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dc.date.accessioned2024-06-05T11:28:19Z
dc.date.available2024-06-05T11:28:19Z
dc.description2020 - 2021it_IT
dc.description.abstractThe protection of the financial interests of the European Union is a primary objective of the European political, legal and economic program. The profound idea that inspires and connotes the community initiatives on the subject, in fact, starts from the assumption that the European budget, as a truly shared good, must be protected with a common strategy that shows community bodies and member countries as protagonists together. The coordination between national and community authorities, both for the prevention and fight against crime, and for the conduct of lnvestigations, started with the Tampere European Council in 1999 and developed - over the past twenty years - in several directions, aimed at affirming the need of a common action. The latest landing on this direction shows, not surprisingly, the establishment of the European public Prosecutor's Office which is assigned the specific function of prosecuting crimes that harm (beyond a certain threshold) the financial interests of the Union. The aim pursued is to preserve common resources from systematic and structured fraud, which not only seriously harm public resources, bui also jeopardize democracy, fundamental rights and the Rule of law. The achievement of this objective, however, cannot be separated from the consolidation of protection techniques that draw on criminal law, thus imposing the overcoming of the traditional approach according to which taxation and grimes are traditional prerogatives of national sovereignty, which prevent the intervention of the union. In this sense, Directive l37Il20l7lEU, in redesigning the criminal protection of the financial interests of the EU, marks a significant evolution. The present work therefore intends to dwell on this provision, starting first from a historical-evolutionary reconstruction of the discipline relating to the fight against fraud affecting the financial interests of the European Union, to then propose an in-depth analysis of the same and a careful investigation aimed at assessing the adequacy of the solutions identified and the most critical aspects that, since its adoption, are emerging for the protection of the heritage and community policies. .. [edited by Author]
dc.description.abstractLa tutela degli interessi finanziari dell'unione europea rappresenta un obiettivo primario del programma politico, giuridico ed economico europeo. L'idea profonda che ispira e connota le iniziative comunitarie sul tema, infatti, muove dal presupposto che il bilancio europeo, in quanto bene davvero condiviso, debba essere protetto con una strategia comune che veda protagonisti insieme organi comunitari e Paesi membri. Il coordinamento tra autorità nazionali e comunitarie, sia per la prevenzione e Ia lotta alla criminalità, sia per lo svolgimento delle indagini e l'esercizio dell'azione penale avviato con il consiglio europeo di Tampere nel 1999 e sviluppatosi - in questi vent'anni - in più direzioni, si dimostra la scelta più idonea verso l'affermazione di adeguate risposte di repressione contro i crimini transnazionali che potrebbero non essere efficacemente contrastati in assenza di un'azione congiunta. L'ultimo approdo di questo cammino vede, non a caso, l'istituzione della Procura europea cui è attribuita la specifica funzione di perseguire i reati che ledono (oltre una certa soglia) gli interessi finanziari dell'Unione. L'intento perseguito è quello di preservare le risorse comuni da frodi sistematiche e strutturate, che non solo ledono gravemente le risorse pubbliche, ma altresì mettono a repentaglio la democrazia, i diritti fondamentali e la Rule of law. Il conseguimento di tale obiettivo, tuttavia, non può prescindere dal consolidamento di tecniche di tutela che attingono al diritto penale, imponendo, dunque, il superamento della tramandata impostazione secondo cui fisco e reati costituiscono tradizionali prerogative della sovranità nazionale, che impediscono I'intervento dell'Unione. In tal senso la direttiva 137l/2017N8, nel ridisegnare la tutela penale degli interessi finanziari dell'UE, segna una significativa evoluzione. Il presente lavoro intende, pertanto, soffermarsi su tale provvedimento, muovendo dapprima da una ricostruzione storico-evolutiva della disciplina relativa alla lotta contro le frodi che ledono gli interessi finanziari dell'unione europea, per poi propone un'approfondita analisi della stessa e un'accurata indagine orientata a valutare l'adeguatezza delle soluzioni individuate e gli aspetti maggiormente critici che dalla sua adozione si profilano in futuro per la salvaguardia del patrimonio e delle politiche comunitarie. .. [a cura dell'Autore]it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.subject.miurIUS/13 DIRITTO INTERNAZIONALEit_IT
dc.contributor.coordinatorePreterossi, Geminelloit_IT
dc.description.cicloXXXIII cicloit_IT
dc.contributor.tutorDi Stasi, Angelait_IT
dc.identifier.DipartimentoScienze Giuridicheit_IT
dc.titleLa tutela penale degli interessi finanziari dell'Unione europea nel sistema "multilivello" delle garanzie fondamentaliit_IT
dc.contributor.authorPacia, Fabiola
dc.date.issued2022-02-01
dc.identifier.urihttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6979
dc.typeDoctoral Thesisit_IT
dc.subjectInteressi finanziariit_IT
dc.subjectUnione Europeait_IT
dc.subjectDiritti fondamentaliit_IT
dc.publisher.alternativeUniversita degli studi di Salernoit_IT
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