Il dibattito critico sulla scultura contemporanea in Italia (1960 – 2010)
Abstract
Around 1960 in Italy the research concerning sculpture innovates, experimenting new
and unexpected relations with the surrounding space with the intention of establishing a
closer and intimate dialogue with the public. Far from being put on a pedestal, sculpture
looks for a tightened and conspiratorial relation with the environment, shuttering down
the separation between the dignified field of art and the common space of everyday life.
From this new perspective, sculpture rejects what is "figurative" and denies the
"uprightness" that have always characterized it, changeling techniques and traditional
materials. The notch and the modeling fade away while the experimentation of new
constructive processes such as the stockpile and the assembly, which do not require
specific manual skills, develops; traditional materials are put aside or, in some cases,
they are supported by materials that come from the industry or, directly, from nature.
Sculpture starts a radical process of aesthetic renovation that led it through linguistic
territories whose borders were no longer clear and definite: their decryption is no longer
a matter of fact that, according to Meneguzzo, sculpture became "the hardest discipline
to define". .. [edited by Author] Intorno agli anni Sessanta in Italia la ricerca sulla scultura si rinnova, sperimentando nuove e inaspettate relazione con lo spazio circostante con l’intenzione di stabilire col pubblico un diretto e più intimo dialogo. Lontana ormai dalla distinzione del piedistallo, la scultura cerca un rapporto più serrato e complice con l’ambiente, abbattendo ogni separazione tra luogo aulico dell’arte e spazio comune della vita. In questa nuova prospettiva, la scultura rifiuta la “figuratività” e la “verticalità”, che da sempre la connotano e mette in discussione le tecniche e i materiali tradizionali. Si assiste così al tramonto dell’intaglio e della modellatura a favore della sperimentazione di nuovi processi costruttivi, di procedimenti, come l’accumulo o l’assemblaggio, che non richiedono una particolare manualità; contestualmente, si assiste al rifiuto delle materie tradizionali della scultura sostituite, o, talvolta, affiancate, da materiali di origine industriale o da elementi prelevati dalla natura. La scultura intraprende dunque un radicale processo di rinnovamento estetico la conduce verso territori linguistici i cui confini appaiono sfumati, tanto poco decodificabili che la scultura è, a detta di Meneguzzo, “oggi la disciplina più difficile da definire”. .. [a cura dell'Autore]