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  <title>DSpace Universita' degli studi di Salerno</title>
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  <subtitle>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</subtitle>
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  <updated>2012-05-17T02:22:53Z</updated>
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    <title>FP7</title>
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      <name>Cilurzo, Massimiliano</name>
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    <updated>2012-05-04T00:00:39Z</updated>
    <published>1980-04-01T23:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: FP7
Authors: Cilurzo, Massimiliano
Abstract: noone
Description: noone</summary>
    <dc:date>1980-04-01T23:00:00Z</dc:date>
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    <title>W</title>
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      <name>W, W</name>
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    <updated>2012-05-16T09:33:27Z</updated>
    <published>2011-03-31T22:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: W
Authors: W, W
Abstract: W
Description: W</summary>
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    <title>Comunicazione didattica e mediazione educativa. La generazione creativa della conoscenza</title>
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      <name>Tedesco, Ines</name>
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    <updated>2012-04-25T00:00:56Z</updated>
    <published>2011-05-01T22:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Comunicazione didattica e mediazione educativa. La generazione creativa della conoscenza
Authors: Tedesco, Ines
Abstract: Il mio programma di ricerca intraprende un'analisi approfondita&#xD;
dell'educazione cognitiva e del Metodo Feuerstein, attraverso una fitta rete di&#xD;
contributi interdisciplinari, per comprenderne le logiche sottese e verificarne la&#xD;
praticabilità.&#xD;
Durante il primo anno di ricerca, ho svolto un'approfondita analisi&#xD;
bibliografica, allo scopo di delineare la matrice teorico-scientifica del progetto.&#xD;
Per tale ragione, ho seguito un corso di formazione al Metodo Feuerstein per&#xD;
l'applicazione del Programma di Arricchimento Sirutturaie di I livello, presso il&#xD;
Centro per l'Apprendimento Mediato di Rimini, patrocinato dall'Inlernalional&#xD;
Center for the Enhancement of Learning Potential di Israele. Durante il corso, ho&#xD;
avuto modo di approfondire le metodologie e gli strumenti del PAS, al fine di&#xD;
impostare correttamente il mio programma di ricerca.&#xD;
Reuven Feuerstein è una delle figure più importanti nello scenario&#xD;
contemporaneo delle scienze dell'educazione e della psicologia cognitiva. La sua&#xD;
prospettiva teorica, definita Interazionismo Sociale, si inquadra all'interno del&#xD;
cognitivismo, del costruttivismo e della psicologia umanistica.&#xD;
Il Metodo si caratterizza come uno dei primi approcci metacognitivi apparsi&#xD;
in ambito educativo e riabilitativo ed è attualmente sperimentato in tutte quelle&#xD;
situazioni in cui è necessario potenziare le risorse umane, come il campo&#xD;
educativo, aziendale e riabilitativo.&#xD;
Le teorie di Feuerstein sono contraddistinte da una grande fiducia nella&#xD;
modificabilità umana e da una visione ottimistica delle situazioni di difficoltà&#xD;
cognitiva. Nessun individuo raggiunge mai la piena estensione delle sue&#xD;
potenzialità intellettive, ma può continuare ad evolversi lungo tutto l'arco della&#xD;
vita, a prescindere dall'età, dallo status socio-culturale e dalla natura dei suoi&#xD;
deficit.&#xD;
L'ipotesi di una mediazione educativa ideale, che accolga il soggetto&#xD;
all'interno di un sistema reticolare di conoscenze e competenze trasversali, si&#xD;
rende necessaria per deternlinare i principi regolatori di un "ambiente&#xD;
modificante", che coinvolga le agenzie formative e fornisca al discente un orientamento di senso.&#xD;
L'apprendimento nella società complessa è una modalità strutturale della&#xD;
vita, un investimento a lunga scadenza che implica un'attività consapevole,&#xD;
intenzionale e collettiva. Le esperienze scolastiche e lavorative non riguardano&#xD;
l'esecuzione routinaria di script comportamentali, piuttosto la gestione di una&#xD;
realtà mutevole e sfuggente, che richiede con impellenza nuove abilità e saperi&#xD;
emergenti.&#xD;
Tale logica impone all'individuo l'esigenza di riprogettarsi continuamente&#xD;
m una costante e faticosa attività di co-costruzione dialogica ed esperienziale&#xD;
delle conoscenze.&#xD;
Se la concezione de]]' apprendimento legata alla modernità è definita dalla&#xD;
logica lineare del rapporto causa-effetto, facilmente declinabile in termini di&#xD;
progettazione, programmazione, somministrazione e monitoraggio, il neoapprendimento&#xD;
postmodemo decreta un' appropriazione generativa di saperi in cui&#xD;
tutti i punti di riferimento, che attribuivano solidità al mondo e favorivano la&#xD;
selezione delle strategie di vita, esplodono in una moltiplicazione indiscriminata&#xD;
di prospettive.&#xD;
I recenti studi dello statista americano James J. Heckmann, premio Nobel&#xD;
per l'economia nel 2000 e direttore del Centre far Social Program Evaluation,&#xD;
hanno evidenziato come negli ultimi decenni il rapporto tra apprendimento ed&#xD;
esiti formativi sia profondamente mutato. Nello specifico, le sue ricerche&#xD;
dimostrano come i successi individuali siano maggiormente influenzati dalle&#xD;
esperienze sociali, piuttosto che dai risultati apprenditivi ottenuti a scuola. Il fatto che la maggior parte dell'apprendimento individuale si realizzi in contesti extra-scolastici conferma llilcora una volta l'attualità delle teorie di Lev Semenovic Vygotskij sul ruolo dell'interazione sociale nello sviluppo del pensiero del bambino... [a cura dell'autore]
Description: 2009 - 2010</summary>
    <dc:date>2011-05-01T22:00:00Z</dc:date>
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    <title>Probabilistic Lightweight Ontology per l'estrazione e rappresentazione della Semantica</title>
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    <author>
      <name>Clarizia, Fabio</name>
    </author>
    <id>http://hdl.handle.net/10556/255</id>
    <updated>2012-04-24T00:00:50Z</updated>
    <published>2011-04-14T22:00:00Z</published>
    <summary type="text">Title: Probabilistic Lightweight Ontology per l'estrazione e rappresentazione della Semantica
Authors: Clarizia, Fabio
Abstract: L'estrazione e la rappresentazione della semantica contenuta nel&#xD;
linguaggio sono tra i principali argomenti che da sempre animano le&#xD;
discussioni in psicologia cognitiva e intelligenza artificiale. Nell'ambi-&#xD;
to di queste comunità scientifiche il dibattito è riferito principalmente&#xD;
al problema di individuare il modo migliore per rivelare il significato&#xD;
che risiede in un qualsiasi atto comunicativo: scrivere, leggere, parla-&#xD;
re, ecc. In alcuni rami applicativi dell'intelligenza artificiale così come&#xD;
nella Knowledge Engineering, i risultati di questi dibattiti sono stati&#xD;
utilizzati per introdurre nuovi linguaggi formali grazie ai quali è stato&#xD;
possibile sia rappresentare la semantica su un calcolatore che manipo-&#xD;
larla per l'esecuzione di ragionamenti automatici. Questi linguaggi, tra&#xD;
cui XML (eXtensible Markup Language), RDF (Resource Description&#xD;
Framework), OWL (Ontology Web Language), sono stati la risposta&#xD;
tecnologica alla nascente visione del Web Semantico introdotta da Tim&#xD;
Berners-Lee, formalmente l'inventore del World Wide Web. Secondo&#xD;
questa nuova visione, il Web dovrebbe essere una rete altamente inter-&#xD;
connessa di dati facilmente accessibile e comprensibile ad un qualsiasi&#xD;
calcolatore, un desktop o palmare, dove agenti software intelligenti sono&#xD;
in grado di risolvere richieste complesse dell'utente.&#xD;
A tutt'oggi alcune importanti questioni legate alla nascita del Web&#xD;
Semantico non sono state risolte: questioni che si riferiscono principal-&#xD;
mente al modo per rivelare e rappresentare la semantica stessa. Il pro-&#xD;
blema fondamentale è che scoprire le intenzioni dell'autore, ad esempio&#xD;
contenute all'interno di un testo, può essere un processo molto com-&#xD;
plesso e soprattutto ambiguo per via del fatto che il significato stesso&#xD;
esiste indipendentemente dal linguaggio utilizzato e dal processo d'in-&#xD;
terpretazione. E' ben noto, infatti, che a causa delle imperfezioni del&#xD;
linguaggio umano i processi d'interpretazione ovvero codifica e deco-&#xD;
difica del messaggio-significato potrebbero essere imperfetti e dunque&#xD;
corrotti da rumore. La rivelazione della semantica del testo, dunque,&#xD;
non può essere fatta semplicemente associando un significato al testo&#xD;
attraverso linguaggi formali ma piuttosto deve essere realizzata utiliz-&#xD;
zando metodi in grado di considerare il fattore rumore intrinseco ai&#xD;
processi stessi e, di conseguenza nasce così l'esigenza di utilizzare ulte-&#xD;
riori linguaggi - per forza di cose probabilistici - in grado di gestire al&#xD;
meglio tali processi rumorosi.&#xD;
La Knowledge Engineering, dal canto suo, dovrebbe poi fornire sem-&#xD;
plicemente gli strumenti per facilitare l'interazione dell'utente con i&#xD;
dati, visto che i processi in gioco possono essere considerati situati e&#xD;
temporali in cui il testo stesso agisce come condizione a contorno e nel&#xD;
quale l'utente è, ex necessitate, il protagonista. Un processo d'inter-&#xD;
pretazione del significato dovrebbe così portare in conto i diversi livelli&#xD;
di rappresentazione della semantica, che partono dal testo - livello più&#xD;
basso - fino all'utente - livello più alto - usando un formalismo tale&#xD;
da consentire il trattamento dell'incertezza. Progettare modelli per la&#xD;
semantica in grado di non tralasciare tutti questi aspetti sembrerebbe&#xD;
l'unico modo per assegnare il significato ad un testo: significato che&#xD;
può essere rappresentato attraverso un linguaggio formale oltre che dal&#xD;
linguaggio naturale e che si presta facilmente ad essere manipolato da&#xD;
un agente artificiale anche e, come nel nostro caso, attraverso l'utilizzo&#xD;
di metodi automatici basati su ontologie.&#xD;
In questo lavoro di tesi è stato così introdotto un sistema a livel-&#xD;
li, come accennato in precedenza, per la manipolazione del significato&#xD;
secondo il quale l'estrazione della semantica può avvenire attraverso l'a-&#xD;
nalisi delle relazioni tra i diversi tipi di elementi tra cui parole, concetti&#xD;
e percetti. Lo sforzo impiegato nella formalizzazione di questi aspetti&#xD;
ha dato luogo a due differenti tendenze. Una prima che si concentra&#xD;
principalmente sulla struttura delle relazioni associative tra parole del&#xD;
linguaggio naturale e sulle relazioni tra concetti e parole, che si defini-&#xD;
sce come la parte più superficiale della semantica (che possiamo estrar-&#xD;
re direttamente dai testi), o light semantics. Una seconda che esalta&#xD;
strutture concettuali astratte, concentrandosi su relazioni tra concetti,&#xD;
relazioni tra concetti e percetti, relazioni tra percetti e azioni, e che&#xD;
si definisce come la componente più profonda della semantica (che si&#xD;
può estrarre ad esempio studiando l'utente ed i suoi comportamenti), o&#xD;
deep semantics. Una volta introdotto il modello generale, si è posta at-&#xD;
tenzione solo ad alcuni degli aspetti discussi precedentemente (si veda&#xD;
la figura 1) cosicché il cuore della nostra proposta è quindi la definizio-&#xD;
ne di un tipo di conoscenza informale, indicata da noi come informal&#xD;
Lightweight Ontology (iLO)e che può essere desunta automaticamente&#xD;
da documenti.&#xD;
Tale rappresentazione della conoscenza può essere ancora vista co-&#xD;
me un Grafo di Termini o Grafo di Concetti, composto cioè da nodi (i&#xD;
concetti stessi) e da collegamenti pesati tra essi (in grado di conservare&#xD;
e rappresentare le relazioni semantiche tra concetti) e dove ogni nodo-&#xD;
concetto può essere specificato attraverso un ulteriore grafo (in questo&#xD;
caso si parlerà di parole come nodi e legami/archi, ancora una volta&#xD;
pesati, tra parole). A questo punto, se per entrambi i grafi, i pesi dei&#xD;
diversi legami (tra concetti e tra parole) sono intesi attraverso una pro-&#xD;
babilità, è dunque possibile compiere inferenza e quindi apprendere una&#xD;
rappresentazione di un concetto e/o di un grafo di concetti attraverso&#xD;
tecniche probabilistiche (1).&#xD;
Nell'ambito di questo lavoro è stato poi realizzato un ambiente&#xD;
sperimentale in grado di testare l'approccio proposto e verificarne la&#xD;
sua effettiva bontà quando impiegato in casi reali per l'interpretazione&#xD;
dell'intenzione utente. Specificatamente abbiamo realizzato così due&#xD;
scenari di interesse:&#xD;
I) il primo sfrutta le potenzialità di categorizzazione concettuale del-&#xD;
le iLO su grandi collezioni di dati testuali, per esempio repository&#xD;
di pagine web;&#xD;
II) il secondo più focalizzato in ambito di User Satisfaction sfrut-&#xD;
ta la stessa tecnica per recuperare da un repository di pagine&#xD;
web, contenuti più vicini alle intenzioni degli utenti quando questi&#xD;
effettuano queries di tipo informazionali.&#xD;
Nel primo ambiente di testing, proprio per sollevarci dalla soggettività&#xD;
dei dati sperimentali, abbiamo previsto il confronto con un motore&#xD;
di ricerca text-based puramente sintattico molto diffuso in ambiente&#xD;
open source, Lucene, attraverso l'uso di indici di prestazione specifici&#xD;
 (Precision e Recall tra gli altri) dei motori di ricerca su web. Allo&#xD;
stesso modo e per avere una ulteriore conferma sulla bontà del nostro&#xD;
sistema, all'interno della seconda fase di sperimentazione sono stati&#xD;
così condotti esperimenti in diversi contesti e, per ogni uno di essi, è&#xD;
stato richiesto ad alcuni gruppi di esseri umani di assegnare dei giudizi&#xD;
di rilevanza per il set di pagine web restituite sia da un motore di&#xD;
ricerca classico (nella fattispecie una versione personalizzata di Google&#xD;
- Google Custom Engine) e dal nostro motore di ricerca implementato&#xD;
con l'ausilio di Lightweight Ontology.&#xD;
In entrambi i casi, i risultati ottenuti hanno confermato che la tecni-&#xD;
ca proposta aumenta sicuramente le prestazioni in termini di rilevanza&#xD;
e rispondenza alle vere intenzioni dell'utente e, poiché un'ontologia,&#xD;
almeno per come l'abbiamo intesa noi in questo lavoro, consiste di con-&#xD;
cetti e di collegamenti tra essi, una maggiore specializzazione di intenti,&#xD;
ovvero una rappresentazione coerente del significato, risulta molto utile&#xD;
per ridurre i problemi legati l'ambiguità intrinseca del linguaggio.&#xD;
&#xD;
(1) All'uopo si è pensato di utilizzare una versione smoothed della Latent Dirichlet&#xD;
Allocation conosciuta in letteratura anche come Topic Model così come sarà ben&#xD;
descritto nel seguito di questa tesi.                                                                                     Figura 1 Rappresentazione a livelli della semantica: il modello computazionale&#xD;
proposto in questo lavoro si riferisce alle relazioni incluse nella cornice rossa.&#xD;
&#xD;
[a cura dell'autore]
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