Etiamsi topice et probabiliter illud sciamus. Tra scientificità e confessionalità dinanzi al De anima, le prime prove di Tommaso esegeta aristotelico
Abstract
Il lavoro tenta di suggerire una risposta ai problemi sollevati dalla letteratura secondaria circa i
commenti aristotelici di Tommaso d'Aquino. L'esegesi dell'Aquinate è fedele od originale? Il valore
dei commenti ad Aristotele è filosofico o teologico? Attraverso un'analisi condotta su più direttrici,
quella storica, quella storico-storiografica e quella testuale, l'autore cerca di mettere in luce che i
problemi sollevati non si pongono realmente al lettore contemporaneo o comunque che possono
essere risolti agevolmente alla luce degli stessi avanzamenti della ricerca. Il primo capitolo analizza
storicamente il tema della finalità della produzione commentaria dell'Aquinate, suggerendo che la
prima preoccupazione del sapiens theologus è forse in primo luogo quella di assicurare una buona
comprensione della dottrina di Aristotele. Il secondo capitolo, invece, introduce la questione
storiografica dell'esegesi tommasiana, sottolineando l'uniformità dei contributi della storiografia del
xx secolo nel riconoscere all'Aquinate un modo di interpretare sia scientifico sia confessionale.
L'analisi dei testi, condotta attraverso un dispositivo metodologico storico-comparativo, descritto nel
terzo capitolo, cerca di mettere in luce il duplice carattere del modo di interpretare del doctor
angelicus sotto l'ultima direttrice del lavoro, e in particolare in alcuni dei luoghi più significativi della
Sententia libri De anima dell'autore: i notanda, già indicati da Bernardo Carlos Bazán come oggetto
di una ricerca possibile. La metodologia analitica dei testi articolata dal lavoro prevede l'analisi
rigorosa di tutti gli elementi fissi che caratterizzano i commenti aristotelici selezionati per lo studio
comparativo: la divisio textus, la sententia, l'expositio textus, gli stessi notanda, i dubia e le
quaestiones. Alla fine del terzo capitolo, i risultati dell'applicazione di questo profilo metodologico
sono esplicitati sia in termini qualitativi sia in termini quantitativi. [a cura dell'Autore] My dissertation deals with Aquinas Aristotelian Commentaries problems, focusing especially on the
epistemological value of these works and on the exegetical principles displayed by the author
expounding Aristotle's texts. What is exactly the value of Aristotelian Commentaries? Are they
genuinely philosophical or rather theological texts? And what about the procedure used by Thomas?
Does it have an objective, scientific, or confessional value? In the first two chapters, I will suggest
that scholar's issues could be easily re-evaluated both historically and historiographically, addressing
the subject of Aquinas general purpose in his activity of Aristotelian Commentator and reconsidering
the main representative views on his own exegetical method. Furthermore, in the course of chapter
four, adopting an historical-comparative methodology, widely described in chapter three, I shall
underline the substantial dualism of Thomas's exegetical method, analyzing the notanda of the
Sententia libri De anima, namely some of the most significant and personal exegetical texts of his
first Aristotelian Commentary. In fact, what emerges from the analysis of Aquinas exegetical method,
compared for instance with that of Richard Rufus, Adam Buckfield and Albert the Great, is that it
possesses both scientific and confessional components, thus reducing the fundamental dichotomy
previously identified by some scholars. Finally, a pie chart located in chapter three shows the results
of the survey, with the ultimate intent of more fully documenting the research carried out. [edited by Author]