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<title>Metodologia della ricerca educativa</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/72</link>
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<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 12:20:13 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-04-20T12:20:13Z</dc:date>
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<title>Il dirigente scolastico tra gestione amministrativo-contabile e organizzazione dei processi didattici</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/3093</link>
<description>Il dirigente scolastico tra gestione amministrativo-contabile e organizzazione dei processi didattici
Formisano, Maria Anna
La ricerca intende analizzare il fenomeno dello stress lavoro correlato dei dirigenti
all’interno delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
Il framework teorico ha per oggetto il profilo del Dirigente scolastico che agisce su due
piani:la gestione amministrativo-contabile e l’organizzazione dei processi didattici.
Il lavoro nasce dall’esigenza di descrivere il grado di percezione che i DS hanno dello
stress lavoro correlato, mediante la narrative Inquiry, al fine di delineare il sé lavorativo
(quale componente del sé professionale). L’intento è di rilevare,altresì, mediante lo
strumento questionario se eventuali forme di malessere lavorativo siano da attribuire
alla gestione amministrativo –contabile o all’organizzazione dei processi ddiattici. [a cura dell'Autore]; The research aims to analyze the phenomenon of work related stress of school manager
within educational institutions of all levels.
The theoretical framework has as its object the profile of the School manager acting on
two levels: the administrative-accounting management and the organization of the
teaching processes.
The work stems from the need to describe the degree of perception that school manager
have of stress related work, through the narrative Inquiry, in order to outline the working
self (as a component of the professional self.
The intent is also to detect, through the questionnaire tool, whether any forms of work
malaise are to be attributed to the administrative management - accounting or organization
of the processes. [edited by Author]
2016 - 2017
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<pubDate>Tue, 10 Apr 2018 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/3093</guid>
<dc:date>2018-04-10T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Lo stress dell'insegnante: burnout, stress, e personalità nei docenti delle scuole superiori</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/2676</link>
<description>Lo stress dell'insegnante: burnout, stress, e personalità nei docenti delle scuole superiori
Crescenzo, Pietro
La letteratura internazionale mostra come la professione l’insegnate sia da
considerarsi una professione ad alto rischio di stress e burnout. Infatti, rientra a pieno titolo tra le
help profession che sono le professioni ad high touch (alto impatto emotivo), al pari, dunque, di
professioni come il medico, l’infermiere, lo psicologo o gli operatori di sicurezza. La letteratura,
inoltre, ha mostrato come diversi fattori subentrino nello sviluppo della sindrome di Burnout, tra
queste la ricerca ha dato ampio interesse ai fattori di personalità, oggetto di indagine di questo
lavoro alla luce dell’analisi della letteratura tra stress e burnout. .. [a cura dell'Autore]; International literature shows how the profession of teacher should be considered at
high-risk of stress and burnout. Indeed, it falls within the set of help professions that are high touch
job (highly emotional), like physicians, nurses, psychologists or security operators. Literature also
showed how different factors are involved in the development of the Burnout syndrome, among
which this research has given visibility to personality factors. The relationship between personality
and burnout is therefore the subject of investigation of this doctoral thesis. .. [edited by Author]
2015 - 2016
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<pubDate>Wed, 12 Apr 2017 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2017-04-12T00:00:00Z</dc:date>
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<title>IKeWYSe - I Know What You See</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1980</link>
<description>IKeWYSe - I Know What You See
Di Tore, Pio Alfredo
Il progetto presenta una ricerca sul perspective taking, volta ad indagare due temi specifici: l’età in
cui il bambino abbandona, di norma, l’egocentrismo percettivo, e le differenze di genere nella
gestione dei sistemi di riferimento spaziale. Il contributo innovativo di questo lavoro è quello di
aver affrontato il tema con uno strumento non abusato per questo campo: il videogame. Il primo
prodotto del progetto è stato, pertanto, un prototipo di videogame, battezzato IKeWYSE, che ha
costituito lo strumento di raccolta dei dati per il progetto di ricerca sperimentale.
Il lavoro presenta un rapido excursus storico sui concetti di Spazio, percezione, azione,
introducendo il concetto di Umwelt, quindi affronta il tema della rappresentazione dello spazio nel
bambino, da Piaget alle neuroscienze, descrivendo i sistemi di riferimento concorrenti nella
rappresentazione dello spazio, l’impianto concettuale piagetiano, riportando il dibattito scientifico
sulle “tre montagne” e sulla teoria spaziale dell’empatia. Descritto il framework concettuale, il
testo illustra il disegno di ricerca, il percorso di design e sviluppo del videogame, la modalità di
raccolta dei dati e discute i risultati ottenuti. Infine, poiché il percorso sperimentale ha portato a
constatare come i processi cognitivi coinvolti nelle attività peculiari degli sport di orientamento
(lettura di mappe, individuazione di percorsi, spatial thinking) siano processi coinvolti nella
gestione delle modalità di relazione intersoggettiva, e rendano l’orienteering una pratica sportiva
con notevoli potenzialità sul piano didattico, la parte finale del testo si sviluppa introducendo il
concetto di vicarianza, descrivendo rapidamente l’orienteering come attività sportiva,
sottolineandone gli addentellati con le attuali indicazioni nazionali per il primo ciclo di istruzione, e, alla luce della revisione della letteratura scientifica sui processi cognitivi coinvolti nella navigazione
spaziale e nella gestione dei sistemi di riferimento spaziali, si conclude con una proposta per la
diffusione dell’orienteering come pratica didattica efficace in un contesto formativo orientato
all’inclusione degli alunni che presentino Bisogni Educativi Speciali. [a cura dell'Autore]; The project presents a research on perspective taking, aimed to investigate two specific themes: the
age when the child leaves perceptive egocentrism, and gender differences in the management of
spatial reference systems. The innovative contribution of this work is that it has addressed the issue
with a not abused tool for this field: the videogame. The first product of the project was, therefore, a
video game prototype, named IKeWYSE, which has been the data collecting instrument for the
experimental research project.
The paper presents a quick historical overview on the concepts of space, perception and action,
introducing the concept of Umwelt, then addresses the issue of the representation of space in the
child, from Piaget to neurosciences, describing the reference systems competing in the
representation of space and the Piagetian conceptual framework, and reporting the scientific debate
on the "three mountains task" and the spatial theory of empathy.
Once described the conceptual framework, the text presents the research design, the path for design
and development of the videogame, the methods for data collection and discusses the results
obtained. Finally, the experimental process has led to observe how the cognitive processes involved
in peculiar orienteering activities (map reading, route selection, spatial thinking) are processes also
involved in the management of inter-subjective relationship modes, and make the orienteering a
sport with great potential in terms of teaching. The final part of the text develops describing
orienteering as a sport, stressing the connections with current national guidelines for the first cycle
of education, and, in the light of the review of the scientific literature on cognitive processes
involved in spatial navigation and management of spatial reference systems, it concludes with a
proposal for the spread of orienteering as effective teaching practice in an educational context
oriented to inclusion of pupils presenting Special Educational Needs. [edited by Author]
2013 - 2014
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<pubDate>Thu, 11 Jun 2015 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1980</guid>
<dc:date>2015-06-11T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Dialogo interculturale e didattica: il luogo d’incontro per la formazione degli alunni stranieri.  L’importanza pedagogica della narrazione</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1523</link>
<description>Dialogo interculturale e didattica: il luogo d’incontro per la formazione degli alunni stranieri.  L’importanza pedagogica della narrazione
Cioffi, Maria
Il lavoro posto in essere in questo scritto è rivolto all'analisi dei motivi che in questi decenni hanno fortemente influenzato e mutato il volto dell'educazione. Tali motivi sono da ricercarsi nel fatto che alcuni obiettivi educativi sono divenuti prioritari, il sistema “classe” è diventato sempre più articolato ed eterogeneo e, soprattutto che la ricerca psicopedagogica ha mutato il panorama dei temi della cognizione, dell'insegnamento e dell'apprendimento. Una delle ragioni che hanno fortemente influenzato il modo di approcciarsi alla vita “didattica” della classe è da ricercare, nel rapporto esistente fra le diverse culture all'interno di una società che è divenuta e continua a plasmarsi e configurarsi sempre più come multietnica. Oggi è noto che la diversità e le differenze culturali in classe siano fonte di risorsa e non di ostacolo.
L'educazione interculturale, che rappresenta la “traduzione” didattica della pedagogia interculturale, è una prospettiva di ricerca e una prassi pedagogica che nasce dalla necessità di un inserimento attivo degli allievi stranieri nella scuola e da un ripensamento critico dei saperi fondamentali attualmente insegnati. Essa non è una nuova materia né una pedagogia speciale per stranieri; si configura, al contrario, come un nuovo asse educativo rivolto in primo luogo ai paesi di “accoglienza” e volto a modificare abiti cognitivi e comportamenti degli indigeni e degli stranieri. .. [a cura dell'Autore]
2009 - 2010
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<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/1523</guid>
<dc:date>2011-04-28T00:00:00Z</dc:date>
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