IKeWYSe - I Know What You See
Abstract
Il progetto presenta una ricerca sul perspective taking, volta ad indagare due temi specifici: l’età in
cui il bambino abbandona, di norma, l’egocentrismo percettivo, e le differenze di genere nella
gestione dei sistemi di riferimento spaziale. Il contributo innovativo di questo lavoro è quello di
aver affrontato il tema con uno strumento non abusato per questo campo: il videogame. Il primo
prodotto del progetto è stato, pertanto, un prototipo di videogame, battezzato IKeWYSE, che ha
costituito lo strumento di raccolta dei dati per il progetto di ricerca sperimentale.
Il lavoro presenta un rapido excursus storico sui concetti di Spazio, percezione, azione,
introducendo il concetto di Umwelt, quindi affronta il tema della rappresentazione dello spazio nel
bambino, da Piaget alle neuroscienze, descrivendo i sistemi di riferimento concorrenti nella
rappresentazione dello spazio, l’impianto concettuale piagetiano, riportando il dibattito scientifico
sulle “tre montagne” e sulla teoria spaziale dell’empatia. Descritto il framework concettuale, il
testo illustra il disegno di ricerca, il percorso di design e sviluppo del videogame, la modalità di
raccolta dei dati e discute i risultati ottenuti. Infine, poiché il percorso sperimentale ha portato a
constatare come i processi cognitivi coinvolti nelle attività peculiari degli sport di orientamento
(lettura di mappe, individuazione di percorsi, spatial thinking) siano processi coinvolti nella
gestione delle modalità di relazione intersoggettiva, e rendano l’orienteering una pratica sportiva
con notevoli potenzialità sul piano didattico, la parte finale del testo si sviluppa introducendo il
concetto di vicarianza, descrivendo rapidamente l’orienteering come attività sportiva,
sottolineandone gli addentellati con le attuali indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione, e, alla luce della revisione della letteratura scientifica sui processi cognitivi coinvolti nella navigazione
spaziale e nella gestione dei sistemi di riferimento spaziali, si conclude con una proposta per la
diffusione dell’orienteering come pratica didattica efficace in un contesto formativo orientato
all’inclusione degli alunni che presentino Bisogni Educativi Speciali. [a cura dell'Autore] The project presents a research on perspective taking, aimed to investigate two specific themes: the
age when the child leaves perceptive egocentrism, and gender differences in the management of
spatial reference systems. The innovative contribution of this work is that it has addressed the issue
with a not abused tool for this field: the videogame. The first product of the project was, therefore, a
video game prototype, named IKeWYSE, which has been the data collecting instrument for the
experimental research project.
The paper presents a quick historical overview on the concepts of space, perception and action,
introducing the concept of Umwelt, then addresses the issue of the representation of space in the
child, from Piaget to neurosciences, describing the reference systems competing in the
representation of space and the Piagetian conceptual framework, and reporting the scientific debate
on the "three mountains task" and the spatial theory of empathy.
Once described the conceptual framework, the text presents the research design, the path for design
and development of the videogame, the methods for data collection and discusses the results
obtained. Finally, the experimental process has led to observe how the cognitive processes involved
in peculiar orienteering activities (map reading, route selection, spatial thinking) are processes also
involved in the management of inter-subjective relationship modes, and make the orienteering a
sport with great potential in terms of teaching. The final part of the text develops describing
orienteering as a sport, stressing the connections with current national guidelines for the first cycle
of education, and, in the light of the review of the scientific literature on cognitive processes
involved in spatial navigation and management of spatial reference systems, it concludes with a
proposal for the spread of orienteering as effective teaching practice in an educational context
oriented to inclusion of pupils presenting Special Educational Needs. [edited by Author]