Il sabese come melodrammatese: come Edoardo Sanguineti interpreta l'invenzione di un codice
Abstract
L’articolo si focalizza sui pochi interventi critici
che Sanguineti riserva a Saba; pur in numero esiguo, essi sono caratterizzati da una profonda
forza interpretativa, che permette, da un lato, di
attribuire a Saba un ruolo decisivo e rilevante tra
i Lirici Nuovi (categoria critica la cui paternità è
di Luciano Anceschi e alla quale Sanguineti ricorre nella sua antologia Poesia del Novecento), e,
dall’altro, quasi vent’anni dopo, di individuare i
meccanismi attraverso i quali Saba, a partire dal
suo amore sconfinato per il melodramma, inventa
un codice strutturato proprio sulla librettistica.
Modi e maniere con i quali Sanguineti guarda a
Saba ci consentono di osservare a sua volta il Sanguineti lessicomane, chiarendo aspetti e funzione
della lessicomania nell’agire critico di un aspirante materialista storico. The article focuses on the few critical interventions that Sanguineti devotes to Saba; although
limited in number, they are marked by a remarkable interpretative force. This allows, on the one
hand, for Saba to be assigned a decisive and significant role among the Lirici Nuovi (a critical category coined by Luciano Anceschi and adopted by
Sanguineti in his anthology Poesia del Novecento), and, on the other hand, almost twenty
years later, for the identification of the mechanisms through which Saba—starting from his
boundless love for melodrama—develops a structured code modeled on opera librettos. The ways
in which Sanguineti approaches Saba, in turn, enable us to observe Sanguineti himself as a lessicomane, clarifying the aspects and function of lexicomania in the critical practice of an aspiring historical materialist.
URI
https://sinestesieonline.it/wp-content/uploads/2026/03/Risso_gennaio-2026.pdfhttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9282
