo spazio di
rilevanza espositiva rispetto a quelli nazionali di sistema. Il limite del RAV così
costruito, considerando gli indicatori esterni prioritari, è la focalizzazione della
valutazione su di essi e la difficoltà di svolgere processi di autovalutazione e
miglioramento che investano tutta l'organizzazione. È necessario uno spostamento di
attenzione verso le scuole, verso la loro specificità e capacità di analisi dei processi.
Le difficoltà di realizzazione dell’autovalutazione a livello delle singole scuole sono da
ricercare nella cultura valutativa presente nelle scuole, nei modelli socializzati di
interpretazione professionale dei docenti e nei rapporti tra la scuola e gli interlocutori
sociali direttamente interessati.
Spesso nemmeno i docenti si ritrovano nel RAV quale rappresentazione dell'identità
della propria organizzazione: la comunità educante non considera l’elaborazione dei
documenti strategici un impegno prioritario per il miglioramento.
Gli indicatori del RAV non possono analizzare la totalità dei fattori di efficacia e non
sempre riescono a promuovere una riflessione autodiagnostica collettiva all’interno
dell’organizzazione scolastica. [introduzione a cura dell'Autore]
2021 - 2022
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<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2023-10-19T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Doomed to Separation or Ready for Integration? Second- Generation Immigrants in the Italian Primary School</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6260</link>
<description>Doomed to Separation or Ready for Integration? Second- Generation Immigrants in the Italian Primary School
Cavallo, Mariagrazia
The integration of second generations is crucial for the well-being, the sta-
bility and the social cohesion of the receiving societies. However, childhood
years can be decisive for the development of a national identity as well as for
adult labor market performance. While the former is important for a proper
cultural adaptation, the latter can determine future economic and social out-
comes. In this work, I study second-generation immigrants in Italy up to
the age of 10. First, I analyze the evolution of the educational gap between
natives and immigrants. Then, I evaluate the importance of early language
acquisition as a prerequisite for satisfactory school performance and the ac-
quisition of further skills. Finally, I focus on the different role of native and
non-native peers’ age effects in this performance, investigating whether a
double disadvantage exists among second-generation children. [edited by Author]; L’integrazione delle seconde generazioni è fondamentale per il benessere,
la stabilità e la coesione sociale dei Paesi che ricevono flussi di immigrati.
L’infanzia è decisiva sia per la formazione dell’identità nazionale che per
un soddisfacente inserimento nel mercato del lavoro in età adulta. Mentre
la prima è importante per un’appropriata integrazione culturale, il secondo
determina i futuri risultati socio-economici. Questo lavoro studia le
seconde generazioni in Italia all’età di 10 anni. In primo luogo, si analizza
l’evoluzione del divario educativo tra nativi e immigrati. Successivamente,
si valuta l’importanza dell’acquisizione della lingua nei primi anni di
età come prerequisito per il raggiungimento di adeguati risultati scolastici e
l’acquisizione di ulteriori abilità. Infine, si studiano i peer effect causati dalle
differenze d’età, mostrando che esiste un doppio svantaggio per i bambini di
seconda generazione. [a cura dell'Autore]
2018 - 2019
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<pubDate>Fri, 29 May 2020 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2020-05-29T00:00:00Z</dc:date>
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