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<title>prova</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6500</link>
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<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 09:34:32 GMT</pubDate>
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<title>La bibliografia di Salò. Eros, arte e potere nell’ultimo Pasolini</title>
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<description>La bibliografia di Salò. Eros, arte e potere nell’ultimo Pasolini
Benincasa, Fabio
Pier Paolo Pasolini, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta constata lucidamente una crisi della modernità indotta dalla modernità stessa.&#13;
Il capitalismo tecnologico tende a distruggere le culture fondate sulla ciclicità e su&#13;
un rapporto primario con la natura. La sconfitta della “civiltà contadina” ad opera&#13;
della tecnocrazia capitalistica segna un depauperamento della condizione umana in&#13;
favore di una nozione di progresso centrata su aggressività e consumismo. Anche&#13;
elementi di apparente liberazione come la rivoluzione sessuale, essendo mercificati,&#13;
non si traducono in un reale superamento dei valori tradizionali, ma in riduzione&#13;
del corpo a materia di possesso. Pasolini considera le avanguardie storiche coinvolte&#13;
non nella riscoperta delle pulsioni naturali ma piuttosto nell’esaltazione dell’aggressività e dell’individualismo anarcoide. Questa posizione di Pasolini diventa importante per indagare i motivi che lo spinsero a premettere al film Salò (1975) una bibliografia che mette insieme nomi dell’avanguardia storica come Pierre Klossowski&#13;
e Maurice Blanchot, intellettuali militanti come Roland Barthes e Philippe Sollers,&#13;
e un simbolo della sinistra francese come Simone de Beauvoir. Che cos’è dunque&#13;
questa strana “bibliografia essenziale”? Un tributo a chi si è occupato di Sade? Una&#13;
traccia programmatica nella costruzione di un film-saggio? O una polemica, al limite&#13;
della parodia, contro coloro che, cercando una liberazione del desiderio da qualsiasi&#13;
vincolo mitico hanno paradossalmente finito per nutrire il nichilismo anarcoide del&#13;
tecnofascismo?; Pier Paolo Pasolini, between the end of the Sixties and the beginning&#13;
of the Seventies, noted a crisis of modernity induced by modernity itself. Technological capitalism tends to destroy cultures based on cyclicality and on a primary&#13;
relationship with nature. The defeat of “rural civilization” by capitalist technocracy&#13;
represents a destitution of the human condition in favor of a notion of progress centered on aggression and consumerism. Even elements of apparent liberation such as&#13;
the sexual revolution, being commodified, do not translate into a real challenging&#13;
of traditional values, rather into a reduction of the body to a matter of possession. Pasolini considers the historical avant-gardes involved not in the rediscovery of natural impulses but rather in the exaltation of aggression and anarchoid individualism. Pasolini’s position becomes important to investigate the reasons leading him to&#13;
introduce his film Salò (1975) with a bibliography gathering names of avant-garde&#13;
members such as Pierre Klossowski and Maurice Blanchot, militant intellectuals&#13;
such as Roland Barthes and Philippe Sollers, and a symbol of the French leftism&#13;
such as Simone de Beauvoir. Therefore, what is this strange “essential bibliography”? A tribute to those who studied Sade? A programmatic track in the construction of an essay film? Or a polemic, bordering on parody, against those who, seeking&#13;
a liberation of desire from any mythical constraint, paradoxically ended up feeding&#13;
the anarchic nihilism of techno-fascism?
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<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>La morte di Pasolini nella pittura di Renzo Vespignani e Nicola Verlato</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9764</link>
<description>La morte di Pasolini nella pittura di Renzo Vespignani e Nicola Verlato
Canova, Lorenzo
Il saggio si basa sulla passione di Pier Paolo Pasolini per le arti visive&#13;
e sulla sua posizione nel contesto del dibattito artistico del suo tempo, favorevole&#13;
alla linea della pittura figurativa e avversa a quella dell’astrazione e delle neoavanguardie. A partire da questi presupposti, si analizzano poi due cicli realizzati da&#13;
due pittori figurativi e dedicati alla morte di Pasolini: Come mosche nel miele… di&#13;
Renzo Vespignani (1985) e Hostia di Nicola Verlato (2022). Vespignani, a cui Pasolini ha dedicato un testo critico nel 1956, ha realizzato il suo ciclo sulla suggestione&#13;
del reperto della camicia insanguinata del poeta, punto di avvio di «un lungo viaggio all’Inferno tra disastrati terrains vagues, edifici disabitati, fatiscenti, maculati da&#13;
ogni sorta di graffiti, impervie discariche, sfasciacarrozze, strategici crocicchi della&#13;
prostituzione urbana», come ha scritto Lorenza Trucchi. Il tragico rinvenimento di&#13;
Pasolini assassinato lega pertanto il ciclo di Vespignani a quello di Verlato, dedicato&#13;
alla morte di Pasolini e al ritrovamento del suo corpo. Verlato si serve difatti del&#13;
linguaggio figurativo per un progetto di cenotafio dedicato a Pasolini dove dialoga&#13;
senza subalternità con l’arte del passato. La pittura e la scultura si fondono così&#13;
all’architettura e alla musica in un’elegia monumentale e metafisica dove la morte di&#13;
Pier Paolo Pasolini supera il brutale dato di cronaca per trasformarsi in un evento&#13;
tragico che penetra e supera la storia.; The essay is based on Pier Paolo Pasolini’s passion for the visual arts&#13;
and his position in the context of the artistic debate of his time, favorable to the line&#13;
of figurative painting and adverse to that of abstraction and the neo-avant-gardes.&#13;
Starting from these assumptions, two cycles made by two figurative painters and&#13;
dedicated to Pasolini’s death are then analyzed: Renzo Vespignani’s Come mosche&#13;
nel miele… (1985) and Nicola Verlato’s Hostia (2022). Vespignani, to whom Pasolini dedicated a critical text in 1956, created his cycle on the suggestion of the find of&#13;
the poet’s bloody shirt, the starting point of “a long journey to Hell among devasted&#13;
terrains vagues, uninhabited, dilapidated buildings, spotted with all sorts of graffiti,&#13;
impervious dumps, junkyards, strategic crossroads of urban prostitution,” as Lorenza Trucchi has written. The tragic discovery of murdered Pasolini thus links Vespignani’s cycle to Verlato’s, which is dedicated to Pasolini’s death and the discovery of&#13;
his body. Verlato in fact uses figurative language for a cenotaph project dedicated to&#13;
Pasolini where he dialogues without subalternity with the art of the past. Painting&#13;
and sculpture thus merge with architecture and music in a monumental and metaphysical elegy where the death of Pier Paolo Pasolini transcends the brutal fact of&#13;
the news to become a tragic event that penetrates and exceeds history.
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<pubDate>Mon, 01 Jan 2024 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Carne e Cielo: aspetti socio-esistenziali nelle canzoni di Pasolini</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9763</link>
<description>Carne e Cielo: aspetti socio-esistenziali nelle canzoni di Pasolini
Bellini, Pier Paolo
Due polarità assolute, la carne e il cielo, rappresentano forse la&#13;
cifra sintetica della produzione pasoliniana, certamente il conflitto insanato di&#13;
tutta la sua esistenza. Il contributo si propone un approfondimento di tale polarità attraverso l’analisi socioculturale dei testi delle canzoni scritte in romanesco&#13;
dall’autore come esemplificazione efficace di quella che viene riconosciuta da&#13;
più parti come la scintilla dell’impulso creativo: il desiderio di riunificare ciò&#13;
che è stato separato.; Two absolute polarities, the flesh and the sky, perhaps represent the&#13;
synthetic cipher of Pasolini’s production, certainly the unresolved conflict of his&#13;
entire existence. The contribution proposes an in-depth examination of this polarity&#13;
through a socio-cultural analysis of the texts of the songs written in Romanesco by&#13;
the author as an effective exemplification of what is widely recognised as the spark&#13;
of creative impulse: the desire to reunite what has been separated.
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<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Pasolini e il mondo della canzone</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9762</link>
<description>Pasolini e il mondo della canzone
Nobile, Stefano
Il saggio analizza il rapporto di Pasolini con la canzone, collocandolo&#13;
in una prospettiva sociologica che cerca di individuare i punti in comune con gli altri&#13;
aspetti della produzione intellettuale pasoliniana. Il contributo offre un censimento&#13;
completo del canzoniere di Pasolini, mettendolo in relazione con gli elementi storici,&#13;
culturali e sociali che hanno reso possibile l’incursione del poeta di origini friulane&#13;
nel mondo della canzone. L’opera di Pasolini come paroliere si inserisce infatti in un&#13;
contesto socioculturale di grande fermento intellettuale teso al rinnovamento della&#13;
canzone italiana, di cui il saggio evidenzia i pregi ma anche i limiti, mostrando come&#13;
– anche attraverso la canzone – Pasolini abbia sostanzialmente cercato di ribadire le&#13;
stesse istanze di contenuto e di raccogliere le medesime sfide linguistiche che, soprattutto nell’uso del dialetto, lo avevano indotto a scrivere le prime raccolte di poesie.; The essay analyzes Pasolini’s relationship with song, placing it in a sociological perspective that seeks to identify commonalities with other aspects of&#13;
Pasolini’s intellectual production. The paper offers a comprehensive survey of Pasolini’s songbook, relating it to the historical, cultural and social elements that made&#13;
possible the Friulian-born poet’s foray into the world of song. Pasolini’s work as a&#13;
lyricist is in fact part of a sociocultural context of great intellectual ferment aimed at&#13;
the renewal of the Italian song, whose merits but also limitations are highlighted in&#13;
the essay, showing how – even through song – Pasolini essentially sought to reiterate&#13;
the same demands of content and to take up the same linguistic challenges that,&#13;
especially in the use of dialect, had led him to write his first collections of poetry.
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<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
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