La sezione aurea del poema cavalleresco in Italia. Come un’ideologia di potere diventa romanzo popolare: alcune caute ipotesi
Abstract
Un buon titolo dovrebbe parlare da solo. E un sottotitolo, ancor meglio, centrare l’argomento che
s’intende trattare, soprattutto in un lavoro come una tesi di dottorato. Perché, appunto, questo non è
un testo che si prefigge uno scopo commerciale, bensì lo sviluppo sistematico di una ricerca,
riguardante un ambito di studio che si è provato ad analizzare nel corso di almeno un triennio.
La tentazione, però, di far “mio” lo splendido costrutto che suggella la più affascinante tra le
verità geometriche e di applicarlo ad un’idea, certo non nuova, ma che mi ha accompagnato
costantemente nel corso di questi anni, è stata troppo forte.
Con la precisa volontà di non tediare con spiegazioni inutilmente sofisticate, e senza
sopravvalutare troppo questa “idea”, posso brevemente dire che, immaginando l’intera storia
letteraria italiana, sin dai suoi primi passi altomedievali, come una linea retta, e l’avvento della
stampa come il punto che la divide in due segmenti di diversa lunghezza temporale, mi è sembrato
di ritrovare nella materia “d’arme e d’amore”, che ha accompagnato da vicino, più di ogni altra
forma letteraria, gli sviluppi sociali della nostra letteratura, contribuendo in modo decisivo a
diffonderla in tutti gli strati della popolazione, senza differenze di “casta”, la costante che ha
permesso la proporzione «divina» tra il passato, popolare e aristocratico insieme, che rischiava di
essere dimenticato e riposto tra le anticaglie già alla fine del Cinquecento, e la modernità, che
attraverso le insistenti richieste di quello che ormai era diventato il “pubblico” dei lettori, non poté e
non volle fare a meno dei poemi cavallereschi ancora per molto tempo. .. [a cura dell'Autore] A good title should speak for itself. And a subtitle, even better, center the subject is meant to treat, especially in a work as a doctoral thesis. Why, in fact, this is not a text that seeks a commercial purpose, but the systematic development of a research, covering an area of study that has tried to analyze the course of at least three years.
The temptation, however, to "mine" the beautiful construct that seals the most fascinating among the truths of geometry and apply it to an idea, certainly not new, but it has stayed with me constantly during those years, was too strong .
With the clear desire not to bore with explanations unnecessarily sophisticated, and without too overestimate this "idea", I can briefly say that, imagining the whole history of Italian literature, from its very first steps early Middle Ages, as a straight line, and the advent the press as the point which divides it into two segments of different lengths of time, it seemed to find in matter "of arms and of love", which accompanied closely, more than any other literary form, the development of social our literature, contributing decisively to spread in all strata of the population, with no difference of "caste", the constant that has allowed the proportion "divine" in the past, popular and aristocratic set, which was in danger of being forgotten and placed between the antiquities at the end of the sixteenth century, and the modern, through the insistent requests of what by now had become the "public" of the readers, could not and would not do without the poems of chivalry for a long time. .. [edited by Author]