<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/">
<title>Freedom, Security &amp; Justice: European Legal Studies (2022), n.2</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6188" rel="alternate"/>
<subtitle/>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6188</id>
<updated>2026-05-08T18:29:57Z</updated>
<dc:date>2026-05-08T18:29:57Z</dc:date>
<entry>
<title>Mandat d’arrêt européen et défaillances de l’État de droit: une analyse en deux étapes</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6199" rel="alternate"/>
<author>
<name>Rossi, Lucia Serena</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6199</id>
<updated>2025-04-30T16:22:20Z</updated>
<published>2022-01-01T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Mandat d’arrêt européen et défaillances de l’État de droit: une analyse en deux étapes
Rossi, Lucia Serena
</summary>
<dc:date>2022-01-01T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
<entry>
<title>La responsabilità civile dell’impresa transnazionale per violazioni ambientali e di diritti umani: il contributo della proposta di direttiva sulla due diligence societaria a fini di sostenibilità</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6198" rel="alternate"/>
<author>
<name>Carella, Gabriella</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6198</id>
<updated>2025-04-30T16:22:27Z</updated>
<published>2022-01-01T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La responsabilità civile dell’impresa transnazionale per violazioni ambientali e di diritti umani: il contributo della proposta di direttiva sulla due diligence societaria a fini di sostenibilità
Carella, Gabriella
The proposal for a directive on corporate sustainability due diligence
contemplates the direct civil liability of transnational companies for the negative
impacts on human rights and environment of their value chains; therefore, it could be
an advanced tool both to fight the impunity of multinationals and to create a European
Area of Justice for people around the world. This paper is aimed at verifying whether,
and to what extent, this objective can be said to be achieved. With this purpose,
outlined the latest regulatory and jurisprudential developments, the subjective and
objective scope of the introduced liability has been carefully investigated, also
specifying the relationship with the ordinary principles of the law of tort. The private
international law issues connected to the transnational character of the liability has
been then examined. The limits and gaps found – even with the recognition of the
undoubted innovativeness of the discipline – lead to a judgment of limited
effectiveness which it is hoped to overcome thanks to specifically recommended
changes.; La proposta di direttiva sulla due diligence societaria contempla la
responsabilità civile diretta delle società transnazionali per gli impatti umani e
ambientali negativi delle proprie value chains prospettandosi come strumento
avanzato di lotta all’impunità delle multinazionali e di creazione di uno spazio
europeo di giustizia aperto a cittadini di tutto il mondo. Verificare se e in quale misura
tale obiettivo possa dirsi realizzato è la finalità del presente scritto. Pertanto,
inquadrata la proposta nel contesto degli ultimi sviluppi normativi e
giurisprudenziali, vengono approfonditi i presupposti soggettivi e oggettivi di
applicazione della responsabilità introdotta, precisandone altresì il rapporto con il
diritto comune dell’illecito civile. Vengono quindi esaminate le problematiche
internazionalprivatistiche connesse al carattere transnazionale della responsabilità. I
limiti e le lacune riscontrati, pur con il riconoscimento della indubbia innovatività
della disciplina, inducono ad un giudizio di limitata efficacia ed effettività di cui si
auspica il superamento grazie a modifiche specificamente suggerite.
</summary>
<dc:date>2022-01-01T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
<entry>
<title>La condizione giuridica dello straniero e il godimento dei diritti sociali fondamentali: la recente giurisprudenza costituzionale (e il dialogo con la Corte di Lussemburgo)</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6197" rel="alternate"/>
<author>
<name>Lamberti, Armando</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6197</id>
<updated>2025-04-30T16:22:23Z</updated>
<published>2022-01-01T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La condizione giuridica dello straniero e il godimento dei diritti sociali fondamentali: la recente giurisprudenza costituzionale (e il dialogo con la Corte di Lussemburgo)
Lamberti, Armando
Analyzing the jurisprudence of the Italian Constitutional Court – in
particular the recent judgments issued in 2020 and 2022 – the present article
highlights a slow, but growing convergence between the position of the citizen and
that of the foreigner in the enjoyment of social rights, in a perspective of (only) partial
overcoming of the fragmentation of the legal status of the foreigner, towards a sort of
“universalization” of social rights, as referred to the person as such. The contribution
also underlines a mutual implication and fruitful integration between the Italian constitutional principles and the norms of the Charter of Fundamental Rights of the
European Union in the field of social rights.; Analizzando la giurisprudenza della Corte costituzionale – in modo
particolare le recenti pronunzie emesse nel corso del 2020 e del 2022 – il contributo
evidenzia una lenta, ma progressiva convergenza tra la figura del cittadino e quella
dello straniero nel godimento dei diritti, in un’ottica di (solo) parziale superamento
della frammentazione della condizione giuridica dello straniero verso una tendenziale
“universalizzazione” dei diritti sociali, riferiti alla persona in quanto tale, nonché di
mutua implicazione e feconda integrazione tra i principi costituzionali e le norme
della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea a tutela dei diritti sociali.
</summary>
<dc:date>2022-01-01T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
<entry>
<title>Il contenzioso tra Ucraina e Federazione russa davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo</title>
<link href="http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6196" rel="alternate"/>
<author>
<name>Pisillo Mazzeschi, Riccardo</name>
</author>
<id>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/6196</id>
<updated>2025-04-30T16:22:02Z</updated>
<published>2022-01-01T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Il contenzioso tra Ucraina e Federazione russa davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo
Pisillo Mazzeschi, Riccardo
Numerous interstate appeals are currently pending before the European
Court of Human Rights between Ukraine and Russia. In this article, I will deal with
the three most interesting cases. The first case concerns the events surrounding
Russia's seizure of control over Crimea. The European Court issued an admissibility
decision in 2021. The most significant aspect concerns the question of the nature
(territorial or extraterritorial) of Russia's jurisdiction over Crimea under Article 1 of
the ECHR. The Court, in essence, held that Russia had jurisdiction on the basis of the
criterion of "effective control" of the territory. However, some passages of the decision
are somewhat ambiguous, because although the Court stated that it would not rule on
the legality of Russia's annexation of Crimea, it also seems to rule out the legality of
that annexation. The part of the Court’s decision devoted to the prima facie finding of
unlawful administrative practices conducted by Russia is also interesting. The second
case concerns alleged systematic human rights violations committed by Russia in the
occupied regions of Donetsk and Luhansk prior to the 2022 invasion. Also in this case,
which has not yet been decided, the problem of the relationship between territorial and
extraterritorial jurisdiction under Article 1 of the ECHR comes to light. The third case
concerns a claim by Ukraine against Russia for events after the February 2022 invasion. The Court has issued some provisional measures for now. Finally, the article
concludes with some observations on the phenomenon of the growth of interstate
human rights appeals. My thesis is that this phenomenon should be positively assessed;
and that in many cases the state actor legitimately pursues both the protection of its
own interests and the protection of collective interests embodied in human rights
treaties.; Attualmente dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo sono
pendenti molti ricorsi interstatali fra Ucraina e Russia. In questo articolo mi occupo solo
dei tre casi più interessanti. Il primo caso riguarda gli eventi relativi all’assunzione di
controllo della Crimea da parte della Russia. La Corte europea ha emesso una decisione
di ammissibilità nel 2021. L’aspetto più significativo riguarda la questione della natura
(territoriale o extraterritoriale) della giurisdizione della Russia sulla Crimea ai sensi
dell’art. 1 della CEDU. La Corte ha, in sostanza, affermato che la Russia aveva
giurisdizione sulla base del criterio del “controllo effettivo” del territorio. Tuttavia, alcuni passaggi della decisione sono un po’ ambigui, perché la Corte, pur avendo dichiarato che
non intendeva pronunciarsi sulla legalità dell’annessione della Crimea da parte della
Russia, sembra anche escludere la legalità di tale annessione. È interessante anche la parte
della decisione della Corte dedicata all’accertamento, prima facie, delle prassi
amministrative illecite condotte dalla Russia. Il secondo caso riguarda pretese violazioni
sistematiche dei diritti umani commesse dalla Russia nelle regioni occupate di Donetsk e
Luhansk prima dell’invasione del 2022. Anche in questo caso, non ancora deciso, viene
in luce il problema del rapporto fra giurisdizione territoriale ed extraterritoriale ex art.1
della CEDU. Il terzo caso riguarda un ricorso dell’Ucraina contro la Russia per eventi
successivi all’invasione del febbraio 2022. La Corte ha per ora emesso alcune misure
provvisorie. Infine, l’articolo si conclude con alcune osservazioni sul fenomeno della
crescita dei ricorsi interstatali in materia di diritti umani. La mia tesi è che tale fenomeno
debba essere valutato positivamente; e che in molti casi lo Stato attore persegua,
legittimamente, sia la tutela di interessi propri che quella di interessi collettivi incorporati
nei trattati sui diritti umani.
</summary>
<dc:date>2022-01-01T00:00:00Z</dc:date>
</entry>
</feed>
