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<title>Sinestesieonline. Anno 14., no. 48 (Settembre 2025)</title>
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<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 10:01:57 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-04-20T10:01:57Z</dc:date>
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<title>«Se si ha un corpo, bisogna vederlo». Il tema del corpo in Lavorare stanca di Cesare Pavese</title>
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<description>«Se si ha un corpo, bisogna vederlo». Il tema del corpo in Lavorare stanca di Cesare Pavese
Amato, Ivan
Questo	 studio	 esplora	 nuove	 prospettive	 sulla scrittura	 di	 Cesare	 Pavese,	 mettendo	 in	 discussione	l’idea	che	la	sua	opera	sia	stata	ormai	completamente	indagata.	Se	i	suoi	romanzi	sono	stati	oggetto	di	ampia	attenzione	critica	e	hanno	ricevuto	riconoscimenti	sin	dalla	loro	pubblicazione,	la	sua	produzione	poetica	ha	seguito	un	percorso	più	complesso:	inizialmente	sottovalutata,	è	stata	&#13;
progressivamente	 riscoperta,	 conquistando	 un	pubblico	di	lettori	più	che	di	studiosi.	L’analisi	si	concentra	 su	 un	elemento centrale	 della	 poetica	pavesiana,	il	tema	del	corpo,	individuandolo	come chiave	interpretativa	essenziale	per	comprendere	Lavorare	 stanca.	 Attraverso	 l’esame	 di	 alcuni	componimenti	 particolarmente	 significativi,	 si	&#13;
evidenzia	come	la	rappresentazione	del	corpo	in	Pavese	contribuisca	a	ridefinire	il	rapporto	tra	individuo,	spazio	e	memoria,	offrendo	nuove	chiavi	di	lettura	della	sua	opera	poetica.; This	 study	 explores	 new	 perspectives	 on	 Cesare	Pavese’s	writing,	challenging	 the	notion	 that	 his	work	 has	 already	 been	 exhaustively	 examined.	While	 his	 novels	 have	 received	 extensive	 critical	&#13;
attention	 and	 were	 acclaimed	 from	 the	 time	 of	their	publication, his	poetic	production	has	followed	a	more	complex	trajectory:	initially	undervalued,	it	was	gradually	rediscovered,	garnering	the	interest	of	readers	rather	than	scholars.	This	analysis	focuses	on	a	central	element	of	Pavese’s	poetics—the	 theme	 of	 the	 body—identifying	it	 as	 a	&#13;
crucial	interpretative	key	to	understanding	Lavorare	stanca.	Through	an	examination	of	particularly	significant	poems,	this	study	highlights	how	Pavese’s	depiction	of	the	body	reshapes	the	relationship	 between	 the	 individual,	 space,	 and	 memory,	offering	new	insights	into	his	poetic work.
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<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>Franca e la famiglia Rame: gli esordi</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9001</link>
<description>Franca e la famiglia Rame: gli esordi
Arena, Alessio
Il	contributo	si	propone	di	approfondire	gli	esordi di	 Franca	 Rame	 nella	 compagnia	 teatrale	 della	sua	famiglia,	attiva	tra	Ottocento	e	Novecento.	È	possibile	fare	luce	anzitutto	sul	ruolo	vero	e	proprio	 di	Rame	nella	compagnia;	 soffermarsi	 sugli	spettacoli nei	quali	recitò	agli	albori	della	sua	carriera	e	sondare	le	prime esperienze	amministrative	nel	solco	di	una	tradizione	familiare.; This	article	aims	to	explore	Franca	Rame’s	early career	in	her	family’s	theatre	company,	which	was	active	between	the	19th	and	20th	centuries.	It	focuses	on	Rame’s	actual	role	in	the	company,	looking	at	the	plays	she	performed	in	at	the	beginning	of	her	career	and	examining	her	early	administrative	experiences	in	 the	context	 of	a	family	 tradition.
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<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
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<title>«L'attesa del libro»: forma dell'opera e immagine d'autore nei carteggi di Montale con Einaudi e Mondadori</title>
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<description>«L'attesa del libro»: forma dell'opera e immagine d'autore nei carteggi di Montale con Einaudi e Mondadori
Bassi, Giulia
Attraverso	un	percorso	nei	documenti	d’archivio, l’articolo	esamina la	coscienza	che	Montale	aveva	della	propria	opera	e	specialmente	il	modo	in	cui	tale	 coscienza	 si	 manifesta	 nelle	 lettere	con	 Einaudi	e	Mondadori:	la	forma	dell’opera	e l’immagine	d’autore,	infatti,	sono	anche	il	risultato	della	dialettica	fra	Montale	e	i	suoi	editori.	Queste	nel	tempo	si	sono	trasformate,	includendo	la	scrittura	lirica,	 narrativa	 e	l’attività	 di	 traduttore.	Da	 un	lato,	dai	giudizi	sulle	traduzioni	altrui	emergono	alcuni	criteri	di	poetica	della	traduzione	propri	di	Montale;	dall’altro,	i	documenti	editoriali	testimoniano	 di	 come	 si	 sia	 sviluppata	 l’idea	 di	 inserimento	 del	 libro	 di	 traduzioni	 in	 una	 immagine	complessiva	 dell’opera	d’autore.	 Raccontando	 il dialogo	intrattenuto	con	le	figure	editoriali,	le	lettere	contribuiscono	a	delineare	sia	la trasformazione sia	 le modalità	 e	 i	 criteri	 attraverso	 cui	l’opera	montaliana	ha	preso	forma.; Using	 archival	 documents,	 the	 article	 examines	Montale’s	 consciousness	 of	 his	 own	 work	 and	especially	the	way	this	awareness	is	manifested	in	his	letters	 with	Einaudi	 and	Mondadori:	 the	 author’s	work	and	image,	in	fact,	are	also	the	result	of	 the	 dialectic	 between	 Montale	 and	 his publishers. The	form	of	Montale’s	work over	 time	has	been	 transformed	 to	include	lyric	 and	 narrative	writing	as	well	as	his	activity	as	a	translator. On	the	 one	 hand,	 the	 comments	 on	 other	 people’s	translations	reveal	some	of	Montale’s	own	translation	criteria;	on	the	other	hand,	the	editorial	documents	show	how	the	idea	of	inserting	the	book of	translations	into	an	overall	image	of	Montale’s	work	developed.	By	narrating	the	dialogue	entertained	with	editorial	figures,	the	letters	contribute	to	 delineating	 both	 the	 transformation	 and	 the	methods	 and	 criteria	 through	 which	 Montale’s work	has	been	shaped.
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<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2025-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Il mondo esiste perché possa viverci io. La precettistica teosofica negli Studi spirituali e nei Nuovi studi spirituali di Arturo Onofri</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/8999</link>
<description>Il mondo esiste perché possa viverci io. La precettistica teosofica negli Studi spirituali e nei Nuovi studi spirituali di Arturo Onofri
Cucugliato, Giacomo
Con	questo	intervento	si	tenta	di	indagare	la	presenza	e	l’impatto	del	dettato	teosofico	all’interno	degli	Studi	spirituali e	dei	Nuovi	studi	spirituali apparsi,	sotto	la	firma	di	Arturo	Onofri,	in	due	diversi	numeri	della	rivista	«Lirica»,	nel	1912.	Nello	specifico	vi	si	cerca	l’eco	del	breve	manuale	teosofico	composto	da	Costanza	Wachtmeister	ed	edito	nel	1903	a	Roma	con	il	titolo	La	teosofia	praticata	giornalmente,	inquadrandolo	nella	precoce	ricezione	 onofriana	 della	 teosofia	 di	 Rudolf	 Steiner,	specialmente	 come	 concepita	in	 una	 delle	 prime	opere	steineriane	apparse,	in	traduzione,	in	Italia,	ovvero	 Il	 cristianesimo	 quale	 fatto	 mistico del	1909.; This	paper	seeks	to	investigate	the	presence	and	impact	of	theosophical	doctrine	within	Studi	Spirituali and	Nuovi	 studi	 spirituali,	 two	 texts	 published	 under	 the	 name	 of	 Arturo	Onofri	in	 separate	issues	of	the	journal	«Lirica»	in	1912.	Specifically,	it	aims	to	trace	the	echo	of	the	brief	theosophical	 manual	 authored	 by	 Costanza	 Wachtmeister	and	published	in	Rome	in	1903	under	the	title La	teosofia	praticata	giornalmente,	situating	it	 within	 Onofri’s	 early	 engagement	 with	 Rudolf	Steiner’s	theosophy.	This	is	particularly	examined	in	 relation	 to	 one	 of	 Steiner’s	 first	 works	 to	 be	translated	 into	 Italian,	 Il	 cristianesimo	 quale	fatto	mistico, published	in	1909.
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<pubDate>Wed, 01 Jan 2025 00:00:00 GMT</pubDate>
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<dc:date>2025-01-01T00:00:00Z</dc:date>
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