Il cinema arma di propaganda nel primo franchismo (1936-1945). Un confronto con il "modello" italiano
Abstract
Collocato nell’ambito degli studi sul rapporto tra il Cinema e la Storia il lavoro di ricerca è incentrato
sull’evoluzione della cinematografia spagnola nella prima stagione del franchismo, abbracciando un
arco cronologico compreso tra lo scoppio della Guerra Civile e la fine della secondo conflitto
mondiale. Obiettivo principale della dissertazione è, infatti, valutare se, al pari degli altri Stati
autoritari dell’epoca, il regime istauratosi in Spagna in seguito al golpe militare del 1936 abbia
utilizzato il cinema come strumento di propaganda per orientare l’opinione pubblica, legittimare il
proprio potere, rielaborare l’identità nazionale e rivendicare l’importanza del ruolo che aspirava ad
interpretare sulla scena internazionale.
Prendendo le mosse dalla costruzione dell’apparato burocratico, operata dal nuovo governo
innanzitutto attraverso l’articolazione di un sistema legislativo basato sull’integrazione tra
meccanismi di promozione e norme protezionistiche da un lato e misure di coercizione dall’altro,
sono state indagate le diverse manifestazioni dell’intervento statale nel settore, mettendone in
relazione forme ed effetti con gli orientamenti ideologici e con gli assetti interni ed internazionali.
Più nel dettaglio, l’accelerazione impressa alla politica cinematografica è sintetizzabile in quattro
pratiche fondamentali: la creazione di una struttura economica autarchica; l’articolazione di un
capillare apparato censorio; la persecuzione violenta dei dissidenti con epurazioni e condanne a
morte; la diffusione attraverso le pellicole dell’immagine idealizzata delle origini e dei fondamenti
del franchismo.
La disamina dei diciotto numeri del Noticiario español, cinegiornale realizzato tra il 1938 e il 1941
grazie ad appoggi stranieri, ha messo in luce un primo timido tentativo di uso delle immagini in
movimento per giustificare l’Alzamiento e promuovere anche all’estero i capisaldi della concezione
nazionalista del nuovo Stato. Spostando l’attenzione sull’industria cinematografica del periodo e
soffermandosi in particolare sulla produzione di lungometraggi a soggetto e sui generi di maggior
successo, è possibile riscontrare altresì anche in questo campo un interventismo fortemente
condizionante. Sebbene la produzione degli anni successivi alla fine della Guerra Civile appaia
piuttosto eterogenea e talora apparentemente svincolata dai dettami della retorica ufficiale, dominata
com’era dalla tendenza all’evasione e al puro intrattenimento, nelle pellicole di ambientazione storica
e del cinema cosiddetto de cruzada (o di ispirazione patriottica) compaiono tutti i principali topoi
della propaganda nazionalista, in una prima fase a trazione prevalentemente falangista. Il culmine di questo tentativo di uso politico del cinema è senza dubbio Raza, film realizzato con un
importante sforzo produttivo statale nel 1941 e ispirato all’omonima opera letteraria scritta dallo
stesso Francisco Franco. La stretta dipendenza tra i due testi, emersa dalla lettura parallela effettuata,
dimostra quanto forte sia stato l’imprinting conferito dallo stesso Caudillo a una pellicola investita
dell’ambizioso compito di rappresentare sugli schermi dei Paesi dell’Asse e dell’America Latina le
aspirazioni imperialistiche della nuova Spagna. La sua presentazione alla Mostra del Cinema di
Venezia e l’esistenza stessa di una seconda versione rimaneggiata nel 1950, intitolata Espíritu de una
raza, l’unica conosciuta fino alla caduta del muro di Berlino quando fu ritrovata la pellicola originaria,
provano l’estrema attenzione con cui il franchismo curò l’immagine che di se stesso ne emergeva,
adattandola al mutato contesto internazionale.
Il monopolio nell’informazione cinegiornalistica sancito con la creazione del NO-DO, notiziario
ufficiale ed esclusivo proiettato obbligatoriamente nelle sale spagnole dal gennaio 1943 fino al 1975,
e, poi, volontariamente fino al 1981, completa un quadro d’insieme piuttosto complesso e articolato
che consente di inserire il regime spagnolo nel novero dei soggetti politici che nel Novecento si sono
serviti del cinema come un’arma di propaganda, sia pure con tutti i limiti, le mancanze e i ritardi
evidenziati nel corso dell’indagine.
Proprio in questa prospettiva transnazionale, l’ultima parte del lavoro è stata dedicata a un confronto
preliminare tra il sistema cinematografico franchista e l’omologo italiano: pur in contesti e con
risultati differenti, le similitudini riscontrate nelle strategie e negli strumenti adoperati da entrambi i
regimi inducono a ritenere che la politica applicata dal fascismo abbia rappresentato un “modello” di
riferimento per il suo equivalente spagnolo. [a cura dell'Autore] With reference to the studies concerning the relationship between Cinema and History, the research focuses on the development of Spanish Cinematography during the first Francoism, in the period from the beginning of the Civil War to the end of the Second World War. The main purpose is to evaluate if the regime generated by the military coup of 1936 exploited the cinema as a propagandistic instrument to influence public opinion, legitimate its authority, re-define national identity and reclaim an important international rule, as the other authoritarian states of the time.
The different forms of the State intervention are analyzed moving from bureaucracy built by the new government through a legal system based on protectionist rules, financial incentives and repressive procedures. Their characteristics and implications are related to the ideology and national/international political context. More specifically, film policy was articulated in an autarchic economic structure, a widespread censure, the violent persecution of dissidents and the diffusion of an idealized representation of Francoism and its origin.
The eighteen numbers of the Noticiario español, a newsreel produced between the 1938 and 1941 with foreign support, is the first attempt to justify the Alzamiento and promote nationalist ideas through the cinema abroad. We can see the State intervention also in the cinematographic industry, in the narrative films and in the most popular genres. After the end of Civil War the production is generally heterogeneous, distant from the official rhetoric and realized to entertain, but in the historical films and in the “cine de cruzada” there are all main topoi of nationalist propaganda, at the first influenced above all by Falange Española.
The most significant movie of this kind of cinema is Raza, made with an important economic state effort in the 1941 and based on the homonymous literary text written by Francisco Franco. The comparison between the two works shows how they are similar and how strong the mark of the dictator is. Its distribution in the countries of Rome-Berlin Axis and in Latin America, the presentation to Venice Film Festival and the existence of a second version prove the connection between Cinema and diplomatic relationships. Indeed in 1950 the film was modified, the title was changed in Espíritu de una raza, the copies of first movie were destroyed: only after the fall of the Berlin Wall it has been possible to understand the differences between the two works thanks to the discovery of the previous film strip. It is evident that Francoist regime gave a special attention to its international image. The foundation of NO-DO, an official and exclusive newsreel necessarily shown on the Spanish screens from January 1943 to 1975, and voluntarily till 1981, completes a complex and articulated framework. So the Spanish regime can be considered one of the political subject that used cinema as a propagandistic weapon in the twentieth century, in spite of difficulties, delay and failings.
In this transnational perspective, the last chapter of this thesis compare the Francoist cinematographic system to the Italian organization. Even if there were different contexts and results, the similar strategies and tools pointed out confirm that the fascist film policy represented a “model” that inspired Spanish government. [edited by Author]