Nuove vie della ricerca teorico-pratica in pedagogia. I temi dell’autoformazione come autobiografia
Abstract
A fundamental feature in the experience of the contemporary character is the
discovery that he cannot be considered the Author of his history, in a proper sense.
But, in some way, he can become the owner of it when he tells his story: therefore he
produces an autobiography. The autobiography is a research field still largely
unexplored: (i) it is made of a lot of the texts, stemming not only from the
autobiographical masterpiece of world literature, but mainly from autobiographical
material produced by the everyday person who feels the need to tell their own life, to
make a bit in order for an assessment or a restarting after a failure, and (ii) these
texts talk about subjective experiences of which is not easy to provide a concise and
objective interpretation. In this sense this is a not exhaustive investigation about the
autobiography in the education.
In the classic sense of the autobiography, it have always been part of the tools of
education (memoirs, diaries, confessions), but it is only in more recent studies, that
the autobiography is considered a method of education in itself. Through this method
it is possible to review and relive the many ‘himself’ that they have been in the past,
linking them in a chronological sequence that reconstructs the story of his own life,
seeking that one thing that is worth trying: the meaning of their own life. At the basis
of the method, there are psychological theories of cognitivist who admit the existence
of a narrative thinking, that is the cognitive mode through which people give a
structure to the experiences and exchanges with the social reality and express it in the
form of short stories or narratives. In order to understand how the narrative thinking
works, ten fundamental properties of the narrative are analyzed, as suggested by
Bruner. This allows to introduce the elements and the structure of narrative text
from a syntactic point of view only. According to the rules of "schema theory" and
the "grammar of stories", the person already have a mindset such that, even with
missing details, he will be able to reconstruct the entire sequence of events using his
general knowledge of the situation and the activation of patterns easily available and
accessible to memory. Memory, therefore, is regarded not only as a storehouse of
information, but also as the place where realizing the process of understanding both of events and personal narrative texts. In conclusion, if past experience is told or
written, it is structured according to the grammar and syntax of the language, is
revised in accordance with the rules of discourse and communication and reshaped
according to the recipient and the purpose of communication . The narrative then is
an essential component of the social, cultural and formative of the individual and the
ability to understand and produce stories is a skill that grows and evolves over the
life of the person. Such skills, since they invest the individual life, right from the
early childhood, contribute to the construction of personal and cultural identity. The
stories are a way of knowing but also to transform themselves, from a language that
at first is "for themselves," a language "for others". The particular narrative form
with which experiences and personal memories for others are structured, is known as
the "autobiography", which means "life of an individual described by himself."
It comes, therefore, to examine the autobiography as a formative method
because it is founded on the principle of "tell to understand each other”, and having
as its foundation the "building of meaning"and the attribution of meaning to the
experience of the individual. The autobiography, inviting the person to look at the
past and at the same time, look at the future, becomes both the path of "care" that
path of "continuous learning and unrestrainable". It also increases the capacity of
self-reflective and allow to listen to the personal emotions realizing their own
cognitive abilities. In this manner, the educational plan of action focuses on teaching
"self-education of each person," which emphasizes the importance of learning to
reflect mainly "with and about themselves" to promote their potentials, to acquire as
soon as possible intellectual independence by encouraging even human relationships. [edited by Author] Un tratto fondamentale dell’esperienza del soggetto moderno è costituito dalla
scoperta che egli non è, nel senso proprio del termine, Autore della propria storia,
ma, in qualche maniera ne può diventar padrone nel momento in cui la racconta.
L’autobiografia costituisce un campo di indagine ancora in gran parte inesplorato
perché fatto da una gran mole di testi, derivanti non solo dai capolavori
autobiografici della letteratura mondiale, ma soprattutto dal materiale autobiografico
prodotto dalla persona comune, che sente l’esigenza di raccontare la propria vita, per
far un po’ di ordine, per realizzare un bilancio o per ripartire dopo un fallimento. In
questo senso viene qui presentato un excursus investigativo, senza alcuna pretesa di
esaustività, sull’autobiografia nell’educazione. In senso classico le autobiografie
hanno sempre fatto parte degli strumenti dell’educazione (memoriali, diari,
confessioni), ma è solo negli studi più recenti, che l’autobiografia viene considerata
un metodo educativo a sé stante. Attraverso tale metodo si possono rivedere e
rivivere i molti io che si è stati nel passato, collegandoli in una sequenza cronologica
che ricostruisca la propria storia di vita, cercando quell’unica cosa che vale la pena
cercare: il significato della propria vita e della vita in generale.
Alla base del metodo vi sono teorie psicologiche di tipo cognitivista che
ammettono l’esistenza di un pensiero narrativo, inteso come la modalità cognitiva
attraverso la quale le persone danno una struttura alle esperienze e agli scambi con il
mondo sociale e la esprimono sotto forma di racconti o narrazioni. Allo scopo di
capire come funziona il pensiero narrativo vengono analizzate le dieci proprietà
fondamentali della narrazione, come proposto da Bruner. Questo permette di
introdurre gli elementi e la struttura del testo narrativo da un punto di vista
esclusivamente sintattico. Secondo le regole della “Teoria degli schemi” e della
“Grammatica delle storie”, nella persona esiste già una struttura mentale tale per cui,
anche in presenza di dettagli mancanti, essa sarà in grado di ricostruire l’intera
sequenza degli avvenimenti perché può ricorrere alla sua conoscenza della situazione
e all’attivazione di schemi che si ricordano, sono disponibili e facilmente accessibili
alla memoria. La memoria, quindi, viene considerata non solo come un magazzino di
informazioni, ma anche come la sede in cui si realizza il processo di comprensione,
sia degli eventi personali sia dei testi narrativi. In conclusione, quando l’esperienza
passata viene narrata o scritta, essa si struttura secondo la grammatica e la sintassi del
linguaggio, è rielaborata in base alle regole del discorso, della comunicazione con
l’interlocutore e rimodellata in funzione del destinatario e degli scopi comunicativi.
La narrazione allora è una componente essenziale dell’esperienza sociale, culturale e
formativa dell’individuo e la capacità di comprendere e produrre storie è un’abilità
evolutiva che si accresce e si affina nel corso della vita della persona. Tali abilità,
poiché investono la vita individuale già a partire dalla prima infanzia, contribuiscono
alla costruzione della identità personale e culturale. Le storie sono un modo per
conoscere ma anche per trasformare se stessi, passando da un linguaggio che in un
primo momento è “per se stessi”, ad un linguaggio “per gli altri”. La particolare
forma narrativa con la quale si strutturano esperienze e ricordi personali per gli altri,
è conosciuta con il nome di “autobiografia”, che significa appunto“vita di un
individuo descritta da sé medesimo”.
Si arriva, quindi, ad esaminare l’autobiografia come metodo formativo in quanto
basata sul principio “raccontarsi per capirsi”, ed avente come fondamento la
“costruzione di significato” e l’attribuzione di senso alle esperienze della singola
persona. L’autobiografia, invitando la persona a guardare al passato e, allo stesso
tempo, a guardare al futuro, diventa sia cammino di “cura di sé” che percorso di
“apprendimento continuo ed inarrestabile”. Inoltre accresce le capacità
autoriflessive e permette di ascoltare le emozioni personali realizzando le proprie
capacità cognitive. In questa maniera, il progetto educativo pone al centro dell’azione
pedagogica “l’autoeducazione di ciascuna persona”, la quale valorizza l’importanza
dell’imparare a riflettere principalmente “con e su se stessi”, a favorire le proprie
potenzialità, ad acquisire il prima possibile indipendenza intellettuale e creativa favorendo, con questo, anche le relazioni umane. [a cura dell'Autore]