Il corpo aumentato: le interfacce naturali come strategia semplesse di interazione uomo-macchina. Implicazioni didattiche e linee di ricerca
Abstract
The concepts of body and corporeality have been, over the past few decades, the focus of a
attention that has led them to be the place of theoretical meeting between different disciplines
and different trajectories of scientific research.
From philosophy to medicine, from neuroscience to anthropology, the disciplines that place man
as the subject of their investigation have claimed all, each by its own peculiar epistemic point of
view, the centrality of the body.
Within studies on cognition and learning, adjectives such as "situated", "embodied", "distributed",
began to accompany the concept of knowledge in the scientific literature
This new perspective no longer considers the body as a simple "worker of thought" (M. Sibilio,
2002), but acknowledges that "most of the knowledge, especially those vital, are expressed in the
very structure of the body" (Longo, 1995) , which is no longer considered as a simple mediator
between the brain and external reality, but as the "main device through which, realizing
experiences, we develop and produce learning knowledge" (Rivoltella, 2012).
The role of technology, in the broadest sense, is not alien to the processes that have led to this
reversal of perspectives.
The idea that technology is not neutral in the process of knowledge production is not new.
Several lines in this area, overlap in an almost inextricable way: the idea of the media as an
extension of men (McLuhan, 2001), the "place of innovation and extension of technologies of
power" (Chignola, 2007) identified from the concept of biopolitics as claimed by Focault, the
explicit (albeit outdated) analogy between mind and computer postulated by cognitive science,
design and development of intelligent prosthesis, the design of brain-computer interfaces. .. [edited by Author] I concetti di corpo e di corporeità sono stati oggetto, nel corso degli ultimi decenni, di una
attenzione che li ha condotti ad essere il luogo teorico di incontro (e di scontro) tra diversi saperi e
diverse traiettorie di ricerca scientifica. Dalla filosofia alla medicina, dalle neuroscienze
all'antropologia, dal diritto alla pedagogia, le discipline che pongono l'uomo come oggetto della
propria indagine hanno rivendicato tutte, ognuna da un proprio peculiare punto di vista epistemico,
la centralità del corpo.
Nell'ambito degli studi sulla cognizione e sull'apprendimento, spinte provenienti da direzioni e
tradizioni diverse hanno messo in crisi una visione che postulava una idea di conoscenza astratta,
basata su regole formali, indipendente sia dagli aspetti biologici che dal contesto socioculturale;
conseguentemente, aggettivi quali “situato”, “embodied”, “sociale”, “distribuito”, hanno cominciato
ad accompagnare il concetto di cognizione nella letteratura scientifica
Questa nuova prospettiva non considera più il corpo come semplice “operaio del pensiero” (M.
Sibilio, 2002), ma riconosce che “la maggior parte delle conoscenze, specie quelle vitali, sono
espresse nella struttura stessa del corpo”(Longo, 1995), il quale non è più considerato come un
semplice mediatore tra il nostro cervello e la realtà esterna, ma come il "dispositivo principale
attraverso il quale, realizzando esperienze, sviluppiamo apprendimento e produciamo conoscenza"
(Rivoltella, 2012). In tale ottica "l'astrazione e le generalizzazioni possono produrre utilmente
apprendimento solo se sono state costruite a partire dall'esperienza corporea del mondo"(Rivoltella,
2012) ed il corpo diviene cosi “macchina della conoscenza”(F. Varela, 1990).
Il ruolo della tecnologia, nell'accezione più ampia, non è alieno ai processi che hanno determinato
questo rovesciamento di prospettive. L'idea della non neutralità delle tecnologie rispetto alle forme
di produzione della conoscenza non è certo una novità. Pure, va segnalata un'accelerazione, un
aumento vertiginoso del dato quantitativo: le sollecitazioni tecnologiche all'idea di corpo e all'idea
di conoscenza sono numerose ed incessanti, e oggetto di riflessione da più parti.
Diverse linee, in quest'ambito, si sovrappongono in modo quasi inestricabile: l'idea dei media come
estensione delle facoltà umane (McLuhan, 2001), il “luogo di innovazione e di estensione delle
tecnologie del potere” (Chignola, 2007)individuato dal concetto di biopolitica nell'accezione
focaultiana, l'esplicita (pur se obsoleta) analogia tra mente e calcolatore postulata dal cognitivismo,
la progettazione e l'evoluzione di protesi intelligenti, il design di brain-computer interfaces. .. [a cura dell'Autore]