L’educazione spirituale
Abstract
Nel mio lavoro di ricerca intendo indagare i sentimenti spirituali e religiosi delle “nuove
generazioni”, cercando di presentare dei giovani che parlino in prima persona, facendo ricorso a
metodi di tipo qualitativo, quali il questionario. Nel corso di questo mio ultimo anno di dottorato mi
sono focalizzata principalmente sulla creazione e somministrazione del questionario che sarà il
perno del mio lavoro di tesi. Gli aspetti che più mi interessa sottolineare sono la mancanza di una
ricerca spirituale che a partire dalla pre-adolescenza arriva alla giovinezza età per eccellenza
caratterizzata dai più bassi livelli di partecipazione in questo ambito. Il mio scopo non è quello di
tracciare dei profili di spiritualità, ma di accendere una luce, se pur fioca, sui nuovi processi di
costruzione dell’identità che coinvolgono questi aspetti della personalità. Il questionario messo a
punto da me e dalla Prof.ssa E. Mannese è del tutto originale e nasce dall’esigenza di valutare il
modo in cui i giovani d’oggi percepiscano la spiritualità, intesa in senso religioso e non, e il loro
rapporto con i social network. E’ composto da quaranta domande, di cui ventuno a risposta multipla
e diciannove a risposta aperta, ed è stato da me somministrato ad un campione di sessanta ragazzi,
tutti diciottenni, frequentanti l’ultimo anno di Liceo Scientifico e Linguistico. La prima parte del
questionario è rivolta ad indagare il tipo di scelte messe in atto in ambito religioso dai ragazzi,
mentre la seconda parte indaga il loro modo di approcciarsi con i social network. Tentare di
ricostruire in modo non banale il pensiero e i sentimenti dei giovani nello spazio del religioso è un
compito che un lavoro di ricerca non può affrontare senza mettere in conto una certa dose di
incertezza. Incertezza dettata sia dall’approccio di tipo qualitativo e quindi soggetto a numerose
interpretazioni, sia dall’argomento in sé, dalla sua dimensione di intimità e di riserbo. Lo strumento
del questionario consente di raccogliere comunque delle risposte ai quesiti posti e di elaborarne i
risultati, è una strategia di ricerca che va seguita se si vogliono descrivere tendenze evolutive,
confrontare gruppi sociali diversi, dare una idea della diffusione di certe credenze e atteggiamenti.
Bisogna considerare che non tutti si sentono a proprio agio nell’affrontare determinate tematiche e
quindi il grado di coinvolgimento può risultare per lo più di tipo superficiale. Ho scelto questa
tematica e questo tipo di approccio in quanto affascinata dall’argomento, dalla sua inafferrabilità e
dalla sua rilevanza. Viviamo in un epoca nel pieno del suo cambiamento. I giovani non seguono più
le regole tramandate e, o, imposte dalla famiglia o dalla società. Il gruppo dei pari che un tempo aveva preso il posto di queste agenzie formative, cambia il suo modo di essere per lasciare spazio a
un mondo virtuale abitato da entità di ogni tipo. Lì dove tutto è possibile, perfino scegliere di essere
una persona totalmente diversa dalla realtà si gettano le basi dei nuovi processi di socializzazione e
di “educazione”. [a cura dell'Autore] In my research I intend to explore the spiritual and religious feelings of the "new generation"
of young people trying to present that speak in the first person, through the use of qualitative
methods, such as questionnaire. During this last year of my PhD I focused mainly on the
creation and administration of the questionnaire that will be the linchpin of my thesis work.
The aspects that I wish to emphasize is the lack of a spiritual quest that comes from preadolescence
to youth age par excellence characterized by lower levels of participation in this
area. My purpose is not to draw the profiles of spirituality, but to turn on a light, albeit dim,
new processes of identity construction involving these aspects of personality. The
questionnaire developed by me and Prof. E. Manx is completely original and was born from
the need to assess the way in which young people today perceive spirituality, understanding,
and not in the religious sense, and their relationship with social networks. E 'consists of forty
questions, of which twenty-one multiple choice and open-response nineteen, and it was by me
administered to a sample of sixty boys, all teens, students in their last year of High School and
Language. The first part of the questionnaire aimed to investigate the nature of the choices put
in place in the religious sphere from the boys, while the second part investigates the way of
approaching them with social networks. Groped in a non-trivial to reconstruct the thoughts and
feelings of young people in the space of religion is a task that a job search can not cope
without taking into account a certain amount of uncertainty. Uncertainty dictated the approach
is qualitative and therefore subject to numerous interpretations, both by the argument itself, its
size of intimacy and privacy. The instrument of the questionnaire used to collect, however, the
responses to the questions asked and to process the results, it is a research strategy that should
be followed if you want to describe trends, comparing different social groups, give an idea of
the spread of certain beliefs and attitudes. We must consider that not everyone feels at ease in
dealing with certain issues and thus the degree of involvement may be mostly superficial type.
I chose this topic and this type of approach as fascinated by the argument, its elusiveness and
its relevance. We live in an era in its full change. Young people no longer follow the rules and
passed, or imposed by family or society. The peer group that had once taken the place of these
training agencies, changes its way of life to make room for a virtual world inhabited by entities
of all types. There, where everything is possible, even choose to be a totally different person
from actually laying the foundations of the new processes of socialization and "education". [edited by Author]