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dc.date.accessioned2026-02-03T10:47:26Z
dc.date.available2026-02-03T10:47:26Z
dc.description.abstractIl presente contributo prova a ricomporre lo scenario delle finalità talvolta differenti, se non conflittuali, all’origine delle tecnologie di intelligenza artificiale. Riemerge dal confronto originario tra prospettiva linguistica e visuale cibernetica un duplice, tendenziale esito storico, delle intelligenze artificiali quali spazi d’affidamento tecnocratico preteso, capace di superiori automatismi e di neutralità delle decisioni, oppure quali territori d’uno scambio virtuoso, concepito in quanto auxilium: nella visuale giuridica, perciò, ars boni et aequi. Seguendo allora questa seconda prospettiva, il contributo prova a elaborare ed offrire una categoria originale di relazione, quella di empatia algoritmica, pensata come “spazio pedagogico” ludico-educativo di scambio continuo tra le macchine e l’umanità che le utilizza, dove infine è la seconda a dover sempre controllare la prima - a maggior ragione, nell’azione giurisprudenziale e del diritto, dove ancora, oggi come sempre, dovrà ribadirsi una distanza tra fatto e diritto, tra l’essere e il dover essere nell’esercizio quotidiano giuridico.it_IT
dc.description.abstractThis paper attempts to recompose the scenery of the sometimes different, if not conflicting, purposes at the origin of artificial intelligence technologies. From the original comparison between linguistic perspective and cybernetic vision, a dual, tendential historical outcome emerges, of artificial intelligences as spaces of claimed technocratic trust, capable of superior automatisms and neutrality of decisions, or as territories of a virtuous exchange, conceived as auxilium: in the legal vision, therefore, ars boni et aequi. Following this second perspective, the contribution tries to elaborate and offer an original category of relationship, that of algorithmic empathy, conceived as a playfuleducational “pedagogical space” of continuous exchange between machines and the humanity that uses them, where ultimately it is the latter that must always control the former - even more so, in the action of jurisprudence and law, where still, today as always, a distance between fact and law, between being and having to be in the daily exercise of law, must be reaffirmed.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.relation.ispartofjournalIura & Legal Systemsit_IT
dc.identifier.citationBencivenga G. M. "Alla ricerca di una possibile empatia algoritmica. Modelli etico-giuridici dell'IA". Iura & Legal Systems, XII.2025/3, B(5): 41-54it_IT
dc.titleAlla ricerca di una possibile empatia algoritmica. Modelli etico-giuridici dell'IAit_IT
dc.sourceUniSa. Sistema Bibliotecario di Ateneoit_IT
dc.contributor.authorBencivenga, Gerardo Marco
dc.date.issued2025
dc.identifier.urihttps://www.rivistagiuridica.unisa.it/volumes/2025_3/indexit_IT
dc.identifier.urihttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9221
dc.typeJournal Articleit_IT
dc.format.extentP. 41-54it_IT
dc.identifier.issn2385-2445it_IT
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