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dc.date.accessioned2023-03-13T12:18:43Z
dc.date.available2023-03-13T12:18:43Z
dc.description2019 - 2020it_IT
dc.description.abstractIl presente lavoro ha mirato alla ricostruzione delle tradizioni di fondazione di sette città – Lebedo, Clazomene, Focea, Eritre, Teo, Priene e Samo – della Dodecapoli ionica d’Asia Minore (il gruppo di dodici poleis riunite intorno al culto di Poseidone Eliconio al Micale), non più analizzate in maniera sistematica dopo l’imponente studio di M.B. Sakellariou (La migration greque en Ionie, Athènes 1958). L’indagine è stata condotta in una prospettiva storiografica e in accordo alle più “aggiornate” linee di metodo: una tradizione ecistica di una comunità è in primis un mezzo attraverso cui sono state (ri)costruite e rappresentate le sue origini (da parte dei membri della comunità o di soggetti esterni a essa), in rapporto alle esigenze proprie del tempo in cui le tradizioni vennero elaborate; determinate vicende, necessità o dinamiche di interazione (politico-militari, sociali, religiose) possono cioè aver influenzato la strutturazione e l’orientamento di queste tradizioni, con la proiezione in un momento primordiale, quello delle origini, di componenti ed elementi propri di un orizzonte cronologico seriore. Primaria importanza è stata quindi data al contesto: come spatium historicum – la storia delle città indagate e il quadro delle loro relazioni nella più ampia area ionica d’Asia Minore, –; ma anche come “spazio letterario” in cui le tradizioni occorrono – prestando attenzione alle dinamiche di trasmissione di esse attraverso le fonti antiche e a tutte le problematiche della letteratura frammentaria, storiografica e non –. Dopo un inquadramento preliminare relativo alla rappresentazione, nelle stesse fonti antiche, dei fenomeni migratori pertinenti alla fine del Medioevo Ellenico a cui si ricollegano le “concrete” origini delle città della Dodecapoli (la cosiddetta migrazione ionica) e agli approcci a questo genere di materiali, sono state vagliate le caratteristiche delle tradizioni di fondazione di queste poleis: alcune vertono su di una più remota e “generica” origine greca; altre sulla più puntuale origine ionica, in accordo a precisi criteri ed elementi codificatisi nel tempo e su cui Atene, forte del suo ruolo nel contesto asiatico, sarebbe intervenuta successivamente, a partire probabilmente dal VI sec. a.C. L’indagine su ogni città, dunque, oltre al tentativo di ricostruzione delle varie tradizioni, ha cercato di valutare come i singoli contesti poleici abbiano cercato di ottemperare, nel corso del tempo, all’esigenza di (auto)rappresentarsi come città ioniche; in che modo siano intervenute, per questa ragione come per altro, su nuclei già esistenti alterandone la facies e facendo così emergere eventuali meccanismi di elaborazione comuni; infine, come nelle fonti antiche (guardando specialmente alla Periegesi di Pausania) diverse elaborazioni nate per fini diversi e in momenti diversi siano state armonizzate e “storicizzate” fra loro in articolate archaiologiai. Il confronto con altri tipi di evidenza (archeologica, epigrafica) è stato condotto, all’occorrenza, per gettare luce o meglio comprendere alcuni fenomeni, badando alla piena contestualizzazione dei singoli dati e nella consapevolezza di mantenerli su di un piano diverso rispetto a quanto si desume dalle tradizioni. [a cura dell'Autore]
dc.description.abstractThis work is a reconstruction of the foundation accounts of seven cities members of the Ionian Dodekapolis in Asia Minor (Lebedos, Klazomenai, Phocaea, Erythrai, Teos, Priene and Samos). The investigation is carried out with historiographical exegetical strategies: first of all, a foundation account is an instrument with which the origins of a polis are re-constructed and represented. Political, social, religious and cultural circumstances can influence its structure and elaboration; therefore, attention is paid to the context: as spatium historicum – the history of the cities and of their relations in the Ionian space in Asia Minor –; and as “literary space” in which the traditions occur – focusing on the transmission in ancient sources –. After a preliminary analysis of the representation of the mobility at the end of Dark Ages in ancient sources – the so-called Ionian Migration, strictly connected to historical origins of the Ionian cities in Asia –, cities’ foundation accounts are investigated: some are about their greek origins, others about their ionian origins – according to specific elements stratified over time: Athens influence them probably by VI century BC –. In addition to the attempt to reconstruct traditions, other aspects are investigated: how the cities tried to self-represent as ionian cities; how they modified their foundation myths over time; how in ancient sources different traditions about the origins of the cities are harmonized and historicized in articulate archaiologiai. If necessary, also archaeological and epigraphic data, appropriately contextualized, are evaluated. [edited by Author]it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.subject.miurL-ANT/02 STORIA GRECAit_IT
dc.contributor.coordinatoreD'Onofrio, Giulioit_IT
dc.description.cicloXXXIIIit_IT
dc.contributor.tutorPolito, Marinait_IT
dc.identifier.DipartimentoScienze del Patrimonio Culturaleit_IT
dc.titleTradizioni di fondazione nella Dodecapoli ionica d'Asia Minoreit_IT
dc.contributor.authorNovello, Alfredo
dc.date.issued2021-07-13
dc.identifier.urihttp://elea.unisa.it:8080/xmlui/handle/10556/6464
dc.identifier.urihttp://dx.doi.org/10.14273/unisa-4536
dc.typeDoctoral Thesisit_IT
dc.subjectFondazioneit_IT
dc.subjectIoniait_IT
dc.subjectTradizioniit_IT
dc.publisher.alternativeUniversita degli studi di Salernoit_IT
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