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dc.date.accessioned2026-03-30T11:41:33Z
dc.date.available2026-03-30T11:41:33Z
dc.description.abstractIl contributo indaga la metafisica e l’iconografia dei luoghi nella poesia di Guido Gozzano, assumendo lo spazio non come semplice scenario descrittivo, ma come dispositivo fenomenologico e ontologico. I luoghi gozzaniani si configurano come spazi attraversati da tensioni dialettiche che disarticolano il continuum temporale e rivelano, nel qui e ora poetico, l’instabilità della materia e dell’identità. Case, corpi e ambienti non fondano l’abitare, ma lo negano, manifestandosi come luoghi disabitati o abitabili solo nella forma della distanza e dell’esilio. In questa prospettiva, il luogo non costruisce l’identità del soggetto, bensì ne espone la frattura, rendendo visibile una metafisica del limite in cui presenza e assenza coincidono. Il soggetto poetico, a sua volta, appare disabitato, inscritto in un ordine superiore governato da Spazio e Tempo, unici principi attivi della realtà naturale. L’analisi mostra come tali istanze ontologiche non si esprimano in forma concettuale astratta, ma trovino nella dimensione iconografica la loro necessaria modalità di manifestazione, facendo dei luoghi il teatro simbolico della fine, intesa non come termine cronologico, ma come confine instabile tra essere, tempo e dissoluzione dell’io.it_IT
dc.description.abstractThis study investigates the metaphysical and iconographic dimensions of place in the poetry of Guido Gozzano, approaching space not as a mere descriptive background but as a phenomenological and ontological device. Gozzano’s places emerge as spaces traversed by dialectical tensions that disrupt temporal continuity and reveal, within the poetic here and now, the instability of matter and identity. Houses, bodies, and environments do not ground dwelling but negate it, appearing as places that are uninhabited or inhabitable only through distance and exile. From this perspective, place does not construct the subject’s identity but rather exposes its fracture, making visible a metaphysics of the limit in which presence and absence coincide. The poetic subject, in turn, appears dis-inhabited, inscribed within a higher order governed by Space and Time, the only active principles of natural reality. The analysis shows that these ontological concerns are not articulated through abstract conceptual systems but find their necessary mode of manifestation in iconography, turning places into the symbolic stage of the end, understood not as a chronological termination but as an unstable boundary between being, time, and the dissolution of the self.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.rightsCC BY 4.0it_IT
dc.relation.ispartofjournalSinestesieonline. Periodico quadrimestrale di letteratura e arti della modernitàit_IT
dc.identifier.citationGreco, Dario. "Abitare la fine: metafisica e iconografia dei luoghi nella poesia di Guido Gozzano", Sinestesieonline, A. 15, no. 50 (gennaio 2026): 1-25it_IT
dc.titleAbitare la fine: metafisica e iconografia dei luoghi nella poesia di Guido Gozzanoit_IT
dc.sourceUniSa. Sistema Bibliotecario di Ateneoit_IT
dc.contributor.authorGreco, Dario
dc.date.issued2026
dc.identifier.urihttps://sinestesieonline.it/wp-content/uploads/2026/03/greco_gennaio2026.pdfit_IT
dc.identifier.urihttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9290
dc.publisherAvellino : Associazione Culturale Internazionale Sinestesieit_IT
dc.typeJournal Articleit_IT
dc.format.extentP. 1-25it_IT
dc.identifier.issn2280-6849it_IT
dc.subjectGuido Gozzanoit_IT
dc.subjectMetafisicait_IT
dc.subjectIconografiait_IT
dc.subjectSpazio-tempoit_IT
dc.subjectMetaphysicsit_IT
dc.subjectIconographyit_IT
dc.subjectSpace-timeit_IT
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