<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
<title>Sociologia, analisi sociale e politiche pubbliche</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/73" rel="alternate"/>
<subtitle/>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/73</id>
<updated>2026-04-20T09:40:26Z</updated>
<dc:date>2026-04-20T09:40:26Z</dc:date>
<entry>
<title>La Germania necessaria. L'emergere di una nuova leading power, tra potenza economica e modello culturale</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/2366" rel="alternate"/>
<author>
<name>Benocci, Beatrice</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/2366</id>
<updated>2025-04-30T14:49:17Z</updated>
<published>2016-06-28T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La Germania necessaria. L'emergere di una nuova leading power, tra potenza economica e modello culturale
Benocci, Beatrice
Il lavoro vuole essere un contributo alla comprensione di uno dei temi più interessanti della nostra storia:
la trasformazione della Germania da paese vinto e aggressore a nuova potenza internazionale, condivisa e
necessaria. Il volume è articolato in diverse linee di lavoro: la prima, dedicata alla stretta correlazione tra
Europa e Germania; la seconda, al percorso di liberazione compiuto dalla Germania dai vincoli della
seconda guerra mondiale, presupposto unico per il recupero della centralità tedesca nel panorama
internazionale; la terza, dedicata alla potenza economica tedesca, essa stessa elemento trainante del
successo politico e culturale della nazione tedesca; una quarta, dedicata agli elementi costitutivi del
modello culturale tedesco. Non in ultimo è stato analizzato il difficile rapporto che i tedeschi vivono con il
riarmo sia atomico, sia convenzionale. Ne consegue una riflessione articolata sul concetto di potenza e sul
ruolo oggi ricoperto dalla Germania nel panorama europeo e internazionale. [a cura dell'Autore]; The work is a contribution to the understanding of one of the most interesting topic in our history: the
Germany's transformation from an aggressive state to an international power, today shared and
necessary. The volume is divided into four different topics: the first, dedicated to the close relationships
between Europe and Germany; the second, is about the path of liberation followed by Germany from the
constraints of World War II - the only prerequisite for the recovery of the German central role in the
international scene; the third, dedicated to the German economy, itself a driving force of the political and
cultural success of the German nation; a fourth, dedicated to the constituent elements of the German
cultural model. Finally, the book analyzes the difficult German relationship with rearmament both atomic
and conventional. It follows an articulated analysis on the concept of power and on the role now played by
Germany in the European and international scene. [edited by Author]
2014 - 2015
</summary>
<dc:date>2016-06-28T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
<entry>
<title>Acquisizioni e difficoltà del processo migratorio: identità e salute</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1547" rel="alternate"/>
<author>
<name>Senatore, Carmela</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1547</id>
<updated>2025-04-30T14:18:16Z</updated>
<published>2014-05-21T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Acquisizioni e difficoltà del processo migratorio: identità e salute
Senatore, Carmela
The research describes the phenomenon of immigration in its political, social and
economic dynamics. The theme has been addressed mainly with the intent to
“give a face” to those who live the dynamics connected to the phenomenon, in
particular considering the acquisitions and difficulties of their settling in. The
work was carried out by placing at the basis, in the analysis of these processes,
three concepts: identity, employment and health, which are considered as essential
elements of the integration path of immigrants.
Identity is the cultural basis of the individual, who, being an immigrant, clashes
with the cultural reality that must be assimilated in the country of immigration.
This process is intended as a discontinuity of the subject from his being part of a
group. He, as Simmel says in his analysis of the “foreigner”, is neither “inside nor
outside”; he is an absent subject, as claimed by Sayad; or, as Bauman argues, he is
the one who forces us to evaluate ourselves and others. How is the identity of the
immigrant defined? What is his immigration plan based on and his ability to
integrate in the country of arrival? It is based on work, the ability to sustain
himself economically as well as improve the condition of his own life and that of
his family left behind in the country of origin. Work is the basis upon which the
relationship between the immigrant and the destination country is determined,
because only through work can start the integration process.
Work gives rise to a new phenomenon linked to migration: Transnationalism, a
concept that redefines and redesigns immigration history, which is no longer a rift
between the country of departure and arrival, but a “bridge” that connects and
stays in contact, the two “moments” of the immigration project, by sending some
of the money made from working in the country of immigration to the country of
origin. The new protagonists of this exchange are women, who represent the more
recent face of immigration. Women do not emigrate just for family reunions, but
also for an autonomous immigration project, to improve and transform their living
conditions. In this process, as in the case of men, the verification of the health of
those who emigrate and the relationship, even critical, with consequent health
services is also significant.
The health of the immigrant must be regarded as necessary for a good living
condition as well as a good level of integration. For this reason, it is important to
analyse the concepts related to the health of the immigrant as: healthy immigrant
effect, transcultural health, cultural mediation. These concepts were independently
analyzed in an independent and through a field survey in their presence in the
experience of immigrants. The qualitative survey was carried out in the territory
of the Agro-Nocerino-Sarnese and highlighted how a large number of immigrants
turned to the hospital Umberto I. The survey involved doctors, nurses and healthworkers, called to an analysis of the real difficulties in taking care of these
subjects. [edited by Author]; Il lavoro di ricerca descrive il fenomeno migratorio nelle sue dinamiche politiche, sociali ed economiche. Il tema è stato affrontato principalmente con l’intento di “dare un volto” a coloro che vivono le dinamiche annesse al fenomeno, considerando soprattutto le acquisizioni e le difficoltà di insediamento degli stessi. Il lavoro è stato svolto ponendo a fondamento, nell’analisi di questi processi, tre concetti: identità, lavoro e salute, considerati come elementi imprescindibili del percorso d’integrazione dei soggetti migranti. 
L’identità è il fondamento culturale dell’individuo, il quale, essendo migrante, si scontra con la realtà culturale che deve assimilare nel paese d’immigrazione. Questo processo viene inteso come discontinuità del soggetto dal suo essere appartenente ad un gruppo. Egli, come dice Simmel nella sua analisi dello “straniero”, non è “né dentro né fuori”; è un soggetto assente, come sostiene Sayad; o, come  argomenta Bauman, è colui che ci costringe a valutare noi stessi e gli altri. E come si definisce l’identità del migrante? Su cosa si fonda il suo progetto migratorio, e la sua possibilità di integrazione nel paese d’arrivo? Si fonda sul lavoro, sulla possibilità di sostenersi economicamente e migliorare la condizione di vita propria, e quella della sua famiglia lasciata nel paese di origine. Il lavoro è la base sulla quale si stabilisce il rapporto tra paese d’arrivo e migrante, perché solo attraverso il lavoro potrà avviare il suo processo d’integrazione. 
Dal lavoro nasce un nuovo fenomeno legato all’immigrazione, il Transnazionalismo, concetto che ridefinisce e ridisegna la storia migratoria, che non è più una frattura tra il paese di partenza e quello di arrivo, ma un “ponte” che lega, e tiene in contatto, i due “momenti” del progetto migratorio, grazie all’invio nel paese di origine di parte dei guadagni ottenuti col lavoro nel paese di immigrazione. In questa sorta di scambio risultano nuove protagoniste le donne, che rappresentano il volto più recente dell’immigrazione. Le donne non emigrano solo per ricongiungimenti familiari, ma anche per un autonomo progetto migratorio, per migliorare e trasformare la propria condizione di vita. In questo processo ha significato, come anche nel caso degli uomini,  la verifica dello stato di salute di chi emigra e il rapporto, anche critico, conseguente con i servizi sanitari. 
La salute dell’individuo migrante deve considerarsi necessaria per una buona condizione di vita e un buon livello d’integrazione. Per questo è importante esaminare i concetti legati alla salute dell’immigrato come: effetto migrante sano, salute transculturale, mediazione culturale. Questi concetti sono stati analizzati in forma autonoma e attraverso un’indagine sul campo, nella loro presenza nell’esperienza dei migranti. L’indagine, qualitativa, è stata svolta nel comprensorio dell’Agro Nocerino Sarnese, e ha evidenziato che un grosso numero di soggetti migranti si è rivolto al Presidio Ospedaliero che vi fa capo, l’ospedale Umberto I. L’indagine ha coinvolto medici, infermieri e operatori sanitari, chiamati a un’analisi sulle reali difficoltà della presa in carico di questi soggetti. [a cura dell'Autore]
2012-2013
</summary>
<dc:date>2014-05-21T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
<entry>
<title>Muslim women and families between law of God and secular law: Italian and European debate</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1525" rel="alternate"/>
<author>
<name>Triggiano, Daniela</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1525</id>
<updated>2025-04-30T14:20:46Z</updated>
<published>2011-05-11T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Muslim women and families between law of God and secular law: Italian and European debate
Triggiano, Daniela
Intendo articolare il mio lavoro in quattro parti strettamente correlate fra loro. Nella prima intitolata
Religione e modernità mi soffermo anzitutto sulla centralità che il fenomeno religioso assume nella
disciplina sociologica che fin dalle sue origini ha mostrato un forte interesse per la religione, per il
significato che essa assume e il ruolo svolto nel mondo moderno, concependola anzitutto come una
forma di mediazione simbolica diretta a creare e conservare i vincoli sociali e a rafforzare allo stesso tempo l’ordine normativo nel complesso passaggio dalle società tradizionali a quelle
moderne. Pur muovendo da una prospettiva laica, i classici del pensiero sociologico quali Comte,
Durkheim e Weber non hanno confinato la religione a uno stadio primitivo delle società, al
contrario nel loro sforzo creativo di decifrare lo statuto simbolico profondo sotteso all’esperienza
religiosa e separando la questione della verità dei contenuti della religione da quella della sua
funzione sociale, non hanno fatto altro che riscoprire la potenza della coscienza religiosa e la sua
centralità all’interno del sistema sociale umano, gettando le basi per uno studio socio-scientifico
della religione e finendo col dedicare al suo significato, alla sua trasformazione e al ruolo che ha
svolto nella genesi della modernità stessa opere centrali o parti fondamentali di esse.
Successivamente mi concentro sul carattere plurale delle nostre società e in particolare sul
pluralismo religioso. L’aspetto che fin da subito mi preme puntualizzare è che la presenza
simultanea di diverse tradizioni culturali in uno stesso territorio è una questione relativamente
nuova. Rispetto al passato la differenza è che oggi nelle nostre società contemporanee le differenze
sono più che mai evidenti, in contatto fra loro e soprattutto oggetto di rivendicazioni a cui lo Stato
con le sue politiche sembra che fatichi a conferire legittimità. Analogamente la convivenza di fedi
differenti non è un tratto esclusivo delle nostre società contemporanee ma esiste fin dai tempi in cui
la società europea poteva chiamarsi societas cristiana. Ma il pluralismo religioso che
contraddistingue le nostre società è invece un processo molto più dinamico e alquanto complesso:
accanto alle religioni tradizionali della vecchia Europa si diffondono i nuovi movimenti religiosi
che nascono o che vengono importati da altri paesi come gli Stati Uniti, l’India, il Giappone,
un’ampia produzione di spiritualità new age, sette religiose più o meno legate al vecchio ceppo
cristiano. Con questa espressione ci si riferisce oggi al fatto che nella società attuale non soltanto ci
sono molte religioni ‘di fatto’ ma ci sono e possono esserci molte religioni ‘di diritto’, il che vuol
dire che di fronte alla legge hanno tutte il diritto di esistere, di predicare le proprie dottrine e di
praticare i propri riti. Di conseguenza non c'è più una religione che abbia ‘più diritto’ di esistere
rispetto ad altre, che si consideri la ‘più vera’ e quindi sia reputata tale da godere di maggiori
privilegi da parte dello Stato o della società. La ricerca di nuove soluzioni politiche di convivenza
che tengano conto delle nuove forme di pluralismo sociale e culturale trova riscontro in sede di
dibattito delle scienze sociali nei temi del multiculturalismo. All’interno della vivace discussione sulle politiche multiculturali e sul multiculturalismo che vede coinvolti studiosi di tutte le discipline
sul tema dell’elaborazione di misure più adeguate ad assicurare la cooperazione e la partecipazione
nella sfera pubblica delle nostre società pluralistiche delle diverse tradizioni culturali e al contempo
sulla possibilità di riconoscere ad ognuna di esse una particolare autonomia in materie fondamentali
nella definizione e preservazione della loro identità, si schierano posizioni contrapposte fra loro che
generalmente possono essere ricondotte a due orientamenti predominanti, quello comunitarista alla
Taylor o quello liberale neutralista alla Rawls, anche se molti e a più livelli sono gli intrecci tra loro.
Uno dei piani dell’acceso dibattito riguarda l’esigenza di elaborare soluzioni alternative, a quelle
finora avanzate dai multiculturalisti, di gestione del pluralismo religioso che nasce anzitutto dalla
consapevolezza che la pluralizzazione degli universi religiosi avviene in una stagione che vede la
religione sempre più presente nel discorso pubblico
Lungo questa linea, dopo aver ricostruito la teoria della secolarizzazione, nelle sue varie accezioni,
su cui poggia l’intero apparato teorico del modello liberale, e dopo aver ripercorso le principali
posizioni del dibattito multiculturale, la mia attenzione si sposta sulle teorie che postulano un
ritorno della religione nella sua espressione pubblica elaborate da studiosi di fama internazionale, da
Habermas a Casanova, che al di là delle loro diverse formulazioni, gettano luce sul fatto che la
tradizionale formula di separazione tra l’ambito religioso e quello secolare, con cui generalmente si
inquadrano le complesse dinamiche relazionali tra le due sfere, va rivisitata. .. [a cura dell'Autore]; My work is stuctured in four closely related parts. In the the first one, titled Religion and Modernity,
I dwell on the importance of religious phenomenon for the sociology that since its origins has had a
strong interest for religion, its meaning and its rule in the modern societies. Subsequently I focus on
cultural pluralism of our contemporary societies, in particular on religious one. I upfront aim to
stress that cohabitation of different cultural groups in the same country is a relatively new issue.
Cultural differences are today more evident compared with the past and they are subject of claims
of recognition that States have difficulty to give legitimacy. Similarly the cohabitation of different
religious groups is not an exclusive mark of our contemporary societies. However religious
pluralism that characterizes our contemporary societies is a very dynamic and complex process:
new religious movements originated from USA, Japan, and India spread beside traditional religions
followed in Europe. The research of new strategies by manage the new form of social and cultural
pluralism, that aim to guarantee the participation of different cultural groups in the public sphere
and the recognition of particular legal autonomy in these social areas that are crucial in the process
of definition and preservation of cultural identity, is the subject of the lively debate on
multiculturalism. So in this part I reconstruct the secularization theory on which liberal model is
based, the different perspective of multiculturalism debate and I focus on the de-secularization
theories elaborated by authoritative scholars as Jurgen Habermas, Peter Berger and Josè Casanova.
My aim is to stress that we have to revisit the traditional and liberal model of separation of religious
sphere and secular one. .. [edited by Author]
2009 - 2010
</summary>
<dc:date>2011-05-11T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
<entry>
<title>Lo schema destra-sinistra: rappresentazioni dello spazio politico in Europa ed Italia</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1521" rel="alternate"/>
<author>
<name>Palladino, Nicola</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1521</id>
<updated>2025-04-30T14:15:41Z</updated>
<published>2011-04-06T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Lo schema destra-sinistra: rappresentazioni dello spazio politico in Europa ed Italia
Palladino, Nicola
Questo lavoro si pone il compito di analizzare il significato, il ruolo ed il funzionamento della
contrapposizione destra-sinistra nelle democrazia occidentali.
La nostra idea di fondo è che l’asse destra-sinistra descriva una rappresentazione sociale dello
spazio politico che sintetizza i principali conflitti di valore che animano le società europee. Questi
conflitti di valore emergerebbero da condizionamenti esercitati dalla struttura sociale e per questo
riteniamo tendano a porsi in maniera durevole. La dimensione destra-sinistra sintetizzando queste
linee di conflitto permette ad ogni attore del sistema politico di stabilire la sua posizione in
relazione alle posizioni degli altri, di stabilire delle identità e delle contrapposizioni e di elaborare
delle scelte e dei corsi di azione. La nostra concezione della contrapposizione destra-sinistra risulta
pertanto strettamente legata all’emergere della modernità: una tale articolazione del conflitto
politico si rende necessaria in una società pluralizzata, caratterizzata da uno scontro endemico e
legittimato fra diversi punti di vista su quali siano i fini ultimi e lo stato desiderabile della società.
Siamo giunti a questa concezione della contrapposizione destra-sinistra dopo una rassegna del
modo in cui la diade è stata concettualizzata in letteratura. .. [a cura dell'Autore]; The aim of this work is to analyze the meaning, the role and the functioning of the left-right
opposition in Western Europe Democracies.
In this work, the left-right opposition is conceived as a social representation of political space which
realize a synthesis of the main values conflicts of European societies. In this way, the left-right
dimension allows every actor of the political system to evaluate his position in relation to the
position of others actors, to establish his identity and to perform correspondent actions. This
conception of left-right opposition is closely related to the emergence of modernity: indeed, such
device to ordinate the political conflict become necessary in a pluralistic society, where the political
fight is focused on the desirable end-state of society.
This conception of left-right opposition was elaborated after an analysis of the way the two terms
were conceptualized in literature. .. [edited by Author]
2008 - 2009
</summary>
<dc:date>2011-04-06T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
</feed>
