Forza Italia. Nascita, evoluzione e sviluppo del centro destra italiano (1993-2001)
Abstract
1994 culminated in the crisis of the political system and opened a new phase of
democracy in Italy. The elections in March were won by the Pole of Freedoms (Polo
delle Libertà). By getting 21 percent and eight million votes, Forza Italia became the
leading party in Italy. Its leader, Silvio Berlusconi, was appointed Prime Minister.
After fifty years of substantial immobility in the political system, the executive was
now to be led by a party born only a few months before.
The crisis of 1992-1993 led to the dissolution of the political forces that had
governed Italy since the start of the post-fascist era. The five-party alliance that had
held the reins of government over the last decade simply did not exist anymore.
Enter Forza Italia, the movement around which Silvio Berlusconi had built the
coalition that defeated the alliance of the Left.
During its life span of fourteen years, Forza Italia has been the most significant
novelty in the political scene that emerged after the crisis that marked the end of
the "First Republic". Berlusconi has twice been Prime Minister and his party has
always performed brilliantly in any election, becoming rooted in the territory with
the passing of time, counting thousands of militants and public administrators
today.
As emerged from poll studies, Forza Italia has increasingly inherited the moderate
vote and the territorial rootedness that once belonged to the five-party alliance, to
which followed the moving of leading groups of the old governing majority. After a
quiet, peripheral start in the local elections, Forza Italia eventually became an
important phenomenon nationwide, especially after 2001.
At the same time, many national leaders involved in the "'94 revolution" went in
the opposite direction, moving back to the province as mayors and governors. All of
this naturally forced a cultural rethinking of Forza Italia. .. [edited by Author] Nel 1994 culminò la crisi del sistema politico e si aprì una nuova fase della democrazia in Italia. Nelle elezioni di marzo vinse il Polo delle Libertà. Forza Italia ottenendo il 21 per cento ed otto milioni di voti divenne il primo partito in Italia. Il suo leader, Silvio Berlusconi, veniva nominato presidente del Consiglio. Dopo cinquanta anni di sostanziale immobilità del sistema politico a guidare l’esecutivo ci sarebbe stato un partito nato solo pochi mesi prima.
La crisi del biennio 1992-93 aveva portato al dissolvimento delle forze politiche che avevano guidato l’Italia dal postfascismo. L’alleanza di pentapartito che aveva retto le redini del governo nell’ultimo decennio semplicemente non esisteva più.
Compariva Forza Italia, il movimento attorno al quale, Silvio Berlusconi, aveva costruito la coalizione che aveva sconfitto l’alleanza di sinistra.
Nei suoi quattordici anni di vita, Forza Italia, ha rappresentato la novità più consistente del quadro politico scaturito dopo la crisi e la fine della «Prima repubblica». Berlusconi è stato due volte presidente del Consiglio e il suo partito ha avuto sempre risultati elettorali eccellenti, radicandosi, con il passare del tempo, sul territorio, con migliaia di militanti ed amministratori. Elettoralmente Forza Italia ereditò, come è emerso dalle ricerche sui flussi elettorali, sempre con maggiore consistenza, il voto moderato e il radicamento territoriale che fu del pentapartito. A cui poi seguì anche un trasferimento dei gruppi dirigenti della vecchia maggioranza di governo. Partito in sordina, in periferia, attraverso le elezioni amministrative, è poi diventato un fenomeno rilevante anche a livello nazionale, soprattutto dopo il 2001. Nel contempo molti dirigenti nazionali artefici della “rivoluzione del ‘94” invece, seguendo il percorso inverso, tornarono in provincia come sindaci e governatori. Tutto ciò rese naturale anche un ripensamento culturale di Forza Italia. .. [a cura dell'Autore]