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dc.date.accessioned2026-01-30T13:03:32Z
dc.date.available2026-01-30T13:03:32Z
dc.description.abstractTra tutti i settori della giustizia penale, quello della prevenzione del crimine è di certo uno fra i più battuti dall’Intelligenza Artificiale. Nel campo delle attività investigative gli strumenti che si servono di sistemi esperti sono infatti in grado di semplificare le funzioni della polizia giudiziaria a partire dal momento della ricerca della notizia di reato per arrivare alla assicurazione delle fonti di prova e alla comunicazione al pubblico ministero della notitia criminis acquisita. Anche in Italia, così come è avvenuto in alcuni Paesi dell’Unione Europea, hanno fatto ingresso alcuni strumenti di riconoscimento facciale, come il S.A.R.I. che ha imposto importanti riflessioni non solo circa il suo impiego da parte del Garante della privacy ma anche sotto il versante normativo alla luce della recente disciplina contenuta nell’AI Act. Tale sistema, soprattutto quando utilizzato nella sua versione dinamica, indubbiamente avanguardistica, promette di identificare con semplicità un soggetto ignoto attraverso l’incrocio di immagini fotografiche raccolte da telecamere installate in determinati luoghi e di giungere perfino a rilevarne corrispondenze con taluno dei volti noti “sospetti” inseriti in un database. Dietro queste molteplici e promettenti applicazioni dell’IA nel campo delle indagini e, più nello specifico, di quella investigazione che viene definita proattiva si celano, tuttavia, evidenti perplessità che mettono a dura prova la classica ripartizione di competenze tra polizia di sicurezza e polizia giudiziaria.it_IT
dc.description.abstractOf all the areas of criminal justice, crime prevention is certainly one of the most impacted by Artificial Intelligence. In the field of investigative activities, tools that use expert systems can streamline the functions of the judicial police, from the moment of searching for information about a crime to securing sources of evidence and communicating the acquired notitia criminis to the public prosecutor. Italy, as has happened in some European Union countries, has seen the introduction of facial recognition tools, such as SARI, which has prompted significant consideration not only regarding its use by the Italian Data Protection Authority but also from a regulatory perspective, in light of the recent provisions contained in the AI Act. This system, especially when used in its undoubtedly cutting-edge dynamic version, promises to easily identify an unknown subject by cross-referencing photographic images collected by cameras installed in specific locations and even detecting matches with some of the known “suspicious” faces stored in a database. Behind these many promising applications of AI in investigations, and more specifically, in what is known as proactive investigations, however, lie clear concerns that severely challenge the traditional division of responsibilities between security police and judicial police.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.relation.ispartofjournalIura & Legal Systemsit_IT
dc.identifier.citationPepe P. "Strumenti di "predictive policing" e rischi di profilazione: quando l'intelligenza artificiale è posta al servizio delle attività di polizia giudiziaria". Iura & Legal Systems, XII.2025/3, B(27): 309-317it_IT
dc.titleStrumenti di "predictive policing" e rischi di profilazione: quando l'intelligenza artificiale è posta al servizio delle attività di polizia giudiziariait_IT
dc.sourceUniSa. Sistema Bibliotecario di Ateneoit_IT
dc.contributor.authorPepe, Paolo
dc.date.issued2025
dc.identifier.urihttps://www.rivistagiuridica.unisa.it/volumes/2025_3/indexit_IT
dc.identifier.urihttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9199
dc.typeJournal Articleit_IT
dc.format.extentP. 309-317it_IT
dc.identifier.issn2385-2445it_IT
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