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<title>Scienze giuridiche</title>
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<updated>2026-04-14T17:04:22Z</updated>
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<title>La centralità del cd. “Interesse ambientale” nella contrattualistica pubblica</title>
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<name>Santoro, Ermanno</name>
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<updated>2025-04-30T17:46:01Z</updated>
<published>2023-01-10T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La centralità del cd. “Interesse ambientale” nella contrattualistica pubblica
Santoro, Ermanno
Il presente lavoro ad oggetto l’analisi dell’“Interesse ambientale”, inteso come tutela giuridica
dell’Ambiente, nella sua concezione unitaria, connotata da un sistema omogeneo di norme; di poteri
amministrativi; di centri d’imputazione e di situazioni giuridiche tutelabili e il ruolo, sempre più
rilevante, che esso ha assunto nel complesso sistema della contrattualistica pubblica dell’Unione
Europea.
A tal fine, si è proceduti ad una disamina storica dell’evoluzione della disciplina unionale e nazionale,
evidenziando la centralità che l’interesse ambientale ha progressivamente assunto in tema di
procedure ad evidenza pubblica, sino ad arrivare a prevalere su quello economico e sulle sue
declinazioni normative (ad es. principio di concorrenza) ritenute fino a poco tempo prima Grundnorm
dell’ordinamento europeo.
Si è, poi, analizzato in dettaglio il Green Public Procurement europeo e nazionale e la disciplina dei
Criteri Ambientali Minimi (cd. C.A.M.) che, per la loro rilevanza hanno assunto un ruolo
fondamentale all’interno della vasta gamma di strumenti messi in campo dall’UE, al fine di garantire
all’interesse ambientale un ruolo di primo piano nelle procedure ad evidenza pubblica.
Si è, infine, evidenziata la rilevanza che il principio dello sviluppo sostenibile ha assunto a livello
unionale nel settore delle commesse pubbliche e che, proprio grazie al GPP (di cui i C.A.M. sono
un’applicazione pratica), è uscito notevolmente rafforzato con la già evidenziata conseguenza che
esso è oramai da considerarsi trasversale a ogni politica dell’Unione Europea. [a cura dell'Autore]; This work deals with the analysis of the "Environmental interest", understood as legal
protection of the Environment, in its unitary conception, characterized by a
homogeneous system of rules; public powers; centers of interest; legal situations that
can be protected and the role, more and more relevant, which it has assumed in the
complex system of European Union’s public procurements.
For that purpose, a historical examination of the evolution of the European and national
legislation was carried out, focused on the environmental interest’s role gradually
assumed in terms of tenders with public evidence, up to prevail over the economic one
and its own normative variations (e.g. the principle of competition) which until recently
were considered Grundnorm of the European legal order.
Then it was analyzed in detail the European and national Green Public Procurement
and the regulation of EU GPP criteria (so-called Criteri Ambientali Minimi) which, due
to their relevance, have assumed a role fundamental within the wide range of tools put
in place by the EU, in order to guarantee to the environmental interest a leading role in
public tenders.
Finally, the importance that the principle of sustainable development has assumed at the
national level was highlighted union in the public procurement sector and which, thanks
to the GPP (of which the CAMs are a practical application), came out considerably
strengthened with the already highlighted consequence that it is now to be considered
transversal to every policy of the European Union. [edited by Author]
2020 - 2021
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<dc:date>2023-01-10T00:00:00Z</dc:date>
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<title>La tutela penale degli interessi finanziari dell'Unione europea nel sistema "multilivello" delle garanzie fondamentali</title>
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<name>Pacia, Fabiola</name>
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<updated>2025-04-30T17:16:04Z</updated>
<published>2022-02-01T00:00:00Z</published>
<summary type="text">La tutela penale degli interessi finanziari dell'Unione europea nel sistema "multilivello" delle garanzie fondamentali
Pacia, Fabiola
The protection of the financial interests of the European Union is a primary objective of
the European political, legal and economic program. The profound idea that inspires and
connotes the community initiatives on the subject, in fact, starts from the assumption that the European budget, as a truly shared good, must be protected with a common strategy that shows community bodies and member countries as protagonists together. The coordination between national and community authorities, both for the prevention and fight against crime, and for the conduct of lnvestigations, started with the Tampere
European Council in 1999 and developed - over the past twenty years - in several
directions, aimed at affirming the need of a common action. The latest landing on this direction shows, not surprisingly, the establishment of the European public Prosecutor's
Office which is assigned the specific function of prosecuting crimes that harm (beyond a
certain threshold) the financial interests of the Union.
The aim pursued is to preserve common resources from systematic and structured fraud,
which not only seriously harm public resources, bui also jeopardize democracy,
fundamental rights and the Rule of law.
The achievement of this objective, however, cannot be separated from the consolidation
of protection techniques that draw on criminal law, thus imposing the overcoming of the traditional approach according to which taxation and grimes are traditional prerogatives
of national sovereignty, which prevent the intervention of the union.
In this sense, Directive l37Il20l7lEU, in redesigning the criminal protection of the
financial interests of the EU, marks a significant evolution.
The present work therefore intends to dwell on this provision, starting first from a
historical-evolutionary reconstruction of the discipline relating to the fight against fraud affecting the financial interests of the European Union, to then propose an in-depth
analysis of the same and a careful investigation aimed at assessing the adequacy of the
solutions identified and the most critical aspects that, since its adoption, are emerging for
the protection of the heritage and community policies. .. [edited by Author]; La tutela degli interessi finanziari dell'unione europea rappresenta un obiettivo primario del
programma politico, giuridico ed economico europeo. L'idea profonda che ispira e connota le
iniziative comunitarie sul tema, infatti, muove dal presupposto che il bilancio europeo, in quanto bene
davvero condiviso, debba essere protetto con una strategia comune che veda protagonisti insieme
organi comunitari e Paesi membri. Il coordinamento tra autorità nazionali e comunitarie, sia per la
prevenzione e Ia lotta alla criminalità, sia per lo svolgimento delle indagini e l'esercizio dell'azione
penale avviato con il consiglio europeo di Tampere nel 1999 e sviluppatosi - in questi vent'anni -
in più direzioni, si dimostra la scelta più idonea verso l'affermazione di adeguate risposte di
repressione contro i crimini transnazionali che potrebbero non essere efficacemente contrastati in
assenza di un'azione congiunta. L'ultimo approdo di questo cammino vede, non a caso, l'istituzione
della Procura europea cui è attribuita la specifica funzione di perseguire i reati che ledono (oltre una
certa soglia) gli interessi finanziari dell'Unione.
L'intento perseguito è quello di preservare le risorse comuni da frodi sistematiche e strutturate, che
non solo ledono gravemente le risorse pubbliche, ma altresì mettono a repentaglio la democrazia, i
diritti fondamentali e la Rule of law.
Il conseguimento di tale obiettivo, tuttavia, non può prescindere dal consolidamento di tecniche di
tutela che attingono al diritto penale, imponendo, dunque, il superamento della tramandata
impostazione secondo cui fisco e reati costituiscono tradizionali prerogative della sovranità nazionale,
che impediscono I'intervento dell'Unione.
In tal senso la direttiva 137l/2017N8, nel ridisegnare la tutela penale degli interessi finanziari
dell'UE, segna una significativa evoluzione.
Il presente lavoro intende, pertanto, soffermarsi su tale provvedimento, muovendo dapprima da una
ricostruzione storico-evolutiva della disciplina relativa alla lotta contro le frodi che ledono gli
interessi finanziari dell'unione europea, per poi propone un'approfondita analisi della stessa e
un'accurata indagine orientata a valutare l'adeguatezza delle soluzioni individuate e gli aspetti maggiormente critici che dalla sua adozione si profilano in futuro per la salvaguardia del patrimonio
e delle politiche comunitarie. .. [a cura dell'Autore]
2020 - 2021
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<dc:date>2022-02-01T00:00:00Z</dc:date>
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<title>Coscienza religiosa e dichiarazioni anticipate di trattamento. L'omesso riconoscimento dell'obiezione nella legge n.219/2017</title>
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<name>Feo, Valeria</name>
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<updated>2025-04-30T16:47:24Z</updated>
<published>2021-06-28T00:00:00Z</published>
<summary type="text">Coscienza religiosa e dichiarazioni anticipate di trattamento. L'omesso riconoscimento dell'obiezione nella legge n.219/2017
Feo, Valeria
The main aim of the paper is to demonstrate the renewed role of the theme of conscientious objection for ethicalreligious reasons as a direct consequence of today's multi-ethnic and multicultural context.
In the recent legislation on advance treatment provisions (Law 219/2017), the legislator has chosen to omit any
reference to conscientious objection, thus leaving gaps for protection. This theme implies an immediate reference
to the so-called “sensitive" choice which, by affecting purely human aspects (life and death) is linked with the
religious, cultural and ethical convictions of the individual. This link is not so obvious because to understand its
significance one must place one's mind not only at the moment in which the provisions are formulated but also
at the moment in which they are received and applied. There is therefore the need for a reasonable understanding
of the choices of the individual to ensure that they do not make an interpretation the content of which is different
from the original. It is necessary to have a real and thorough interpretation in which the analysis of the religious
- cultural background is essential, both of the patient and of the healthcare staff, in order to construct legal
formulas of intercultural translation. The religious-cultural element becomes crucial for an adequate decoding of
intentions within a meaningful context.
Any tentative attempts to offer an extensive interpretation of the law 219/2017 that allows us to give a positive
meaning to the silence of the legislator through a general reference to the "conscience clause" of art. 22 of the
Code of Ethics appear unreasonable. In this way, there is a risk of equating deontological rules with a rule of
primary rank, distorting the hierarchy of sources. Based on these observations, the omitted recognition of
conscientious objection within the law 219/2017 has led to the belief that it should be understood as a form of
objection "contra legem", that is to say excluded by the legislator as a behavior deemed to be in conflict with the
legislative precept and therefore illegal. .. [edited by Author]; Obiettivo principale dell’elaborato è stato innanzitutto quello di dimostrare il rinnovato ruolo del tema
dell’obiezione di coscienza per motivi etico – religiosi come diretta conseguenza dell’odierno contesto
multietnico e multiculturale il quale ha comportato un’esponenziale crescita di richieste religiosamente
motivate di esenzione ai dettami di legge, ponendo il legislatore in evidente imbarazzonella regolamentazione
della “diversità”.
Nella recente normativa sulle disposizioni anticipate di trattamento (L. 219 / 2017) il legislatore – non
riuscendo a prendere una netta posizione – ha preferito omettere qualsiasi riferimento all’obiezione di
coscienza lasciando così dei vuoti di tutela. Il tema delle DAT implica un immediatorinvio alle scelte cd.
“sensibili” le quali, incidendo su aspetti prettamente umani (la vita e la morte) risultano indissolubilmente
legate con le convinzioni religiose, culturali ed etiche del singolo. Tale legame non risulta così scontato perché
per capirne la portata bisogna collocarsi con la mente non solo al momento in cui le disposizione vengono
formulate (ex ante) ma anche al momento in cui le stesse debbano essere recepite ed applicate (ex post). Vi è
dunque la necessità di una ragionevole comprensione da parte dei “terzi” delle scelte del singolo per far sì che
non se ne dia un contenuto difforme a quello originale attraverso una vera e propria operazione di
interpretazione ermeneutica incui è essenziale l’analisi del background religioso – culturale sia del paziente
che del personale sanitario in modo tale da costruire formule giuridiche di traduzione interculturale.
L’elemento religioso – culturale afferente al singolo soggetto agente diventa così – rispetto alla scelta di fine
vita – determinante per un’adeguata decodificazione delle volontà, dimensionandola nel suo contesto di
significato.
I timidi tentativi dottrinali di offrire un’interpretazione estensiva della legge 219/2017 che consenta di dare
un’accezione positiva al silenzio del legislatore mediante un generale rinvio alla “clausola di coscienza”
dell’art. 22 del Codice Deontologico appaiono irragionevoli. In questo modo,si rischia di equiparare delle
regole meramente deontologiche ad una norma di rango primario stravolgendo la gerarchia delle fonti. Inoltre,
così facendo, l’autodeterminazione del paziente viene lasciata alla mercé di parametri non determinati dalla
legge e si autorizza un ordine professionale (quello medico) a delle vere e proprie auto – esenzioni legislative.
Sulla base di queste osservazioni, l’omesso riconoscimento dell’obiezione di coscienza all’internodella legge
219/2017 ha portato a dover ritenere che la stessa debba intendersi come una forma di obiezione “contra
legem” vale a dire come (in)espressamente esclusa da parte del legislatore in quanto comportamento ritenuto
contrastante col precetto legislativo e quindi illecito. .. [a cura dell'Autore]
2019 - 2020
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<dc:date>2021-06-28T00:00:00Z</dc:date>
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