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http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9772| Titolo: | La funzionalizzazione del sacro nei testi cinematografici pasoliniani |
| Autore: | Bianco, Michele |
| Parole chiave: | Sacro;Mito;Rito;Religione;Divino;Mistero;Santo;Pro-Fanum;Funzionalizzazione;Sceneggiature;Sacredness;Myth;Rite;Religion;Divine;Mystery;Holy;Pro-fanum;Functionalization;Scripts |
| Data: | 2023 |
| Editore: | Avellino : Associazione Culturale Internazionale Sinestesie |
| Citazione: | Bianco, Michele. "La funzionalizzazione del sacro nei testi cinematografici pasoliniani", Sinestesie, XXV (2023): 199-212 |
| Abstract: | Complessità labirintica, esca semantica, a-priori, etc. Con queste ed altre
definizioni si è cercato di circoscrivere l’ambito esperienziale e teoretico del sacro nel
suo uso-funzione che, se da un lato sembra esprimere un rinvio all’Assoluto, all’Essere, dall’altro dice la non necessaria inclusione del Trascendente nella sua nozione, tra
disincantamento del mondo e de-divinizzazione della storia nel recupero di un sacro
originario che cela il suo potenziale utopico: il sacro appartiene all’ordine dei fenomeni
naturali, è un atto primitivo che precede e fonda la religione, per Eliade; esso indica
propriamente ciò che è separato ed inviolabile e si rapporta con la religione, i miti e i riti,
per Otto. Pasolini, facendo sue le istanze di Eliade e di Otto, presenta il sacro, nei suoi
testi cinematografici, con uno sguardo criticamente sincronico e interdisciplinare, come
un problema limite (Grenz-Begriff), espressione di una apertura nella cui fenditura c’è
spazio per l’interrogazione, come uno spazio intermedio (Zwischen) fra santo e profano,
come un surplus di senso che manifesti la possibilità di avvicinarsi all’inconoscibilità del
reale che è in se stesso sacro. Sacra è, in definitiva, per Pasolini, la realtà stessa. Il divino
(Gottheit), attraverso il sacro, è l’essere risplendente nella sua radicalità. Labyrinthic complexity, semantic enticement, ex-ante etc. these and other definitions attempt to pinpoint the experiential and theoretical field of the sacredness in its use-function. This, on the one hand, seems to express a cross-reference to the Absolute, to the Being, whereas, on the other hand, it claims the unnecessary inclusion of the Transcendent in its notion, between the disenchantment of the world and the de-divination of history in the recovery of an original sacredness which hides its utopic potential: according to Eliade the sacredness belongs to the order of natural events, it is a primitive act which precedes and founds religions, instead according to Otto it indicates something separated and intact which interacts with religion, myths and rites. Drawing from Eliade’s and Otto’s illustrations, Pasolini presents the sacredness in his scripts, through a critically synchronic and interdisciplinary scrutiny, as an ultimate problem (Grenz-Begriff), as an expression of a breach in the fissures of which there is place for interrogation, as an intermediate space (Zwischen) between the sacred and the profane, as a surplus of sense which manifests the opportunity to get closer to the unknowability of reality which is in itself sacred. Reality itself is ultimately sacred for Pasolini. The divine (Gottheit), through the sacred, is the shining being in its radicality. |
| URI: | https://www.sinestesierivistadistudi.it/una-disperata-vitalita/ http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9772 |
| ISSN: | 1721-3509 |
| È visualizzato nelle collezioni: | Sinestesie. 2023. XXV. Una disperata vitalità. Pier Paolo Pasolini a cent'anni dalla nascita 1922-2022 |
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