Le «due tensioni» di Mario Pomilio: Il Natale del 1833 e La storia della colonna infame
Abstract
Ne Il Natale del 1833 Pomilio si confronta direttamente con il suo modello, Manzoni, tramutandolo in personaggio protagonista della sua narrazione, alle prese sul piano dell’invenzione con alcune opere, tra le quali la riscrittura della Storia della colonna infame. Ripensamento mosso da «due tensioni», quella conoscitiva e quella immaginativa, dunque razionale e affettiva, proprie di Pomilio e del suo personaggio, che lo porta alla coscienza del male come qualcosa che non ha radici all’infuori della volontà umana. Il suo simbolo è il Mora, il quale sembra ripetere nel suo destino quello dello stesso Gesù, dato il giudizio ingiusto, la tortura, la morte ignominiosa, il fanatismo e la cecità di coloro che l’hanno pretesa. Un’occasione di riflessione intorno al silenzio dell’Onnipotente, che restituisce dignità alle vittime della storia, facendogli incarnare la Passione, rendendole simbolo di un’innocenza perseguitata chiamata a redimere l’umanità. Giangiacomo Mora, personaggio mai nato, oltre a essere il riflesso della parte sconfitta del suo autore, in preda al dolore individuale per le perdite dei suoi cari,
s’appresta ad essere la metafora del dolore del mondo. In Il Natale del 1833, Pomilio engages in a direct confrontation with his role model, Manzoni, transforming him into the central character of his narrative, grappling with regard to the aforementioned works, including the rewriting of the Storia della Colonna Infame, the reconsideration is driven by two distinct tensions, namely the congnitive and imaginative, thus encompassing both rational and affective aspects, the aforementioned
attributes are the property of Pomilio and his character, wich lead him to the awareness of evil as something that does not have origins outside of human will. Mora is the symbol, wich appears to mirror the destiny of Jesus himself, given the unjust judgment, torture, ignominious death, fanaticism, and blindness of those who incflicted it. An opportunity for reflection on the silence of the God, wich restores dignity to the victims of history by embodying their suffering, making them symbols of persecuted innocence.
