Quale Manzoni tra la Ginzburg e Pomilio
Abstract
Il presente contributo propone un confronto fra Il Natale del 1833 di Mario Pomilio e La famiglia Manzoni di Natalia Ginzburg, usciti nello stesso anno, a distanza di poche settimane l’uno dall’altra, nel 1983. Nel perlustrare, da diverse angolazioni, la vita e l’opera del grande scrittore milanese, per comprenderne le inquietudini e le fragilità, i due libri, irriducibili alla categoria del “romanzo”, incrociano la scrittura più mossa del saggio e della biografia; e così pongono al centro del loro ideale dialogo il complesso e forse incompiuto disegno di una “verità” (sul dolore, sul male, sulla morte) che Manzoni ha cercato di fermare nei suoi libri. This article aims to compare two works from 1983, namely Il Natale del 1833 by Mario Pomilio and La famiglia Manzoni by Natalia Ginzburg. Published within weeks of each other, these books delve into the life and work of the renowned writer, Alessandro Manzoni, offering unique perspectives to unravel his anxieties and vulnerabilities. Unlike typical novels, both works transcend conventional boundaries by incorporating the dynamic elements of essay and biography writing. Their discourse revolves around the intricate and, perhaps, incomplete pursuit of a “truth” concerning themes such as pain, evil, and death—themes that Manzoni endeavored to encapsulate within his literary creations.
