<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" version="2.0">
<channel>
<title>Elea</title>
<link>http://elea.unisa.it:8080/xmlui</link>
<description>The DSpace digital repository system captures, stores, indexes, preserves, and distributes digital research material.</description>
<pubDate xmlns="http://apache.org/cocoon/i18n/2.1">Wed, 16 Sep 2026 16:13:49 GMT</pubDate>
<dc:date>2026-09-16T16:13:49Z</dc:date>
<item>
<title>«L’odore dell’India» fra ricerca dell’Altrove e orientalismo terzomondista</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9778</link>
<description>«L’odore dell’India» fra ricerca dell’Altrove e orientalismo terzomondista
Gialloreto, Andrea
L’articolo prende le mosse dalla vasta produzione odeporica italiana dedicata ai viaggi in India nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta (Emanuelli, Levi,&#13;
Moravia, Patti, Todisco) per delineare le specificità della relazione emotiva, sensoriale ed&#13;
estetica che Pasolini stabilisce con il paese asiatico ne L’odore dell’India. La prospettiva&#13;
pasoliniana, se da un lato risente ancora di alcuni stereotipi legati alla concezione orientalista denunciata da Said (l’appiattimento delle differenze religiose, la sottolineatura&#13;
della mitezza e docilità dei giovani indiani, l’ottica antimoderna, il ruolo delle missioni&#13;
cattoliche), dall’altro mette in risalto con intensa partecipazione intellettuale e umana&#13;
aspetti quali il soundscape di un’India notturna e ancestrale, la preminenza di una dimensione corporale non omologata come in Occidente e la fascinazione per la morte e&#13;
i suoi rituali.; The paper starts from the vast Italian odeporical production dedicated to&#13;
travels to India during the 1950s and 1960s (Emanuelli, Levi, Moravia, Patti, Todisco) to&#13;
delineate the specificities of the emotional, sensorial and aesthetic relationship that Pasolini establishes with the Asian country in L’odore dell’India. While Pasolini’s perspective still suffers from certain stereotypes linked to the Orientalist conception denounced&#13;
by Said (the flattening of religious differences, the underlining of the meekness and&#13;
docility of young Indians, the anti-modern outlook, the role of the Catholic missions),&#13;
it also highlights aspects such as the soundscape of a nocturnal and ancestral India,&#13;
the prevalence of a bodily dimension that is not homologated as in the West, and the&#13;
fascination with death and its rituals, with intense intellectual and human participation.
</description>
<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9778</guid>
<dc:date>2023-01-01T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Pasolini in Friuli: la scena-confessione</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9777</link>
<description>Pasolini in Friuli: la scena-confessione
Puppa, Paolo
Puppa analizza gli inizi della carriera di Pasolini, in quanto poeta e&#13;
insegnante nella provincia friulana, al tempo della guerra. Il recupero del dialetto&#13;
locale gli serve per una febbrile immersione nella cultura della madre, nativa di&#13;
Casarsa. Il teatro diviene strumento importante per le ricerche di gruppo e la didattica&#13;
impartita ai bambini contadini. Singolari sintonie col lavoro contemporaneo di Don&#13;
Milani, il prete di Barbiana. Queste esperienze non si annullano nel passaggio a&#13;
Roma, verso un’altra dialettalità, coll’uscita dall’anonimato e dalla omosessualità&#13;
nascosta. Anzi, si ripresentano declinate in maniera originale sia nelle tragedie tratte&#13;
dal mito antico sia nel Manifesto del 1968.; In his contribution, Paolo Puppa analyzes the beginnings of Pasolini’s&#13;
career as a poet and teacher in the Friulian province at the time of the war. The&#13;
valorisation of the local dialect is useful for a his hectic immersion in the culture&#13;
of his mother, native of Casarsa. The theater becomes an important tool for group&#13;
research and the didactics imparted to peasant children. Singular coincidences with&#13;
the contemporary work of Don Milani, the priest of Barbiana. These experiences&#13;
are not canceled in the passage to Rome, towards another dialectality, with the exit&#13;
from anonymity and hidden homosexuality. Indeed, they recur in an original way&#13;
both in the tragedies derived from the ancient myth and in the 1968 Manifesto.
</description>
<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9777</guid>
<dc:date>2023-01-01T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>Pasolini e i giovani infelici</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9776</link>
<description>Pasolini e i giovani infelici
Carnero, Roberto
Pier Paolo Pasolini vedeva i giovani come la punta avanzata della&#13;
società. Dunque nella fascia giovanile riteneva di poter intuire in maniera più&#13;
evidente quei fenomeni che riguardavano la società nel suo complesso. Il presente&#13;
articolo parte dall’analisi di un testo dei primi mesi del 1975, dal titolo I giovani&#13;
infelici, che Pasolini aveva deciso di porre quale capitolo introduttivo del volume&#13;
Lettere luterane, che sarebbe uscito postumo nel 1976, l’anno dopo la morte&#13;
dell’autore. Pasolini sostiene di percepire l’infelicità delle nuove generazioni a&#13;
partire dall’osservazione del loro aspetto, dei loro gesti, dei loro comportamenti. La&#13;
diagnosi pasoliniana di tale supposta infelicità ha a che fare con la pervasività del&#13;
processo di omologazione in atto nella società italiana del tempo. Lo stesso crescente&#13;
permissivismo in campo sessuale, lungi dal rappresentare un’autentica liberazione,&#13;
è motivo di comportamenti massificanti e fonte di ansia nevrotica, poiché obbliga&#13;
i giovani ad aderire inconsciamente allo schema coatto della coppia eterosessuale.&#13;
L’articolo amplia poi l’indagine di questi temi tipici della riflessione dell’ultimo&#13;
Pasolini facendo riferimento anche ad altre opere dello scrittore: dagli Scritti corsari&#13;
all’estrema, disperata allegoria cinematografica di Salò o le 120 giornate di Sodoma,&#13;
fino al romanzo incompiuto Petrolio.; Pier Paolo Pasolini saw young people as the leading edge of society.&#13;
Therefore, in the youth range he believed he could understand in a more evident&#13;
way those phenomena that concerned society as a whole. This article starts from&#13;
the analysis of a text written in the first months of 1975, entitled I giovani infelici,&#13;
which Pasolini had decided to place as the introductory chapter of the volume&#13;
Lettere luterane, which would be published posthumously in 1976, the year after the&#13;
author’s death. Pasolini claims to perceive the unhappiness of the new generations&#13;
starting from the observation of their appearance, their gestures, their behavior.&#13;
Pasolini’s diagnosis of this supposed unhappiness has to do with the pervasiveness&#13;
of the homologation process underway in the Italian society of the time. The same&#13;
growing permissiveness in the sexual field, far from representing an authentic liberation, is a reason for massifying behaviors and a source of neurotic anxiety,&#13;
since it forces young people to unconsciously conform to the compulsory pattern of&#13;
the heterosexual couple. The article then broadens the investigation of these typical&#13;
themes of the last Pasolini’s reflection by also referring to other works of his: from&#13;
Scritti corsari to the extreme, desperate cinematographic allegory of Salò o le 120&#13;
giornate di Sodoma, up to the unfinished novel Petrolio.
</description>
<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9776</guid>
<dc:date>2023-01-01T00:00:00Z</dc:date>
</item>
<item>
<title>La casta degli intellettuali e il popolo-nazione. Il contraddittorio incontro con Gramsci</title>
<link>http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9775</link>
<description>La casta degli intellettuali e il popolo-nazione. Il contraddittorio incontro con Gramsci
Granese, Alberto
Nel contributo si parte dalla constatazione che solo dal 1975, quando,&#13;
a cura di Valentino Gerratana, esce da Einaudi la prima edizione critica dei Quaderni del carcere, è stato possibile una lettura completa e organica del pluristratificato&#13;
pensiero di Antonio Gramsci; ed è sulla base di un diretto confronto con l’edizione&#13;
critica che va compreso in che cosa realmente consista il gramscismo pasoliniano.&#13;
Vengono, pertanto, esaminati tre punti imprescindibili: nazional-popolare, spontaneismo, egemonia, partendo subito dal primo, su cui, già dai testi gramsciani,&#13;
emergono oscillazioni, anche se Pasolini riuscì a intuire che il pensatore sardo non&#13;
teorizza e tanto meno codifica una letteratura nazional-popolare, esprimendo una&#13;
posizione problematica e possibilista. Un’altra nozione gramsciana non pienamente&#13;
intesa o addirittura fraintesa è lo «spontaneismo». Pasolini, nelle Ceneri di Gramsci,&#13;
contrappone la sua immersione sensuale nel mondo popolare al rigore, alla disciplina, al «puro ed eroico pensiero» di Gramsci; ma questa rigida dicotomia è in realtà&#13;
un sintomo evidente della profonda scissione del suo Io, perché in Gramsci agisce la&#13;
totalità organica dell’«uomo classico» che, ricreando continuamente un «tutto complesso» (Debenedetti), educa e rende storicamente efficiente la «spontaneità». Dalla&#13;
confusione tra livello analitico-storiografico e livello teorico-metodologico deriva&#13;
anche l’incomprensione del concetto di egemonia: Gramsci “analizza” il modello di&#13;
egemonia realizzato nelle società borghesi, non ritenendolo democraticamente valido, ma “propone” un diverso tipo di egemonia, che solo un nuovo «blocco storico»,&#13;
in grado di attuare una profonda riforma intellettuale e morale, potrà realizzare.; The contribution starts from the observation that only since 1975,&#13;
when the first critical edition of the Quaderni del carcere was published by Einaudi, under the supervision of Valentino Gerratana, has a complete and organic reading of Antonio Gramsci’s multilayered thought been possible; and it is on the&#13;
basis of a direct comparison with the critical edition that we need to understand&#13;
what Pasolini’s Gramscism really consists of. Therefore, three essential points are&#13;
examined: national-popular, spontaneity, hegemony, starting immediately from the&#13;
first, on which, already from Gramscian texts, oscillations emerge, even if Pasolini managed to intuit that the Sardinian thinker does not theorize, let alone codify, a national-popular literature, expressing a problematic and possibilist position. Another&#13;
gramscian notion not fully understood or even misunderstood is «spontaneism».&#13;
Pasolini, in Ceneri di Gramsci, contrasts his sensual immersion in the popular world&#13;
with Gramsci’s rigor, discipline, and “pure and heroic thought”; but this rigid dichotomy is in reality an evident symptom of the profound splitting of his ego, because in Gramsci the organic totality of the «classical man» acts who, continuously recreating a «complex whole» (Debenedetti), educates and makes historically efficient&#13;
«spontaneity». The misunderstanding of the concept of hegemony also derives from&#13;
the confusion between the analytical-historiographical level and the theoretical-methodological level: Gramsci “analyses” the model of hegemony created in bourgeois&#13;
societies, not considering it democratically valid, but “proposes” a different type&#13;
of hegemony, that only a new «historic bloc», capable of implementing a profound&#13;
intellectual and moral reform, will be able to achieve.
</description>
<pubDate>Sun, 01 Jan 2023 00:00:00 GMT</pubDate>
<guid isPermaLink="false">http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9775</guid>
<dc:date>2023-01-01T00:00:00Z</dc:date>
</item>
</channel>
</rss>
