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Titolo: L'elaborazione teologica della "sventura": Pomilio, Manzoni, il libro di Giobbe
Autore: Langella, Giuseppe
Parole chiave: Pomilio Mario;Manzoni Alessandro;Il Natale del 1833;Giobbe;Job
Data: 2023
Editore: Avellino : Associazione Culturale Internazionale Sinestesie
Citazione: Langella, Giuseppe. "L'elaborazione teologica della "sventua": Pomilio, Manzoni, il libro di Giobbe", Sinestesie, XXVIII (2023): 67-76
Abstract: Nel Natale del 1833 Pomilio cerca di calarsi nel dramma umano e religioso vissuto da Manzoni in seguito alla morte assai acerba dell’amatissima Enrichetta. Della crisi di fede che segue alla dolorosa perdita, rimasta in gran parte sepolta nell’intimo dello scrittore, non abbiamo che pochi accenni epistolari, un brevissimo inciso nella Storia della colonna infame e due lacunosi abbozzi di un incompiuto epicedio. Partendo proprio da due versi del primo di questi abbozzi («il Dio che me la toglie, / il Dio che me la dié»), chiaramente ricalcati su Gb 1, 21, Pomilio immagina che Manzoni proietti la propria sventura su quella di Giobbe, progettando di scrivere un’opera sul biblico patriarca idumeo. Il rovello manzoniano intorno a questo fantomatico progetto, che si snoda lungo il romanzo senza mai prendere forma compiuta, si traduce in un’interrogazione timorosa ma assillante, quasi in un corpo a corpo con Dio, per venire a capo del mistero incomprensibile della teodicea, del male che colpisce l’innocente. Il saggio focalizza l’attenzione su questo tema cruciale, sulle conclusioni provvisorie che Manzoni viene via via formulando e dalle quali si ritrae ogni volta atterrito, per non cadere lui stesso nella bestemmia di «negar la Provvidenza, o accusarla», finché non trova una risposta appagante che lo riconcilia con Dio e col dolore.
In Il Natale del 1833 Pomilio tries to immerse himself in the human and religious drama experienced by Manzoni following the very immature death of his beloved Enrichetta. Of the crisis of faith that follows the painful loss, which remained largely buried within the writer, we have only a few epistolary hints, a very brief entry in the Storia della colonna infame and two incomplete drafts of an unfinished epicedium. Starting from two verses of the first of these sketches («il Dio che me la toglie, / il Dio che me la dié»), clearly based on Job 1, 21, Pomilio imagines that Manzoni projects his own misfortune onto that of Job, planning to write a work about the biblical Idumean patriarch. Manzoni’s turmoil around this elusive project, which unfolds throughout the novel without ever taking complete shape, translates into a fearful but nagging question, almost in a melee with God, to get to the bottom of the incomprehensible mystery of theodicy, of the evil who hits the innocent. The essay focuses attention on this crucial theme, on the provisional conclusions that Manzoni gradually formulates and from which he withdraws terrified every time, so as not to fall into the blasphemy of «denying Providence, or accusing it», until he finds a satisfying response that reconciles him with God and with pain.
URI: https://www.sinestesierivistadistudi.it/il-dramma-della-todicea/
http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9672
ISSN: 1721-3509
È visualizzato nelle collezioni:Sinestesie. 2023. XXVIII. Il dramma della teodicea. Il Natale del 1833 dall'epicedio manzoniano al romanzo di Mario Pomilio

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