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<title>ELPHi, Electronic Library of Public History</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/4878</link>
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<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 15:26:29 GMT</pubDate>
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<title>ELPHi, Electronic Library of Public History</title>
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<title>Panel 1 - Ricostruire memorie e storie</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9394</link>
<description>Panel 1 - Ricostruire memorie e storie
Mantini, Silvia; Nencioni, Chiara; Cerri, Chiara; Ventura, Stefano; Leonardi, Vanessa
S. Mantini, “Panel 1 - Ricostruire memorie e storie"; “Un tentativo virtuoso di ricostruzione post genocidaria: Srebrenica city of Hope” (C. Nencioni); “Dal sisma alla ricostruzione della memoria: percorsi tra 'terre mutate' e comunità” (C. Cerri); “Il terremoto in Irpinia del 1980. Percorsi nella memoria individuale e collettiva” (S. Ventura); “Pietra su pietra, carta su carta: archivi salvati e ricostruzione della memoria della città di Avola dopo il terremoto del 1963” (V. Leonardi) in Scuotere la storia. Public History e ricostruzione. AIPH 2026 - Book of Abstracts, VIII Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana di Public History, Udine, 8-12 giugno 2026, AIPH Associazione Italiana di Public History, 2026, pp. 10-16
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<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2026-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Panel 2 - Archivi sonori: conservazione, accessibilità e valorizzazione di un patrimonio culturale fragile</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9393</link>
<description>Panel 2 - Archivi sonori: conservazione, accessibilità e valorizzazione di un patrimonio culturale fragile
Bolzon, Irene; Agosti, Angelo; Bettella, Cristiana; Casellato, Alessandro
Il panel propone una discussione attorno al tema degli archivi sonori in quanto&#13;
esempi di un patrimonio culturale immateriale tanto prezioso e diffuso quanto fragile da&#13;
conservare e complesso da restituire al pubblico secondo corrette modalità di&#13;
valorizzazione. Gli interventi esploreranno in particolar modo le sfide poste a enti e&#13;
istituzioni culturali nella gestione di una filiera che unisce la tutela degli archivi sonori&#13;
all’accessibilità e alla valorizzazione di questa specifica tipologia di fonti.&#13;
Verranno messe in evidenza le problematiche legate all’assenza di un quadro normativo&#13;
consolidato che permetta da una parte di gestire archivi che spesso, per ragioni di&#13;
salvaguardia, transitano verso il digitale ma anche dall’altra di favorire un corretto riuso&#13;
del materiale da essi raccolto nell’ambito di nuovi servizi che ne consentano l'accessibilità&#13;
o produzioni culturali destinate alla fruizione di un pubblico più ampio, come nel caso di&#13;
repository online, podcast o installazioni museali.&#13;
La presentazione di due casi studio permetterà di condividere alcune buone pratiche messe&#13;
a punto durante le diverse fasi progettuali, mettendo in luce come l’attuale carenza di linee&#13;
guida ministeriali dedicate agli archivi digitali e alle fonti sonore renda ogni singola&#13;
esperienza di tutela e valorizzazione di tali patrimoni un cantiere metodologico in continuo&#13;
aggiornamento.&#13;
In particolar modo verrà illustrato nell’ambito degli interventi l’importanza del fare rete&#13;
non solo tra enti con diversa vocazione e natura ma soprattutto tra differenti&#13;
professionalità in grado di condividere strumenti e risorse necessari al fine di garantire il&#13;
buon esito dei processi di conservazione, studio e riuso delle fonti sonore. Non va&#13;
dimenticato inoltre che gli stessi archivi sonori spesso nascono da strette reti di relazioni&#13;
territoriali, in cui confluiscono realtà sociali multiformi e originali, per lo più informali, che&#13;
hanno mosso i loro passi al di fuori delle accademie e degli istituti di ricerca più consolidati.; The panel proposes a discussion on sound archives, which represent a significant&#13;
form of intangible cultural heritage but remain fragile and challenging to preserve, share,&#13;
and valorise responsibly. The presentations will examine the challenges faced by cultural&#13;
organizations and institutions in balancing the protection of sound archives with their&#13;
accessibility and valorisation as historical sources. The contributions will also address issues arising from the absence of a consolidated regulatory framework, which would facilitate not only the management of archives—often being migrated to digital formats for preservation purposes—but also the proper reuse of the materials they contain in new services or cultural productions aimed at wider audiences, such as online databases, podcasts, or museum installations. Two case studies will be presented to showcase good practices developed throughout different stages of the project, highlighting the difficulties created by the current lack of ministerial guidelines dedicated to digital archives and sound sources. Each experience of conservation and valorisation, therefore, represents a methodological work in progress, continuously evolving. The presentations will also underline the importance of networking, not only between institutions with different missions and backgrounds, but especially among professionals with complementary skills who can share the tools and resources necessary to ensure the success of sound source preservation, study, and valorisation. Finally, it should be noted that sound archives frequently originate from close-knit local networks, bringing together a variety of original social realities—often informal—that developed outside more established academic and research institutions.
B. Bolzon, “Panel 2 - Archivi sonori: conservazione, accessibilità e valorizzazione di un patrimonio culturale fragile"; “Tracce in rete: conservare e valorizzare le fonti sonore tra musei, archivi e biblioteche” (I. Bolzon); “La Comunità nelle pratiche e nei progetti di Public History” (A. Agosti); “Rappresentare e descrivere documenti sonori negli archivi digitali: il caso Phaidra” (C. Bettella); “Rappresentare e descrivere documenti sonori negli archivi digitali: il caso Phaidra” (A. Casellato) in Scuotere la storia. Public History e ricostruzione. AIPH 2026 - Book of Abstracts, VIII Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana di Public History, Udine, 8-12 giugno 2026, AIPH Associazione Italiana di Public History, 2026, pp. 17-25
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<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Panel 3 - Alla ricerca del "passato utilizzabile": pratiche di Public History tra enti culturali e movimenti sociali</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9392</link>
<description>Panel 3 - Alla ricerca del "passato utilizzabile": pratiche di Public History tra enti culturali e movimenti sociali
Bartolini, Stefano; Paris, Chiara; Fedi, Brenda; Scotti, Mariamargherita
Alla metà degli anni Novanta Nicola Gallerano discusse l’ampio raggio di significati&#13;
che poteva racchiudersi sotto l’etichetta di “uso pubblico della storia”: dall’utilizzo sociale&#13;
che da sempre le persone e le comunità operano agli usi politici dal carattere manipolatorio.&#13;
Lontano dalle intenzioni dello storico, che invitò a non demonizzare in maniera&#13;
pregiudiziale un uso del passato che poteva essere una forma di coinvolgimento attivo&#13;
delle persone, illuminare aspetti importanti della memoria ed esprimente «potenzialità&#13;
liberatorie», da allora in Italia si è diffusa l’idea che l’uso della storia sia un qualcosa con&#13;
una intrinseca caratterizzazione negativa, da cui prendere le distanze. Ma in realtà sia in&#13;
Italia che all’estero già da tempo gli storici e le storiche, in particolare negli ambienti della&#13;
storia orale, sociale e del lavoro, avevano iniziato a interrogarsi ed a lavorare attorno&#13;
all’importanza del passato per le persone, le comunità, le organizzazioni collettive, a partire dai pionieristici History Workshop di Raphael Samuel. Lungi dal condannare l’uso del passato da parte delle persone comuni e dei movimenti a cui danno vita come un’intromissione indebita in un territorio che non gli appartiene, in quest’ottica l’utilizzo pubblico del passato plasma la memoria, interagisce con l’agency messa in campo dalle persone e dagli agenti socio-politici collettivi per migliorare le proprie condizioni e prendersi cura degli altri, costruisce un terreno di incontro e confronto tra una storiografia che non rinuncia alla sua funzione sociale e civile e quel variegato e frammentato mondo popolare che guarda alla storia in cerca di un «usable past that will help», come ha scritto lo storico americano James Robert Green. Il panel muove i suoi passi dall’esperienza dell’Istituto Ernesto De Martino nei suoi 60 anni di vita, considerata paradigmatica per il contesto italiano, per poi affrontare tre ambiti di uso pubblico del passato nel contesto italiano odierno.; In the mid-1990s, Nicola Gallerano discussed the broad range of meanings that&#13;
could be encompassed by the label "public use of history": from the social use that&#13;
individuals and communities have always made to manipulative political uses.&#13;
Far from the intentions of the historian, who urged against prejudicially demonizing a use&#13;
of the past that could be a form of active engagement, illuminate important aspects of&#13;
memory, and express "liberating potential," the idea that the use of history is intrinsically&#13;
negative, something to be distanced, has since spread in Italy. But in reality, both in Italy and abroad, historians, particularly in the fields of oral, social, and labor history, had long&#13;
begun to question and explore the importance of the past for individuals, communities,&#13;
and collective organizations, starting with Raphael Samuel's pioneering History&#13;
Workshops. Far from condemning the use of the past by ordinary people and the movements they inspire as an undue intrusion into territory that doesn't belong to them, from this perspective, the public use of the past shapes memory, interacts with the agency deployed by individuals and collective socio-political agents to improve their own conditions and care for others, and creates a platform for encounter and discussion between a historiography that does not renounce its social and civil function and that diverse and fragmented popular world that looks to history in search of a "usable past that will help," as American historian James Robert Green wrote. The panel begins with the experience of the Ernesto De Martino Institute over its 60 years of existence, considered paradigmatic for the Italian context, and then addresses three areas of public use of the past in today's Italian context.
S. Bartolini, “Panel 3 - Alla ricerca del “passato utilizzabile”: pratiche di Public History tra enti culturali e movimenti sociali"; “L’Istituto Ernesto de Martino: un caso italiano di radical public history? Una prospettiva internazionale” (C. Paris); “L’uso del passato tra pratiche di resistenza e Labour Public History” (S. Bartolini); “Fare gender public history: pratiche, fonti e partecipazione nel progetto “Paura Non Abbiamo”” (B. Fedi); “Tra passato e presente: fare archivio come pratica politica” (M. Scotti) in Scuotere la storia. Public History e ricostruzione. AIPH 2026 - Book of Abstracts, VIII Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana di Public History, Udine, 8-12 giugno 2026, AIPH Associazione Italiana di Public History, 2026, pp. 26-32
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<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Panel 4 - Dal Nuovo Liruti al Dizionario Biografico dei Friulani: l'evoluzione digitale di un patrimonio regionale</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9391</link>
<description>Panel 4 - Dal Nuovo Liruti al Dizionario Biografico dei Friulani: l'evoluzione digitale di un patrimonio regionale
Medeot, Feliciano; Scalon, Cesare; Brumat, Elisa; Menis, Ilde
Il passaggio dal formato cartaceo alla versione digitale del Nuovo Liruti. Dizionario&#13;
Biografico dei Friulani (DBF) segna la metamorfosi di un’opera nata con il proposito di&#13;
favorire la crescita di un’identità culturale friulana in uno strumento di consultazione&#13;
dinamico, aperto e in continuo aggiornamento. Il progetto originario, denominato Nuovo Liruti e pubblicato dalla casa editrice udinese Forum tra il 2006 e il 2011, si compone di tre volumi e nove tomi per un totale di oltre 7.300 pagine. Quest’opera raccoglie circa 2.700 biografie delle persone che hanno significativamente contribuito all’espressione della cultura friulana, grazie alla propria opera nei diversi campi del sapere e dell’agire umano. Il Nuovo Liruti copre un arco cronologico che va dal Medioevo all’Età contemporanea e ha rappresentato, a sua volta, la prosecuzione ideale dell’impresa settecentesca di Gian Giuseppe Liruti, autore delle Notizie delle vite ed opere scritte da’ letterati del Friuli, divise in quattro volumi pubblicati a partire dal 1760. Gli interventi dei relatori del panel proposto intendono, pertanto, ripercorrere le principali fasi di sviluppo del progetto, grazie all’importante testimonianza di uno dei curatori della versione cartacea e di quella dei responsabili redazionali della versione online. Nell’attuale fase (2023-2025), coordinata dalla Deputazione di Storia Patria per il Friuli, il portale è stato infatti riprogettato per essere un modello nell’applicazione di metodologie innovative, in linea con gli standard di importanti dizionari biografici, come la Deutsche Biographie.&#13;
In questa prospettiva, la nuova versione digitale del Dizionario Biografico dei Friulani&#13;
richiama esplicitamente i principi della public history, promuovendo una fruizione&#13;
consapevole e partecipata del patrimonio biografico regionale e stimolando il&#13;
coinvolgimento attivo e propositivo della comunità friulana. Il Dizionario Biografico dei Friulani si conferma, in tal modo, come un ecosistema vivo, capace di integrare costantemente nuove risorse, dialogando con cataloghi biografici e bibliografici nazionali e internazionali.; The transition from the printed format to the digital version of the Dizionario Biografico dei Friulani (DBF) marks the transformation of a monumental work, widely recognized as foundational to the region’s historical and cultural identity, into a dynamic, open and continuously evolving research tool. The original project, known as the Nuovo Liruti and published by the Forum publishing house based in Udine between 2006 and 2011, consists of three volumes divided into nine tomes, totaling more than 7,300 pages.&#13;
It brings together approximately 2,700 biographical entries, authored by over 280 scholars. Covering a chronological span from the Middle Ages to the contemporary period, the work represents the ideal continuation of Notizie delle vite ed opere scritte da’ letterati del Friuli by Gian Giuseppe Liruti, published in four volumes starting in 1760.&#13;
The speakers’ contribution therefore aims to retrace the main stages in the development&#13;
of this biographical project, drawing on the valuable testimony of one of the editors of&#13;
the printed edition as well as that of the editorial coordinators of the online version.&#13;
In its current development phase (2023–2025), coordinated by the Deputazione di Storia&#13;
Patria per il Friuli, the website has been redesigned to serve as a model for the&#13;
implementation of innovative methodologies, in line with the standards of major digital&#13;
biographical dictionaries such as the Deutsche Biographie. The new digital version of the Dizionario Biografico dei Friulani explicitly draws on the principles of public history, promoting informed and participatory engagement with the region’s biographical heritage and encouraging the active and constructive involvement of the Friulian community. In this way, the Dizionario Biografico dei Friulani confirms itself as a living ecosystem,&#13;
capable of continuously integrating new resources and engaging in dialogue with national&#13;
and international catalogues.
F. Medeot, “Panel 4 - Dal Nuovo Liruti al Dizionario Biografico dei Friulani: l’evoluzione digitale di un patrimonio regionale"; “Il Nuovo Liruti: una risorsa da tramandare” (C. Scalon); “Il Dizionario Biografico dei Friulani: un ecosistema vivo” (E. Brumat); “La bibliografia nel Dizionario Biografico dei Friulani”” (I. Menis) in Scuotere la storia. Public History e ricostruzione. AIPH 2026 - Book of Abstracts, VIII Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana di Public History, Udine, 8-12 giugno 2026, AIPH Associazione Italiana di Public History, 2026, pp. 34-39
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<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 00:00:00 GMT</pubDate>
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