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dc.date.accessioned2014-09-23T10:43:40Z
dc.date.available2014-09-23T10:43:40Z
dc.description2008 - 2009en_US
dc.description.abstractL’intento e l’originalità della ricerca consistono nell’attuazione di uno studio sistematico di un territorio di frontiera vasto e articolato, quello delle zone sud-orientali del principato salernitano e delle aree tenacemente contese della Lucania e dell’attuale Calabria cosentina. Ulteriore obiettivo è precisare le trasformazioni istituzionali verificatesi nei secoli IX-X e definire l’ordinamento territoriale civile ed ecclesiastico nelle zone considerate. Nonostante l’importanza di tale regione geografica, essa non è stata mai indagata con metodicità, bensì soltanto accennata o del tutto taciuta. I motivi di tale reticenza sono la carenza di fonti e un impegno interdisciplinare, rappresentato dall’utilizzo di fonti di varia natura (documentaria, cronachistica, agiografica) e delle evidenze archeologiche e dei risultati degli scavi compiuti nel territorio per sopperire alle lacune nella documentazione. Lo studio ha richiesto competenze diversificate, a partire dall’esegesi delle fonti, dalla diplomatica e dalle paleografie greca e latina. L’autonomia politico-istituzionale dei Longobardi del Sud impedisce la diffusione di consuetudini carolingie diffuse nel resto dell’impero occidentale, come il rapporto vassallaticobeneficiale o il sistema curtense bipartito basato sull’obbligo delle prestazioni d’opera, per esempio. I rapporti clientelari del potere sono imperniati nei principati meridionali sulla concessione di cariche e titoli pubblici, oltre che di patrimonio fondiario, e da legami politici e personali che differiscono da quelli tipici del vassallaggio franco. Elemento chiave che determina gli equilibri del potere nei territori longobardi meridionali è l’influenza dell’aristocrazia cittadina e palatina a spese del potere principesco, che appare debole e incapace di arginare le élites aristocratiche. Esso appare limitato all’ambito del palazzo e dell’entourage principesco. L’andamento del potere si profila in orizzontale tra principe e aristocrazia e non in modo verticale e gerarchico come si verifica nell’amministrazione bizantina o nel panorama delle istituzioni dell’Italia settentrionale. L’amministrazione del territorio viene affidata ai gastaldi, che in origine sembrerebbero funzionari collegati a beni fiscali e nel corso del IX secolo, in seguito alla riconquista bizantina e all’ingerenza di Ludovico II, assumono connotati più politici e militari e connessi ad aree strategiche. Ai più importanti tra essi viene attribuito, precocemente rispetto al settentrione, il titolo comitale, che ha una valenza onorifica e non è collegato all’esercizio di poteri signorili come invece nel resto della penisola. A partire dal X secolo si nota un accentramento e un consolidamento del potere principesco. Acquista un ruolo istituzionale maggiore il palazzo salernitano: gli ufficiali del territorio rurale esercitano le proprie funzioni nel palazzo cittadino anche se la vertenza riguarda il contado; si percepisce più forte in tutto il territorio l’influenza del potere principesco, nella riorganizzazione amministrativa dei distretti periferici (l’attuale Cilento su tutti). .. [a cura dell'Autore]
dc.description.abstractThe purpose and originality of the research focus on a systematic study on a wide and complex peripheral territory such as the south-eastern area of the Principality of Salerno and of those areas hardly disputed both with Lucania and the current area around Cosenza (Calabria). A further goal is to show the institutional transformations that occurred in the 9th and 10th century while defining the civilian and ecclesiastical systems in the given areas. Despite the importance of the area, nobody has ever carried out an in-depth analysis and the topic was only vaguely touched on or completely avoided. The reasons for this are a lack of sources and of an interdisciplinary commitment aiming at using different sources (documents, chronicles, hagiographies) and archaeological evidence from excavations in the area in order to compensate. The study relied on expertise in different fields, a critical approach to the sources, to diplomatics and to Greek and Latin Paleographies. The political and institutional autonomy of Lombards from the South avoids the spreading of Carolingian habits commonly in use in the rest of the Western Empire such as the feudatorybeneficial relationship or the Cortense dual system based on the obligation of workmanship. The practice of political favouritism in Southern principalities is based on giving out positions and public titles, funds political and personal relationships that are different from those typical of the Frank feudalism. A key element to establish the balance of powers in Southern Lombardian territories is the influence of the city and imperial aristocracy at the expense of the royal power, weak and unable to stop these elites. It is limited to the Palace and the Royal Court. The power is split equally between prince and aristocracy, not on a vertical hierarchy like in byzantine administration or in the many different institutions in Northern Italy. Territorial administration is under responsibility of Chamberlains, who originally may have been officers related to fiscal assets, that during the 9th century, after the Byzantine reconquest and under the influence of Ludwig II, take a more political and military connotation related to strategic areas. Earlier than in the north, the most important Chamberlains gain here the title of count. It’s an honorific title not related to the exercise of feudal powers like in the rest of Italy. Starting from the 10th century the power of the prince is centralized and strengthened. The palace in Salerno plays now a major institutional role. Rural land officers practice within the palace even if the controversy involves farmers. The influence of the prince is clear and stronger in the reorganization of peripheral districts (Cilento above them all). .. [edited by Author]en_US
dc.language.isoiten_US
dc.subject.miurM-STO/01 STORIA MEDIEVALEen_US
dc.contributor.coordinatoreMazzetti, Massimoen_US
dc.description.cicloVIII n.s.en_US
dc.contributor.tutorAzzara, Claudioen_US
dc.identifier.DipartimentoScienze Storiche e Socialien_US
dc.titleLe trasformazioni di un’area di frontiera del Mezzogiorno medievale (secoli IX-X). Il principato di Salerno e i territori del confine calabro-lucano: assetto istituzionale e gerarchie socialien_US
dc.contributor.authorCivale, Biagio Daniele
dc.date.issued2011-07-07
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10556/1531
dc.identifier.urihttp://dx.doi.org/10.14273/unisa-374
dc.typeDoctoral Thesisen_US
dc.subjectItalia meridionaleen_US
dc.subjectMedioevoen_US
dc.subjectIstituzionien_US
dc.publisher.alternativeUniversita degli studi di Salernoen_US
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