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<title>Sinestesieonline</title>
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<title>Antonio La Penna: ricordo di un grande irpino</title>
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<description>Antonio La Penna: ricordo di un grande irpino
Grazzini, Stefano; Citroni, Mario; La Penna, Giovanni; La Penna, Paolo; Saggese, Paolo
Dai	ricordi	e	dalle	riflessioni	dei	figli	di	Antonio	La	Penna,	 Paolo	 e	 Giovanni,	 e	 di	 tre	 allievi	appartenenti	 a	 generazioni	 diverse	 come	 Mario	Citroni,	Stefano	Grazzini	e	Paolo	Saggese,	emerge	un	profilo	autentico	e	per	molti	aspetti	inedito	del	grande	studioso,	della	sua	famiglia	di	origine,	del	mondo	 da	 cui	 proveniva,	 del	 suo	 percorso	culturale	e	 accademico,	 delle	 sue	idee	in	 ambito	critico,	filosofico	e	politico.; Drawing	 on	 the	 recollections	 and	 reflections	of	Antonio	La	Penna’s	sons,	Paolo	and	Giovanni,	as	well	 as	 those	 of	 three	 students	 from	 different	generations – Mario	Citroni,	Stefano	Grazzini,	and	Paolo	 Saggese – this	 study	 reconstructs	 an	authentic	 and,	 in	 many	 respects,	 previously	unexplored	portrait	of	 the	distinguished	scholar,	&#13;
encompassing	 his	family	background,	the	milieu from	which	he emerged,	his	cultural	and	academic trajectory,	and	his	ideas	in	the	critical,	&#13;
philosophical,	and	political	domains.
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<title>Torquato Tasso a San Gemini: gli affreschi di palazzo Santacroce</title>
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<description>Torquato Tasso a San Gemini: gli affreschi di palazzo Santacroce
Cola, Maria Celeste
Il	 ciclo	 della	 Gerusalemme	 Liberata	 di	 palazzo	Santacroce	a	San	Gemini	costituisce	una	tra	le	testimonianze	 più	 significative	 della	 diffusione	 del	poema	di	Torquato	Tasso	nel	territorio	dello	Stato	&#13;
pontificio	nella	prima	metà	del	Settecento. A	commissionare	i	grandi	“quadri	da	muro”	con	le	“Storie	del	Tasso”	era nel	1739	il	principe	Scipione	Publicola	Santacroce	che	nel	1722	aveva	rilevato	&#13;
dagli	Orsini	il	feudo	e	il	palazzo	di	Sangemini.	Ultimati	i	lavori	di	ampliamento	del	palazzo,	nel	1739	 il	 Santacroce	 ispirato	 dalle	 gesta	 e	 dalle	virtù	degli	eroi	del	poema	del	Tasso	di	cui	possedeva	 una	 delle	 magnifiche	 edizioni	 illustrate	 da	Bernardo	Castello,	commissionava	al	pittore	Onorato	Miserola gli	affreschi	della	Galleria	fornendo	egli	stesso	i	disegni	all’artista	romano.		Ai	restauri	&#13;
e	 ai	 lavori	 di	 ammodernamento	 del	 borgo,	 egli	fece	seguire	la	costruzione	del	palazzo	col	desiderio	di	assegnare	alla	 sua	famiglia	una	nuova	dimora	 baronale	 in	 cui	 le	 imprese	 cristiane	 della prima	 crociata	 si	 unissero,	in	 ricordo	 degli	 aiuti	prestati	dai	Santacroce	al	papa	Albani,	agli	otia	della	 campagna	 ternana. La	 scelta	 del	 Principe	Santacroce	di	affrescare	la	Galleria	ovest	del	palazzo	 di	 San	 Gemini	 con	 le	 storie	 della	 Gerusalemme	Liberata,	tra	i temi	più	amati	e	rappresentati	nella	decorazione	e	nella	pittura	da	cavalletto	di	 età	moderna,	fu	 guidata	 dal	 desiderio	 di	mostrare	 il	suo	 ruolo	 di	 guerriero	 “cristiano”	 al	fianco	del	pontefice	e	quello	di	nuovo	feudatario	di	San	Gemini.; The	cycle	of	the	Gerusalemme	Liberata in	Palazzo	Santacroce	in	San	Gemini	is	one	of	the	most	significant	 testimonies	 to	 the	 spread	 of	 Torquato	Tasso's	poem	throughout	the	Papal	States	in	the	&#13;
first	half	of	the	18th	century. The	large	wall	paintings	depicting	the	«Stories	of	Tasso» were	 commissioned	 in	 1739	 by	 Prince Scipione	Publicola	Santacroce,	who	had	acquired the	fiefdom	and	palace	of	San	Gemini	from	the	Orsini	family	in	1722. After	 the	 palace	 expansion	 was	 completed,	 in	1739	 Santacroce,	inspired	 by	 the	 deeds	 and	 virtues	 of	 the	 heroes	 of	 Tasso's	 poem,	 of	 which	 he	owned	one	of	the	magnificent	editions	illustrated	by	 Bernardo	 Castello, commissioned	 the	 painter	Onorato	Miserola	to	paint	the	frescoes	in	the	Gallery,	 providing	 the	 Roman	 artist	 with	 the	 drawings	himself.&#13;
Following	 the	 restoration	 and	 modernization	 of	the	village,	 he	 commissioned	 the	 construction	 of	the	 palace,	 wishing	 to	 provide	 his	family	 with	 a	new	 baronial	 residence	 where	 the	 Christian	 exploits	of	the	First	Crusade	would	be	combined	with the	otia	of	the Terni	campaign,	in	memory	of	the	Santacroce	family's	assistance	to	Pope	Albani. Prince	 Santacroce's	 decision	 to	 fresco	 the	 West	Gallery	of	the	San	Gemini	Palace	with	the	stories	of	the	Gerusalemme	Liberata,	among	the	most	beloved	and	frequently	depicted	themes	in	modernera	decoration	and	easel	painting,	was	driven	by	his	desire	to	showcase	his	role	as	a	Christian	warrior	 alongside	 the	 pontiff	 and	 as	 the	 new	feudal	lord	of	San	Gemini.
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<title>Introduzione</title>
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<description>Introduzione
Petroccione, Flavio
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<title>Il trittico della Candelora di Fontanarosa nel contesto della scultura in legno napoletana di primo Seicento</title>
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<description>Il trittico della Candelora di Fontanarosa nel contesto della scultura in legno napoletana di primo Seicento
Leone de Castris, Pierluigi
Il	trittico	detto	“della	Candelora”,	nella	chiesa	di	Santa	 Maria	 della	 Misericordia	 a	 Fontanarosa,	pur	oggetto	di	molta	devozione	in	paese	e	menzionato	 già	 negli	 anni	 ottanta	 dagli	 studi	 locali	 di	Gambino	e	Zollo,	ha	una	storia	critica	piuttosto	recente,	successiva	al	suo	restauro	e	limitata	ai	contributi	di	Muollo,	Carotenuto	e	Merola	tra	il	2022	e	il	2023,	e	sino	ad	ora	non	ha	ancora	trovato	il	posto	che	merita	negli	studi	sulla	scultura	lignea	meridionale	 a	 cavallo	 tra	 Cinque	 e	 Seicento.	L’analisi	 di	 alcuni	 documenti	 già	 pubblicati	 da	Gambino	e	Carotenuto	consente	oggi	di	precisare	che	la	commissione	dell’ancona	lignea	fu	probabilmente	spiccata	dall’Universitas	di	Fontanarosa	intorno	 al	 1631-32,	mentre	 alcuni	 confronti	 con	opere	documentate	e	certe	dei	due	intagliatori	napoletani	 Nunzio	 Maresca	 (doc.	 1588-1633)	 ed	&#13;
Aniello	 Stellato	 (doc.	 1593-1643)	 consentono	 di	riferire	alla	bottega	del	primo	la	realizzazione	del	trittico	stesso,	della	Madonna	e	del	Sant’Antonio	di	Padova,	e	al	secondo	invece	la	realizzazione	del	&#13;
solo	San	Biagio,	forse	identificabile	con	l’opera	di	analogo	 soggetto	 e	 di	 analoghe	misure	 commissionata	 all’artista	 nel	 1639	 da	 Giovan	 Leonardo	Roppolo	 e	 comunque	 molto	 simile	 ad	 altre	 sue	&#13;
sculture	 come	 il	 San	 Biagio	 della	 chiesa	 di	Sant’Antonio	a	Nocera	Inferiore	o	come	il	San	Nicola	della	chiesa	di	Sant’Anna	a	Lagonegro,	documentato	al	1614.; The	 triptych	 known	 as	 “della	 Candelora,”	 in	 the	church	of	Santa	Maria	della	Misericordia	in	Fontanarosa,	although	the	object	of	much	devotion	in	the	town	and	already	mentioned	in	the	1980s	by	local	scholars	Gambino	and	Zollo,	has	a	rather	recent	critical	history,	following	its	restoration	and	limited	to	the	contributions	of	Muollo,	Carotenuto,	and	Merola	between	2022	and	2024.	Until	now,	it	&#13;
has	not	yet	found	its	rightful	place	in	 studies	on	southern	wooden	sculpture	at	the	turn	of	the	17th	and	 18th	 centuries.	 Analysis	 of	 some	 documents	already	 published	 by	 Gambino	 and	 Carotenuto	&#13;
now	 allows	 us	 to	 specify	 that	 the	wooden	 altarpiece	was	probably	commissioned	by	the	Universitas	of	Fontanarosa	around	1631-32,	while	comparisons	 with	 documented	 and	 authentic	 works	by	 the	 two	 Neapolitan	 carvers	 Nunzio	 Maresca	(doc.	1588-1633)	and	Aniello	Stellato	(doc.	1593-1643)	 allow	 us	 to	 attribute	 the	 creation	 of	 the	&#13;
triptych	itself,	the	Madonna	and	the	St.	Anthony	of	Padua	to	the	former's	workshop,	and	the	creation	of	the	St.	Blaise	to	the	latter's,	perhaps	identifiable	with	the	work	of	a	similar	subject	and	size	commissioned	 to	 him	 in	 1639	 by	 Giovan	 Leonardo	Roppolo	 and	 in	 any	 case	 very	 similar	 to	 other	sculptures	 by	 the	 same	 artist,	 such	 as	 the	 Saint	Blaise	in	the	church	of	Saint	Anthony	in	Nocera	Inferiore	or	the	Saint	Nicholas	in	the	church	of	Saint	Anne	in	Lagonegro,	documented	in	1614.
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