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dc.contributor.authorPisillo Mazzeschi, Riccardo
dc.date.accessioned2022-08-04T13:13:25Z
dc.date.available2022-08-04T13:13:25Z
dc.date.issued2022
dc.identifier.citationPisillo Mazzeschi R. "Il contenzioso tra Ucraina e Federazione russa davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo". Freedom, Security & Justice: European Legal Studies 2 (2022): 88-100it_IT
dc.identifier.issn2532-2079it_IT
dc.identifier.urihttp://www.fsjeurostudies.eu/files/FSJ.2.2022.4.PISILLO-MAZZESCHI.pdfit_IT
dc.identifier.urihttp://elea.unisa.it:8080/xmlui/handle/10556/6196
dc.identifier.urihttp://dx.doi.org/10.14273/unisa-4285
dc.description.abstractNumerous interstate appeals are currently pending before the European Court of Human Rights between Ukraine and Russia. In this article, I will deal with the three most interesting cases. The first case concerns the events surrounding Russia's seizure of control over Crimea. The European Court issued an admissibility decision in 2021. The most significant aspect concerns the question of the nature (territorial or extraterritorial) of Russia's jurisdiction over Crimea under Article 1 of the ECHR. The Court, in essence, held that Russia had jurisdiction on the basis of the criterion of "effective control" of the territory. However, some passages of the decision are somewhat ambiguous, because although the Court stated that it would not rule on the legality of Russia's annexation of Crimea, it also seems to rule out the legality of that annexation. The part of the Court’s decision devoted to the prima facie finding of unlawful administrative practices conducted by Russia is also interesting. The second case concerns alleged systematic human rights violations committed by Russia in the occupied regions of Donetsk and Luhansk prior to the 2022 invasion. Also in this case, which has not yet been decided, the problem of the relationship between territorial and extraterritorial jurisdiction under Article 1 of the ECHR comes to light. The third case concerns a claim by Ukraine against Russia for events after the February 2022 invasion. The Court has issued some provisional measures for now. Finally, the article concludes with some observations on the phenomenon of the growth of interstate human rights appeals. My thesis is that this phenomenon should be positively assessed; and that in many cases the state actor legitimately pursues both the protection of its own interests and the protection of collective interests embodied in human rights treaties.it_IT
dc.description.abstractAttualmente dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo sono pendenti molti ricorsi interstatali fra Ucraina e Russia. In questo articolo mi occupo solo dei tre casi più interessanti. Il primo caso riguarda gli eventi relativi all’assunzione di controllo della Crimea da parte della Russia. La Corte europea ha emesso una decisione di ammissibilità nel 2021. L’aspetto più significativo riguarda la questione della natura (territoriale o extraterritoriale) della giurisdizione della Russia sulla Crimea ai sensi dell’art. 1 della CEDU. La Corte ha, in sostanza, affermato che la Russia aveva giurisdizione sulla base del criterio del “controllo effettivo” del territorio. Tuttavia, alcuni passaggi della decisione sono un po’ ambigui, perché la Corte, pur avendo dichiarato che non intendeva pronunciarsi sulla legalità dell’annessione della Crimea da parte della Russia, sembra anche escludere la legalità di tale annessione. È interessante anche la parte della decisione della Corte dedicata all’accertamento, prima facie, delle prassi amministrative illecite condotte dalla Russia. Il secondo caso riguarda pretese violazioni sistematiche dei diritti umani commesse dalla Russia nelle regioni occupate di Donetsk e Luhansk prima dell’invasione del 2022. Anche in questo caso, non ancora deciso, viene in luce il problema del rapporto fra giurisdizione territoriale ed extraterritoriale ex art.1 della CEDU. Il terzo caso riguarda un ricorso dell’Ucraina contro la Russia per eventi successivi all’invasione del febbraio 2022. La Corte ha per ora emesso alcune misure provvisorie. Infine, l’articolo si conclude con alcune osservazioni sul fenomeno della crescita dei ricorsi interstatali in materia di diritti umani. La mia tesi è che tale fenomeno debba essere valutato positivamente; e che in molti casi lo Stato attore persegua, legittimamente, sia la tutela di interessi propri che quella di interessi collettivi incorporati nei trattati sui diritti umani.it_IT
dc.format.extentP. 88-100it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.rightsCC BY SAit_IT
dc.sourceUniSa. Sistema Bibliotecario di Ateneoit_IT
dc.subjectEuropean Convention on human rightsit_IT
dc.subjectTerritorial and extraterritorial jurisdictionit_IT
dc.subjectEffective control of the territoryit_IT
dc.subjectUnlawful administrative practicesit_IT
dc.subjectInterstate human rights appealsit_IT
dc.titleIl contenzioso tra Ucraina e Federazione russa davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomoit_IT
dc.typeArticleit_IT
dc.relation.ispartofjournalFreedom, Security & Justice: European Legal Studiesit_IT
dc.identifier.doi10.26321/R.PISILLO.MAZZESCHI.02.2022.04it_IT
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