<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
<title>Diritto privato</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/3044" rel="alternate"/>
<subtitle/>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/3044</id>
<updated>2026-04-14T17:04:22Z</updated>
<dc:date>2026-04-14T17:04:22Z</dc:date>
<entry>
<title>La criptovaluta, un circuito economico alternativo. Applicazioni e prospettive di sviluppo nell'economia nazionale e la necessità di una regolamentazione complessiva</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7891" rel="alternate"/>
<author>
<name>Bochicchio, Carla</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7891</id>
<updated>2025-04-30T18:17:27Z</updated>
<published>2023-11-14T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La criptovaluta, un circuito economico alternativo. Applicazioni e prospettive di sviluppo nell'economia nazionale e la necessità di una regolamentazione complessiva
Bochicchio, Carla
Il presente lavoro si occupa del fenomeno delle criptovalute, fenomeno 
senza dubbio di nuova generazione. Il primo capitolo riguarda l’origine 
della criptovaluta, e anche di bitcoin, che rappresenta la criptovaluta più 
famosa e senz’altro la più diffusa, tanto da costituirne il 
prototipo. L’interesse che l’argomento ha suscitato dipende anche dal 
fatto che il sistema monetario e finanziario sta cambiando nella sua forma 
tradizionale, e di fronte a tale trasformazione la criptovaluta secondo 
alcuni è la soluzione secondo altri è solo un ulteriore problema. Alcuni 
studiosi hanno addirittura propugnato una visione per così dire messianica, 
arrivando a paragonare Satoshi Nakamoto, il misterioso capostipite del 
fenomeno criptocurrency, a Martin Lutero1
: come il monaco agostiniano 
ha affrancato l’umanità dall’intermediazione del clero, similmente il padre 
del bitcoin l’avrebbe liberata dal controllo delle banche centrali, gettando 
le basi per un sistema economico democratico e paritetico ( “peerto peer”)
fondato sul ricorso a mezzo di pagamento alternativo alla moneta 
tradizionale. La ragione sottesa alla creazione del fenomeno 
bitcoin, rectius delle criptovaluta in generale, risiede nell’insoddisfazione 
e nell’assoluta sfiducia degli investitori e dei risparmiatori nelle Istituzioni 
bancarie, soprattutto in seguito alla crisi finanziaria del 2008, pertanto, ai 
fini di una comprensione, il più possibile chiara del sistema economico 
alternativo che il presente lavoro mira a delineare, è necessario partire dalle 
origini. .. [introduzione a cura dell'Autore]
</summary>
<dc:date>2023-11-14T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
<entry>
<title>Mutuo riconoscimento e acquisizione dell’e-evidence nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia tra vecchi e nuovi strumenti di cooperazione giudiziaria penale</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7464" rel="alternate"/>
<author>
<name>Gaudieri, Alessio</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7464</id>
<updated>2025-04-30T17:55:52Z</updated>
<published>2022-07-21T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Mutuo riconoscimento e acquisizione dell’e-evidence nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia tra vecchi e nuovi strumenti di cooperazione giudiziaria penale
Gaudieri, Alessio
La rivoluzione cibernetica ha segnato il destino della società e sta contribuendo ai radicali
cambiamenti sociali ed economici. Il progresso scientifico e tecnologico ha amplificato i
confini della coscienza e della conoscenza modificando gli assetti sociali e relazionali.
Nei procedimenti penali, potrebbe dimostrarsi necessario acquisire dati elettronici
presenti in internet. Questi possiedono caratteristiche proprie che impongono un
ripensamento anche dei rapporti di cooperazione transnazionale, qualora abbiano natura
allogena.
È, dunque, utile concentrare l’attenzione sugli strumenti presenti e futuri sviluppati
nell’ambito della cooperazione giudiziaria in materia penale per l’acquisizione della
prova digitale.
In particolare, oggetto di analisi sono gli strumenti attualmente esistenti e in via di
formazione, la cui funzione consiste nell’acquisizione da parte di un’autorità di emissione
di dati elettronici conservati all’estero da un internet service provider.
In tal senso, ci si chiede se gli strumenti già esistenti si siano rivelati efficaci e perché gli
ordinamenti statuali e i prestatori di servizi hanno reagito innanzi ai vuoti normativi con
la voluntary disclosure in attesa di una disciplina più efficiente. Oggetto di valutazione
sono gli strumenti della cooperazione giudiziaria specificamente dedicati, analizzati
considerando il rapporto tra autorità e libertà, al fine di stabilire se riescono a garantire
un equilibrio tra le esigenze contrapposte, rappresentate da un lato dagli interessi alla
repressione dei reati ed alla sicurezza internazionale ed interna, dall’altro dall’interesse
dei singoli al rispetto dei diritti fondamentali coinvolti nelle attività di acquisizione dei
dati elettronici.
Lo studio approfondisce anche l’attività dell’Unione europea nella creazione di strumenti
di ultima generazione. Ulteriore obiettivo è capire se è stato avviato un progressivo
abbandono del principio di territorialità, se vi sia una sovrapposizione tra strumenti e se
l’eccessiva produzione normativa non rischi di rendere caotico il contesto in cui
opereranno le autorità giudiziarie.
La struttura del lavoro è frutto di un’attenta analisi delle fonti e della disciplina dedicata
al tema. È adoperato un rigido approccio metodologico basato sull’interpretazione
sistematica degli istituti, letti sotto la lente di ingrandimento della tutela dei diritti
fondamentali contemperati mediante l’applicazione del principio di proporzionalità, alla
ricerca di un delicato equilibrio tra valori contrapposti.
Teleologia ed assiologia saranno gli elementi che guideranno l’analisi degli strumenti,
alla ricerca di possibili vuoti normativi o imperfezioni del sistema in corso di formazione
dedicato all’acquisizione delle prove elettroniche transnazionali.
A tal fine, il lavoro si compone di cinque capitoli. Un primo capitolo, avente lo scopo di
spiegare l’attualità dell’indagine ed il contesto sociale in cui si è sviluppata l’esigenza di
strumenti per l’acquisizione della prova elettronica transnazionale; un secondo capitolo,
utile a tracciare i principi strutturali su cui si regge la cooperazione giudiziaria in materia
penale, che faranno da cornice agli strumenti per l’acquisizione della formazione della
prova elettronica; un terzo capitolo, che analizza nello specifico gli strumenti a carattere
internazionale; un quarto capitolo, con il quale si approfondiscono gli strumenti
dell’Unione europea; un ultimo capitolo, ove si traggono le conclusioni del lavoro, a
seguito dello studio dei dati raccolti. [a cura dell'Autore]; The cyber revolution has marked the fate of society and is contributing to radical social
and economic changes. Scientific and technological progress has amplified the
boundaries of consciousness and knowledge by changing social and relational structures.
In criminal proceedings, it may prove necessary to acquire electronic data on the internet.
These have their own characteristics that require a rethinking of transnational cooperation
relations, if they have an allogenous nature.
Therefore, it is useful to focus on the present and future tools developed in the field of
judicial cooperation in criminal matters for the acquisition of digital evidence.
In particular, the subject of analysis are the instruments currently existing and being
developed, whose function consists in the acquisition by an issuing authority of electronic
data stored abroad by an internet service provider.
In this sense, the question arises as to whether existing instruments have proved effective
and why the state systems and service providers have reacted to the regulatory gaps with
voluntary disclosure pending a more efficient discipline. Specifically dedicated
instruments of judicial cooperation are the object of evaluation, analyzed by considering
the relationship between authority and freedom, in order to establish whether they succeed
in ensuring a balance between the opposing requirements, represented on the one hand
by the interests of crime suppression and international and internal security, and on the
other hand by the interest of individuals in respecting the fundamental rights involved in
electronic data acquisition activities.
The study also explores the European Union's work in creating state-of-the-art tools. A
further objective is to understand if a progressive abandonment of the principle of
territoriality has been initiated, if there is an overlap between instruments and if the
excessive production of legislation does not risk making the context in which the judicial
authorities will operate chaotic.
The structure of the work is the result of a careful analysis of the sources and discipline
dedicated to the theme. A strict methodological approach based on the systematic
interpretation of the institutes is adopted, read under the magnifying glass of the
protection of fundamental rights balanced through the application of the principle of
proportionality, in search of a delicate balance between opposing values.
Teleology and axiology will be the elements that will guide the analysis of the
instruments, in search of possible regulatory gaps or imperfections of the system being
trained dedicated to the acquisition of transnational electronic evidence.
To this end, the work consists of five chapters. A first chapter, with the aim of explaining
the topicality of the survey and the social context in which the need for tools for the
acquisition of transnational electronic evidence has developed; a second chapter, useful
to outline the structural principles on which judicial cooperation in criminal matters is
based, which will frame the tools for the acquisition of electronic evidence; a third
chapter, which specifically analyses international instruments; a fourth chapter, which
explores the instruments of the European Union; a final chapter, where the conclusions
of the work are drawn, following the study of the data collected. [edited by Author]
2020 - 2021
</summary>
<dc:date>2022-07-21T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
<entry>
<title>Il potere di ordinanza nella gestione dell’emergenza sanitaria</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7457" rel="alternate"/>
<author>
<name>Galasso, Virginia</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7457</id>
<updated>2025-04-30T17:54:44Z</updated>
<published>2022-08-08T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Il potere di ordinanza nella gestione dell’emergenza sanitaria
Galasso, Virginia
Il presente contributo si pone l’obiettivo di analizzare l’evoluzione, la
natura e i limiti del potere di ordinanza emergenziale, partendo da una
ricostruzione storica del potere in esame e ripercorrendo le principali tappe
che hanno condotto all’affermazione dello stesso nell’attuale sistema
Costituzionale. Trattasi di un percorso caratterizzato dalla tensione con
principi propri di un moderno Stato di diritto, come quelli di legalità, tipicità
e tassatività dell’azione amministrativa.
Oggetto dell’indagine sarà quel potere che nell’ordinamento italiano è
attribuito alla pubblica amministrazione da norme primarie, al fine di vietare
o imporre un determinato comportamento, in caso di eventi imprevedibili ed
eccezionali da fronteggiare, in vista del perseguimento di un interesse
pubblico. In particolare, si analizzerà come questo potere di eccezione è stato
utilizzato nel nostro ordinamento per fare fronte a emergenze sanitarie.
Una ricerca, pertanto, finalizzata ad esaminare quel potere di ordinanza
che a seguito di eventi eccezionali e imprevedibili regola l’emergenza.
Trattasi di un potere giustificato dall’urgenza di provvedere, attuato
attraverso provvedimenti il cui contenuto non è prestabilito dalla legge, ma
dalla stessa soltanto autorizzato e rimesso alla scelta discrezionale
dell’organo agente. La normativa primaria si limita a invocare concetti
giuridici indeterminati (unbestimmte Rechtsbegriffe), senza indicare le misure
che l’ordinanza deve contenere. Sono tali le locuzioni di “interesse pubblico”,
di “pubblica sicurezza”, di “ordine pubblico” e di “buon costume”, le quali
vengono utilizzate dal legislatore al fine di abbracciare una pluralità di
fenomeni, idonee ad assumere diversi significati.
Tale indeterminatezza ha posto il problema della conformità della norma
primaria, attributiva del potere, ai principi di tipicità e tassatività dei poteri
amministrativi e di compatibilità con le situazioni giuridiche soggettive del
privato di rango sovraordinato rispetto allo stesso potere amministrativo.
A tal fine, si partirà dall’analisi dottrinale sul tema, la quale si è impegnata
nella ricostruzione dei rispettivi limiti per ricondurre detto potere al rispetto
dei parametri costituzionali.
Il lavoro continuerà con l’analisi dei principi costituzionali che legittimano
tale potere e delle pronunce della Suprema Corte che a più riprese ne hanno
affermato la rispondenza ai principi cardine del nostro ordinamento.
Ciò consentirà di pervenire all’individuazione dei tratti distintivi delle
ordinanze emergenziali, oltre che all’individuazione dei rispettivi limiti e
presupposti, anche in riferimento alla giurisprudenza amministrativa, nonché
all’analisi del rapporto con il principio di legalità.
Tali premesse saranno necessarie per comprendere come questo potere è
stato adoperato nelle situazioni di emergenza sanitaria e, più in particolare, di
come sia stato adoperato durante la recente emergenza epidemiologica da
COVID – 19.
In tale contesto saranno analizzate non solo le caratteristiche dei
provvedimenti amministrativi adottati ma anche le diverse disposizioni
normative che le regolano.
Lo studio si concentrerà, più in particolare, sul potere di ordinanza
attribuito ai Presidenti di Regione nell’ambito dell’emergenza
epidemiologica da COVID – 19 e sui contrasti interpretativi, sia dottrinali che
giurisprudenziali, che lo stesso ha generato, soprattutto quando ha inciso sulle
libertà fondamentali dei privati.
Infine, il lavoro si concluderà con l’individuazione dei caratteri
fondamentali delle ordinanze emanate dalle autorità amministrative ai tempi
del Covid – 19, al fine di distinguere predetto strumento (come individuato
nei D.L. nn. 6, 19 e 33 del 2020) dalle altre fattispecie di ordinanza
contingibile e urgente previste dall’ordinamento. Considerazioni saranno
svolte anche in merito ai profili di legittimità costituzionale di questo potere
amministrativo. [a cura dell'Autore]; This contribution aims to analyze the evolution, nature and limits of the power
of emergency ordinance, starting from a historical reconstruction of the power in
question and retracing the main steps that led to its affirmation in the current system.
Constitutional. This is a path characterized by the tension with the principles of a
modern rule of law, such as those of legality, typicality and mandatory
administrative action.
The subject of the investigation will be that power that in the Italian legal system
is attributed to the public administration by primary rules, in order to prohibit or
impose a certain behavior, in the event of unforeseeable and exceptional events to
be faced, in view of the pursuit of a public interest. In particular, we will analyze
how this power of exception has been used in our legal system to deal with health
emergencies.
A research, therefore, aimed at examining that power of ordinance which,
following exceptional and unforeseeable events, regulates the emergency.
This is a power justified by the urgency to provide, implemented through provisions
whose content is not established by law, but only authorized by the same and left
to the discretion of the acting body. The primary legislation is limited to invoking
indeterminate legal concepts (unbestimmte Rechtsbegriffe), without indicating the
measures that the ordinance must contain. These are the terms of "public interest",
"public security", "public order" and "morality", which are used by the legislator in
order to embrace a plurality of phenomena, suitable to assume different meanings.
This indeterminacy has posed the problem of the conformity of the primary rule,
conferring power, to the principles of typicality and mandatory nature of
administrative powers and of compatibility with the subjective legal situations of
the private individual of higher rank than the same administrative power.
To this end, we will start from the doctrinal analysis on the subject, which has
undertaken to reconstruct the respective limits to bring said power back to
compliance with constitutional parameters.
The work will continue with the analysis of the constitutional principles that
legitimize this power and the rulings of the Supreme Court which have repeatedly
affirmed its compliance with the cardinal principles of our system.
This will allow for the identification of the distinctive features of the emergency
ordinances, as well as the identification of the respective limits and conditions, also
in reference to administrative jurisprudence, as well as the analysis of the
relationship with the principle of legality.
These premises will be necessary to understand how this power was used in health
emergency situations and, more specifically, how it was used during the recent
epidemiological emergency from COVID - 19.
In this context, not only the characteristics of the administrative measures adopted
will be analyzed but also the various regulatory provisions that regulate them.
The study will focus, more specifically, on the power of ordinance attributed to
the Presidents of the Region in the context of the epidemiological emergency from
COVID - 19 and on the interpretative contrasts, both doctrinal and jurisprudential,
that it generated, especially when it affected the fundamental freedoms of
individuals.
Finally, the work will end with the identification of the fundamental
characteristics of the ordinances issued by the administrative authorities at the time
of Covid - 19, in order to distinguish the aforementioned instrument (as identified
in the Legislative Decree nos. 6, 19 and 33 of 2020) from the other cases. contingent
and urgent ordinance provided for by the law. Considerations will also be made on
the constitutional legitimacy profiles of this administrative power. [edited by Author]
2020 - 2021
</summary>
<dc:date>2022-08-08T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
<entry>
<title>Diritti fondamentali del lavoro: bilanciamento di interesse e tecniche di tutela</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7425" rel="alternate"/>
<author>
<name>Parrella, Ilaria</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7425</id>
<updated>2025-04-30T17:47:38Z</updated>
<published>2022-03-03T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Diritti fondamentali del lavoro: bilanciamento di interesse e tecniche di tutela
Parrella, Ilaria
Il tema dei diritti fondamentali dei lavoratori è un tema ampio che certamente ha molte implicazioni sia teoriche che pratiche. Nella tesi si cerca di accertare il livello di attuazione e di protezione di alcuni dei diritti fondamentali dei lavoratori che oggi rischiano una più grave compromissione nel loro bilanciamento con altri interessi e diritti tutelati
dall'ordinamento
In quest'ottica si è evidenziato che, per un verso i diritti fondamentali sono condizionati dai vincoli di bilancio sia interni che europei che limitano le prestazioni a tutela degli stessi, per altro verso essi sono spesso sacrificati difronte alle esigenze dell'impresa: entrambe le situazioni sono poi aggravate nei periodi di crisi sia economiche che sanitarie come quelli attuali.
Nel primo capitolo, definiti i diritti fondamentali ed individuati i loro caratteri essenziali, si sono esaminate le fonti nelle quali trovano esplicito riconoscimento.
La centralità del lavoro nella Costituzione italiana fa assumere ai diritti fondamentali dei lavoratori una rilevanza particolare e la loro attuazione e tutela è lo strumento per l'emancipazione sociale dell'individuo e della Repubblica. La tutela della sicurezza, libertà e dignità umana sono al centro di questo progetto: la loro definizione, quindi, è necessaria per individuare i limiti di un corretto esercizio dell'attività economica privata e dei poteri del datore di lavoro.
I diritti fondamentali trovano, poi, un ampio riconoscimento a livello europeo.
I rapporti tra i diversi livelli di tutela comunitaria ed interna determinano il contenuto concreto dei diritti fondamentali.
Le posizioni della dottrina e della giurisprudenza sulle questioni della doppia pregiudizialità, sono mutate nel tempo, e di recente, dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 269 del 2017, sembrano aver imboccato una strada opposta a quella fino ad allora percorsa che vede la nostra Corte riappropriarsi del primato nell'interpretazione del diritto sovranazionale. I rapporti tra Corte costituzionale e Corte di giustizia non hanno, tuttavia, trovato un assetto definitivo. Le successive sentenze della nostra Corte del 2019 aprono ancora nuovi scenari.
Segue poi un'analisi delle fonti internazionali ed in particolare della CEDU e della giurisprudenza della Corte Edu sui diritti fondamentali nell'ordinamento europeo e sulla loro diversa portata, avendo solo i secondi una efficacia diretta. Per i diritti invece l'efficacia diretta orizzontale sarebbe prevista solo quelli
riconosciuti dalla CDFUE.
Nel secondo capitolo vengono analizzati alcuni dei diritti fondamentali dei lavoratori
sui quali sono sorte le questioni più attuali.
Tra questi, la libertà religiosa, in un paese per il passato essenzialmente monoteista ma oggi sempre più globalizzato e multietnico, sembra assumere una diversa importanza.
Il diritto alla salute è poi il cardine di questo secondo capitolo.
Esso viene esaminato, sia nella sua contrapposizione con il diritto al lavoro degli stessi lavoratori, con particolare attenzione al caso Ilva, sia nella sua configurazione di limite ai poteri datoriali nell'ambito dei principi di prevenzione e precauzione per garantire lo svolgimento della prestazione in un ambiente salubre. In quest'ambito sono, poi, esaminati la portata del rischio elettivo del lavoratore e la sua incidenza sulla responsabilità del datore di lavoro ed il fenomeno del mobbing.
Un capitolo a parte, pur rientrando l'argomento nell'ambito del diritto alla salute, è dedicato alle problematiche nate in ambiente lavoristico dalla diffusione del Covid-19, con attenzione ai profili dell'obbligo vaccinale e del blocco dei licenziamenti ed ai ventilati
dubbi di costituzionalità degli stessi.
Il lavoro si chiude con l'esame degli strumenti individuati dalla giurisprudenza a tutela dei diritti fondamentali tratti dal diritto civile comune che rimangono l'ultimo baluardo in
assenza di tutele specifiche.
Premessa la distinzione tra rimedi manutentivi e demolitori, una particolare attenzione è stata dedicata ai limiti del risarcimento in forma specifica rispetto a quello per equivalente; alla nullità, nel suo raffronto con la nullità di protezione del consumatore e nel suo collegamento con i contratti flessibili illegittimi; all'abuso del diritto che si manifesta nell'illegittimo ricorso al contratto a termine; alla frode alla legge con particolare attenzione al contratto a termine nel settore marittimo. Infine, si sono svolte brevi considerazioni sui canoni della correttezza e buona fede come criteri che devono fondare il legittimo esercizio dei poteri datoriali; sull'eccezione d'inadempimento come risposta del lavoratore alle non giustificate pretese del datore di lavoro ed agli effetti della riforma Fornero sulla disciplina della prescrizione dopo che la Corte costituzionale aveva affermato decorenza della nescizione dei cediti retributivi durante la vigenza del rapporto solo per il lavoratori coperti dalla garanzia della stabilità del posto di lavoro. [a cura dell'Autore]; The topic of fundamental workers' rights is a broad one that certainly has many
implications both theoretical and practical.
The thesis seeks to ascertain the level of implementation and protection of some of the
fundamental rights of workers who today being more seriously compromised in their
balancing with other interests and rights protected by the legal system.
In this perspective, it has been highlighted that, on the one hand, fundamental rights
are conditioned by both internal and European budgetary constraints that limit the
services to protect them, and on the other hand, they are often sacrificed in the face of
the needs of the company: both situations are then aggravated in periods of both
economic and health crises such as the current ones.
In the first chapter, having defined the fundamental rights and identified their essential
features, the sources in which they are explicitly recognized were examined.
The centrality of work in the Italian Constitution makes the fundamental rights of
workers take on a special relevance and their implementation and protection is the
instrument for the social emancipation of the individual and the Republic.
The protection of safety, freedom and human dignity are at the heart of this project:
their definition, therefore, is necessary to identify the limits of a proper exercise of
private economic activity and the powers of the employer.
Fundamental rights are also widely recognised at European level. The relationship
between the different levels of Community and internal protection determines the
concrete content of fundamental rights.
The positions of doctrine and jurisprudence on issues of double prejudice have changed
over time and recently, after the sentence of the Constitutional Court no. 269 of 2017,
they seem to have taken an opposite path to the one taken until then which sees the
Italian Constitutional Court regain primacy inhe interpretation of supranational law.
However, the relationships between the Constitutional Court and the Court of Justice
have not found a definitive arrangement. The subsequent judgments of our Court of
2019 still open up new scenarios.
This is followed by an analysis of international sources and in particular of the ECHR
and the case-law of the Edu Court on fundamental rights.
The chapter closes with the distinction between fundamental rights and fundamental
principles in the European legal system and their different scope, since only the latter
having a direct effect. For rights, on the other hand, horizontal direct effect is provided
only for those recognised by the CFREU.
The second chapter analyses some of the fundamental rights of workers on which the
most topical issues have arisen.
Among these, religious freedom, in a country that used to be essentially monotheistic
but today increasingly globalized and multiethnic, seems to assume a different
importance.
The right to health is then the cornerstone of this second chapter. It is examined, both
in its opposition to the right to work of the workers themselves, with particular attention
to the Ilva case, and in its configuration as a limit to employers' powers in the context
of the principles of prevention and precaution to ensure the performance of the service
in a healthy environment.
In this context, the extent of the worker's elective risk and its impact on the employer's
liability and the phenomenon of mobbing are examined.
A separate chapter, although the topic is part of the right to health, is dedicated to the
problems arising in the workplace from the spread of Covid 19, with attention to the
profiles of the vaccination obligation and the blocking of dismissals and possible
doubts on their constitutionality.
The work ends with the examination of the instruments identified by the jurisprudence
to protect fundamental rights taken from common civil law that remain the last bastion
in the absence of specific protections..
Given the distinction between maintenance and demolition remedies, particular
attention has been paid to the limits of compensation in specific form versus
compensation for equivalent; to nullity, in its comparison with consumer protection
nullity and in its connection with unlawful flexible contracts; to the abuse of law,
manifested in the unlawful use of fixed-term contracts; to fraud in the law, with
particular attention to fixed-term contracts in the maritime sector.
Lastly, brief considerations were made on the canons of fairness and good faith as
criteria that must base the legitimate exercise of employers' powers; on the exception
of non-fulfillment as a response of the worker to the unjustified claims of the employer
and on the effects of the Fornero Reform on the regulation of the prescription of salary
credits during the validity of the relationship only for workers covered by the guarantee
of job stability. [edited by Author]
2020 - 2021
</summary>
<dc:date>2022-03-03T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
</feed>
