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http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9688| Title: | La morte dell'automa. Una rilettura distopica della macchina mondiale |
| Authors: | Pegorari, Daniele Maria |
| Keywords: | Disumanizzazione;Tecnocrazia;Alienazione;Distopia;Dehumanisation;Technocracy;Alienation;Dystopia |
| Issue Date: | 2025 |
| Publisher: | Avellino : Associazione Culturale Internazionale Sinestesie |
| Citation: | Pegorari, Daniele Maria. "La morte dell'automa. Una rilettura distopica della macchina mondiale", Sinestesie, XXXI (2024): 81-91 |
| Abstract: | Il contributo sottopone a revisione la ricorrente definizione de La macchina mondiale come un «piccolo Vangelo anarchico», secondo la celebre definizione che ne diede Pasolini. Questa formula, infatti, presuppone una sostanziale identificazione fra l’ideologia di Volponi e quello del suo stralunato protagonista, Anteo Crocioni, facendo di questi un martire del conformismo e inducendo il lettore a empatizzare con lui. A giudizio dell’autore di questo studio, invece, Volponi ha piuttosto cercato con questo romanzo di esplorare a fondo i meccanismi di disumanizzazione attivati dalla società tecnocratica
avanzata, i quali non solo sfruttano, opprimono e alienano l’individuo, ma lo assorbono come ingranaggio del potere e ripetitore delle medesime azioni di violenza. Così il bizzarro Anteo – contadino, ingegnere autodidatta e sedicente filosofo – è sì una vittima del sistema, ma è anche un inetto che trasforma in aggressività verso la moglie la propria irresolutezza. Nel suo folle progetto di trasformazione generale del pianeta in una rete di macchine, dietro un vago anelito al progresso, si cela soprattutto il veleno di una
concezione tecnologica e gestionale della vita, che perde di vista l’obiettivo primario della politica democratica (la regolamentazione della convivenza, ai fini della promozione della persona umana) in nome di una vacua e autoreferenziale efficienza dei dispositivi. Il romanzo rivela, così, il suo più autentico volto distopico. The contribution revises the recurring definition of La macchina mondiale as a «little anarchic gospel», according to the famous definition given by Pasolini. This formula, in fact, presupposes a substantial identification between Volponi’s ideology and that of his bewildered protagonist, Anteo Crocioni, making him a martyr of conformism and inducing the reader to empathise with him. In the author’s opinion, however, Volponi has rather tried with this novel to explore in depth the mechanisms of dehumanisation activated by the advanced technocratic society, which not only exploit, oppress and alienate the individual, but also absorb him as a cog in the wheel of power and repeater of the same acts of violence. Thus the bizarre Anteo – farmer, self-taught engineer and self-styled philosopher – is indeed a victim of the system, but he is also an inept who turns his own irresolution into aggression towards his wife. In his insane project of the general transformation of the planet into a network of machines, behind a vague yearning for progress, hides above all the poison of a technological and managerial conception of life, which loses sight of the primary objective of democratic politics (the regulation of coexistence, for the promotion of the human person) in the name of a vacuous and self-referential efficiency of devices. The novel thus reveals its most authentic dystopian face. |
| URI: | https://www.sinestesierivistadistudi.it/paolo-volponi-le-carte-lopera-la-polis/ http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9688 |
| ISSN: | 1721-3509 |
| Appears in Collections: | Sinestesie. 2024. XXXI. Paolo Volponi. Le carte, l’opera, la polis |
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